Le pacciamature vive aiutano gli agricoltori a migliorare la qualità del suolo e bloccare infestanti ed erosione. Oltre a questi benefici
la pacciamatura può fornire un habitat ideale per gli insetti utili, che come predatori, si nutrono di insetti dannosi.
Uno studio di due anni, condotto dal Servizio di Ricerca Agricola del Ministero dell'Agricoltura Statunitense e da scienziati dell'Università
Statale dello Iowa e pubblicato nel saggio (dell'ARS) di questo mese intitolato “Entomologia Ambientale”, conferma questa ipotesi che già da tempo
era oggetto di considerazione.
La ricerca ha mostrato che i predatori uccidevano molte più pupe della piralide del mais (European Corn Borer) in appezzamenti dotati di pacciame
vivo, rispetto a quelli privi di tale pacciamatura. Parlando di 'pacciame vivo' gli autori intendono evidentemente riferirsi ad una coltura di
copertura intercalare, che permane poi in campo, consociata con la coltura principale.
Gli Entomologi Jarrad Prasifka e Richard Hellmich attivi presso l'Unità di Ricerca sugli Insetti dei Cereali e la Genetica delle Colture di Ames –
Iowa ed i loro collaboratori hanno utilizzato, per le prove condotte, piantagioni separate di erba medica e di trifoglio Kura, un foraggio persistente
originario dell'Asia occidentale.
I ricercatori hanno trovato che negli appezzamenti in cui aveva luogo una rotazione mais-soia-foraggio si avevano incrementi nel numero di predatori
e nel numero di pupe da essi consumate.
I predatori, prevalentemente coleotteri carabidi ed aracnidi consumavano, durante la prova, pupe appositamente poste in campo dagli sperimentatori
per misurare l'attività predatoria e note per questo motivo come “prede sentinella”.
Dalle prove è risultato che dentro il materiale pacciamante vivo, consociato con mais, gli insetti predatori uccidevano il 66% delle pupe di
piralide che parassitizzavano le piante di mais, e cioè il 51% in più che nelle porzioni non pacciamate, mentre nella pacciamatura vivente consociata a
soia la percentuale delle pupe uccise, tra quelle poste nell'appezzamento, era del 65% con un incremento del 13% rispetto agli appezzamenti di controllo.
Gli scienziati attivi nell'unità operativa di Ames stanno conducendo studi simili aventi per obbiettivo altri insetti parassiti delle colture agrarie.
Le pacciamature viventi non possono fornire un'adeguata eliminazione degli insetti quando usate da sole e spesso si necessita anche di eliminarle per
evitare una competizione con la coltura principale, secondo quanto sostiene Prasifka, ma esse possono comunque essere una componente importante di
un programma integrato di gestione dei parassiti.
Inoltre gli studi hanno mostrato che utilizzando leguminose come essenze erbacee coltivate per realizzare la pacciamatura vivente si può ridurre la necessità
di fertilizzante azotato da fornire alla coltura principale. Questa circostanza può condurre anche a raccolti che eguaglino, o superino quelli prodotti
attraverso i metodi convenzionali.
Fonte/i: Dipartimento di Ricerca Agricola (ARS) del Ministero dell'Agricoltura Statunitense (USDA)
Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 25 marzo 2007
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