Scienziati dell'Università di Saskatchewan hanno trova il gene che influenza la resistenza delle piante agli stress

Un gruppo di scienziati dell'Università di Saskatchewan (Canada) ha isolato un gene che non era finora mai stato identificato e che ha un ruolo nell'aiutare le piante a resistere agli stress.
Lo studio pubblicato questo mese sul giornale 'La cellula vegetale' potrebbe aprire, secondo gli autori, la via allo sviluppo di colture agricole e forestali più tolleranti agli stress ambientali, come la luce ultravioletta e altri tipi di radiazione.
La ricerca è stata condotta da una equipe di scienziati dalle diverse competenze composta da un microbiologo il dott. Wei Xiao, un biochimico il dott. Hong Wang, due borsisti di post-dottorato e tre studenti laureati su questo studio. Lo studente di dottorato Rui Wen è l'autore principale del lavoro.
Il Dott. Xiao ha condotto negli anni scorsi numerosi studi su cellule umane, per passare successivamente a questo studio sulle piante in cui il gruppo di scienziati di cui fa parte ha utilizzato Arabidopsis, una pianta modello per ricerche ampiamente accettata dalla comunità scientifica.
Il gruppo ha clonato e caratterizzato 4 geni sospettati di avere un ruolo nella risposta delle piante agli stress. Essi hanno poi trovato che quando le piante erano soggette ad un agente di stress che danneggia il DNA, quelle in cui uno dei quattro geni era stato disattivato producevano piantine che crescevano più lentamente e spesso morivano, a confronto con un gruppo di controllo.
'Questo fatto', riferisce Xiao, 'ci diceva che questi geni probabilmente avevano un ruolo importante nel mantenere la stabilità genetica della pianta e la proteggevano dagli stress'.
'Il prossimo passaggio è guardare se l'attivazione, o la disattivazione di ognuno degli altri tre geni influenzerà la resistenza delle piante agli stress ambientali, incluso infezioni virali e batteriche'.

Questo percorso di ricerca del Dott. Xiao era iniziato 10 anni fa quando egli ha scoperto un gene nel lievito dei panettieri, che quando inattivo fa sì che le cellule siano più suscettibili ad agenti che danneggiano il DNA. Il suo gruppo di ricerca ha quindi identificato due geni umani simili e trovato che quando uno di questi era introdotto in cellule di lievito, contenenti il gene inattivato, il problema veniva presto riparato e le cellule si sviluppavano normalmente.
Il gene del lievito produce, nello studio di Xiao e Wang, un legame con una proteina (Ubc13), che è stato recentemente trovato controlli l'attivazione della risposta immunitaria. Questa proteina è stata anche ricollegata ad un crescente numero di malattie umane, incluso il morbo di Parkinson ed il cancro al seno.
Di qui il Dott. Xiao aveva sviluppato degli studi in ambito medico che utilizzavano cellule umane ed aveva trovato che geni umani, simili ai quattro geni vegetali di cui si è detto sopra non solo combattevano gli agenti carcinogeni, ma avevano un ruolo nel combattere infezioni virali e batteriche.
Nella penultima ricerca Xiao utilizzò cellule mammali coltivate, per studiare il cancro e l'immunità, ma poiché la cancellazione dei geni nei mammiferi vivi causerebbe la morte dell'embrione, il gruppo ha deciso di passare allo studio di piante modello e quindi ha iniziato lo studio sull'Arabidopsis sopra riportato. Quanto qui riportato ha permesso di evidenziare che gli studi riguardo organismi umani, piante ed animali stanno sempre più convergendo verso una ricerca basata sul gene in generale.
Il (->) Dott. Xiao si attende che i suoi studi abbiano a breve applicazioni anche per la medicina umana e animale nel combattere il cancro e le infezioni.

Fonte: Università di Saskatchewan (Canada) - 25 gennaio 2008.

Articolo realizzato da Luca Federico Fianchini
Data di pubblicazione 20 febbraio 2008.