Utilizzando il DNA, gli scienziati vanno a caccia degli antenati della moderna patata
Articolo realizzato da Nicole Miller,
Università del Wisconsin (USA)

Più del 99% delle moderne varietà di patata, piantate attualmente sono dirette discendenti di piante che una volta crescevano nelle pianure del Cile centro-meridionale. Come il germoplasma cileno sia arrivato a dominare la patata moderna, che si è diffusa in tutto il mondo dall'Europa, è stato l'oggetto di un lungo polemico dibattito tra gli scienziati.

Mentre alcuni botanici hanno sostenuto che le patate cilene furono le prime a essere coltivate in Europa, una storia più ampiamente accettata sostiene che le patate europee discendevano originariamente da piante cresciute in alta quota sulle Ande tra il Venezuela orientale ed il nord dell'Argentina. Secondo quanto sostenuto da questa teoria le patate delle Ande furono annientate durante la grande carestia di patate irlandese, l'epidemia di peronospora (Phitophtora infestans) che, nel 19° secolo, devastò i campi di patate in tutta Europa, avviando l'importazione di varietà cilene per ristabilire la coltura.

In un rapporto pubblicato oggi dal Giornale Americano di Botanica, Mercedes Ames e David Spooner, ricercatori presso l'Università del Wisconsin sostengono che entrambe le teorie sono sbagliate. Analizzando il DNA di esemplari storici di patata, i ricercatori trovarono che sia le patate, andine, che quelle cilene erano coltivate in Europa sia decadi prima, che decadi dopo la carestia; questa era la prima diretta evidenza che entrambi i tipi di patate erano coltivati simultaneamente in Europa.

'Sostanzialmente, abbiamo trovato che le patate andine andarono verso l'Europa prima, intorno al 1700. Comunque le patate cilene incominciarono a divenire popolari in Europa già 34 anni prima della epidemia di peronospora', riferisce la dottoressa Ames, una studentessa laureata secondo il programma di ibridazione delle piante e genetica vegetale all'Università del Wisconsin – Madison. I risultati mostrano anche che le patate andine furono coltivate in Europa fino al 1892, provando che esse non furono annientate dalla epidemia di peronospora e che furono coltivate fianco a fianco alle patate cilene, per molte decadi prima che i tipi 'cileni' divenissero dominanti.

Per far partire il progetto che è stato sovvenzionato dalla Fondazione Nazionale della Scienza, la dottoressa Ames ha visitato erbari localizzati in tutta Europa alla ricerca dei più antichi esemplari di patata conservati. Ella ha poi richiesto che fossero inviati all'Università di Madison campioni di tessuto fogliare secco, della dimensione del foro di un punzone, estratti da appropriati esemplari, per attività di studio, che alla fine si assommarono con una quantità di materiale proveniente da 64 piante di patata coltivate tra il 1700 ed il 1910.