In un convegno all'Avana (Cuba) posta in luce l'importanza del potenziale agro-biotecnologico nei paesi in via di sviluppo

La Rete Cubana della Scienza ha ripreso il 3 dicembre 2008 un comunicato dell'Agenzia Stampa Nazionale Cubana (AIN) e riportato quanto è stato esposto da Clive James, presidente del Servizio Internazionale per l'Acquisizione delle Innovazioni Biotecnologiche in Agricoltura (ISAAA), in corrispondenza del suo intervento ad un convegno che avuto luogo nell'ambito del XIX Congresso sulle Biotecnologie del 2008, tenutosi a fine novembre scorso all'Avana (Cuba) ed a cui avrebbero partecipato 200 esperti provenienti da 48 nazioni.
L'ISAAA è un organizzazione internazionale noprofit, che come indicato nella relativa 'Home-page' si occupa di favorire l'acquisizione dei benefici derivanti dalle innovazioni biotecnologiche nelle agricolture dei paesi in via di sviluppo.
Il Dott.Clive James, viene riferito, ha proposto durante il suo intervento un approccio responsabile all'utilizzo delle biotecnologie nei paesi in via di sviluppo, per aiutarli ad incrementare la produzione di alimenti e quindi ridurre le loro condizioni di povertà.
In occasione di questo convegno sono state dibattute alcune tematiche che hanno attirato l'attenzione dei ricercatori locali per la loro possibilità di determinare concreti sviluppi nell'ambito dell'approvvigionamento alimentare, come ad esempio le biotecnologie applicate all'allevamento ittico e l'uso di microrganismi per l'incremento della fertilità del suolo. L'importanza di questo genere di ricerche è intuibile sia collegato al fatto che, come conseguenza dell'embargo a cui è soggetta l'isola di Cuba, vi sarebbe localmente una scarsa disponibilità di fertilizzanti.
Per questo motivo la ricerca agraria è volta in particolare a migliorare l'efficienza produttiva delle colture e la loro resistenza ai parassiti. In questo ambito operativo, a Cuba è attiva anche una parallela ricerca nel settore degli insetti antagonisti naturali dei parassiti delle colture e dei principi attivi naturali per la difesa delle colture e delle derrate alimentari, come evidente dai risultati di ricerche effettuate reperibili in rete.
Come riportato dalla Rete Cubana della Scienza, il Dott. Clive James ha più in particolare suggerito, durante il suo intervento congressuale, di incominciare l'attività produttiva in presenza di un contesto normativo che tenga conto degli aspetti cruciali della (necessaria) innocuità alimentare del prodotto ottenuto e dell'impatto ambientale dell'attività produttiva, processo per il quale passa, come specificato, la prima pianta cubana geneticamente modificata, una varietà di mais resistente sia ad insetti (lepidotteri) che ad erbicidi, di cui troviamo notizia in un documento posto online dal Centro di Genetica e Biotecnologia dell'Avana(CIGB), che ha ospitato questo evento scientifico.
Anche il vicedirettore del CIGB Carlos Borroto segnala nello stesso documento l'importanza della nuova costituzione agro-biotecnologica cubana, il mais FR-Bt1. Viene poi fornita breve informazione sulle prove agronomiche e di bio-sicurezza, condotte a Cuba al fine di verificare l'impatto ambientale di questa nuova costituzione, e sulle molte acquisizioni nell'ambito delle biotecnologie nel settore medico e farmaceutico.
Altre acquisizioni biotecnologiche cubane segnalate dal CIGB in occasione di questo incontro scientifico sono un vaccino contro le zecche ed un bio-nematocida biologico.
Il Dott. Clive James, come riportato dalla Rete Cubana della Scienza, avrebbe anche evidenziato nel suo intervento tenuto al Centro di Genetica e Biotecnologia dell'Avana (Cuba) - Notizie, che non si debbano però tenere in conto solo i rischi che possono essere cagionati dagli strumenti posti a disposizione dalla scienza, ma anche le opportunità che possono venir perdute al non applicare le biotecnologie all'agricoltura, per migliorar le condizioni di sicurezza alimentare delle popolazioni povere.
Viene infine precisato che più di 20 nazioni, utilizzano le biotecnologie in agricoltura ed altre attenderebbero di potersi unire a coloro che applicano queste innovazioni tecnologiche al sistema produttivo agricolo, con l'obbiettivo di conseguire un raddoppiamento delle rese produttive entro il 2050, data in corrispondenza della quale, viene stimato, la domanda mondiale di alimenti raddoppierà anch'essa.
Inoltre il ricorso all'utilizzo delle biotecnologie agrarie non escluderebbe il possibile ricorso a metodi di agricoltura convenzionali ed anzi la combinazione di entrambi i sistemi sarebbe vista secondo quanto riportato come la via ideale per garantire una maggiore produttività.
Il Dott. Mario Pablo Estrada segretario scientifico del comitato organizzatore, ricercatore cubano che si occupa di applicazioni biotecnologiche al settore dell'itticoltura, ha evidenziato che il successo di questo evento è stato dovuto all'importanza vitale che riveste per Cuba la produzione di alimenti e al prestigio di cui gode questa scienza a Cuba.
I prodotti biotecnologici cubani viene segnalato nel documento posto online dal CIGB vengono commercializzati da Heber Biotech SA - Cuba.
L'elemento critico per le economie agricole derivato dalle nuove costituzioni agricole biotecnologiche è legato al fatto che la loro maggiore competitività produttiva da un lato tende ad escludere dalla coltivazione piante differenti tradizionalmente coltivate (questo è però un fenomeno sempre esistito in agricoltura, dove l'innovazione ha permesso ai paesi occidentali di raggiungere l'autosufficienza alimentare) ed inoltre vi è il problema legato ai diritti che spettano alle imprese costitutrici, che al crearsi delle condizioni precedentemente evidenziate potrebbero trovarsi ad avere un notevole peso sul mercato delle sementi. Entrambi questi motivi potrebbero invece costituire il punto di forza per una nazione che punti in modo deciso sulla ricerca pubblica nel settore delle biotecnologie (non solo agrarie), potendo contribuire in questa maniera sia a migliorare direttamente le condizioni di vita della sua popolazione, che ad acquisire fondi utili a finanziare un'intensa attività di ricerca attraverso la cessione di diritti per lo sfruttamento di proprie acquisizione tecnologiche.

Collegamenti di approfondimento:

Fonte/i: Red Cubana della Ciencia, 3 dicembre 2008 - Centro di Genetica e Biotecnologia dell'Avana (Cuba) - sezione notizie

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 31 dicembre 2008



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