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Quando le piante di Cucurbita moschata furono infettate con un virus in cui era stato inserito il gene
che codifica la proteina FT, queste fiorivano indipendentemente dalla lunghezza della giornata. I virus
quando aggrediscono un organismo inseriscono nel suo genoma porzioni del loro DNA; in questo caso il
virus infettante inserisce nel genoma della pianta di Cucurbita moschata il gene che codifica la proteina
FT e la pianta acquisisce così la capacita di sintetizzare questa proteina. I virus utilizzati in questa
procedura furono trovati solo nelle foglie e negli steli, ma non nei germogli in fioritura escludendo
così, secondo gli autori di questo studio, che l'ormone florigeno fosse una porzione di RNA.
A questo punto i ricercatori hanno innestato Cucurbita moschata su Cucurbita maxima. Anche in questo caso
le piante fiorivano poiché il segnale inducente la fioritura era trasportato dalle foglie di C. maxima
ai meristemi di C. moschata.
La proteina FT della zucca, oggetto di queste prove, era stata isolata dal floema.
In conclusione il prof. William Lucas sostiene che gli esperimenti fornirebbero evidenza diretta che la
proteina FT, che si muove attraverso il floema sia effettivamente il florigeno ed aggiunge: 'Il floema
contiene circa 1900 altre proteine, molte delle quali è anche probabile che siano segnali di un tipo,
o di un altro'. Lucas ha poi riferito che quanto pervenuto da questa ricerca, oltre ad aprire nuovi
percorsi di studio utili a capire come le piante si autoregolano, potrebbe alla fine avere impiego
in vasti ambiti dell'agricoltura.
Il lavoro è stato sovvenzionato dalla Fondazione Nazionale della Scienza (FNS), dal Dipartimento
Statunitense per l'Energia e dalla Fondazione Neo-Zelandese per la Ricerca, la Scienza e la Tecnologia.
Gli altri autori del lavoro sono Ken-Ichiro
Taoka, Eriko Miura, Young-Jin Lee e Brett Phinney attivi presso l'Università della California - Davis;
Beatriz Xoconostle-Cazares, che opera presso l'Università della California - Davis e presso il Centro di Ricerca
e Avanzato dell'Istituto Politecnico Nazionale, Messico;
Helene Belanger, Erika Varkonyi-Gasic, e Tony J. Lough ache operano presso
Agrigenesis Biosciences, Nuova Zelanda; e Karla Gendler e Richard
A. Jorgensen dell'University dell'Arizona, Tucson.
Articolo di
Luca Federico Fianchini, 29 agosto 2007.
Fonte: Università di Davis - California (USA). |