->In futuro sarà possibile creare varietà di piante resistenti alla fitotossicità da alluminio - Pagina 2

La calce è somministrata al terreno in varie forme a differente solubilità ma, come il Prof. Leon Kochian fa notare in un altro documento reperibile in internet, questa operazione non è realmente accessibile agli agricoltori che operano in zone economicamente depresse ed inoltre, data la peculiarità che i fenomeni di fitotossicità dovuti ad alte concentrazioni di alluminio, sono indotti dal centro quiescente posto nell'apice radicale. Infatti, anche qualora il terreno fosse corretto con calce, la pianta, sviluppando le radici durante l'estate in cerca di acqua, raggiungerebbe con gli apici radicali, strati più profondi del suolo acido non interessati dalla calcitazione, qui gli apici, sensibili alla concentrazione elevata di alluminio, indurrebbero nuovamente i fenomeni di fitotossicità.
Sperimentalmente è stato anche dimostrato che la fitotossicità da alluminio non si verifica se si sottopongono le radici delle piante ad alte concentrazioni di questo elemento ad eccezione dei loro apici.
Pertanto l'unica soluzione reale del problema è di creare piante tolleranti ad alte concentrazioni di alluminio, o di impedire come è stato prospettato in questo studio che la pianta abbia la percezione dell'alta concentrazione di alluminio nel suolo, bloccando il funzionamento dell'AtATR.
'L'Interruzione del funzionamento dell'AtATR mantiene il centro quiescente' riferisce Larsen. 'Nel nostro studio noi abbiamo interrotto l'AtATR in tutta la pianta, ma se possiamo interrompere questo fattore solo nell'apice radicale, la pianta non percepisce il danno da alluminio alla radice. La radice continua a crescere e noi recuperiamo produttività'.
Gli esperimenti dei ricercatori hanno riguardato l'introduzione di mutazioni casuali all'interno del genoma di Arabidopsis e l'esame di quelle radici che riuscivano a svilupparsi in presenza di alti livelli di alluminio.
Prossimamente l'equipe di laboratorio di Larsen lavorerà nell'identificazione di altri fattori nella pianta che identificano danni al DNA. Il suo gruppo di lavoro progetta di indurre la mutazione AtATR in piante coltivate come pomodoro e mais, per incrementare la loro tolleranza all'alluminio.
Lo studio è stato finanziato, durante i cinque anni della sua durata, con borse di studio della Fondazione Nazionale delle Scienze e del Ministero dell'Agricoltura statunitense.
L'Ufficio di Commercializzazione della Tecnologia dell'Università della California – Riverside ha protetto con brevetto la scoperta di Larsen e sta cercando partners commerciali interessati a sviluppare questa tecnologia.

Articolo di Luca Federico Fianchini
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2008.

Fonte: University of California, Riverside (USA), 2 ottobre 2008