<---   2 |      Competitori e conservazione della biodiversità   (--> Indice dei paragrafi)

Le nuove sfide di conservazione della biodiversità su scala di podere sono state prese molto sul serio dai nostri competitori a livello mondiale. E' così che paesi come il Sudafrica, la Nuova Zelanda, la California, tra gli altri, hanno sviluppato ricerca, associazione di produttori e un forte sostegno governativo per procedere nella messa a punto di metodologie di valutazione della biodiversità e implementazione di tecniche di conservazione su scala di podere.

Esistono raggruppamenti di specialisti nel campo della biodiversità e produttori agro-zootecnici e con essi industrie come quella del vino che cooperarono per stabilire e monitorare piani di conservazione specifici in ciascun podere che desideri aderire all'iniziativa. Il Sudáfrica in particolare, nel settore dell'industria vinicola, conta sulla ('Biodiversity and Wine Initiative' - Iniziativa Biodiversità e Vino - www.bwi.co.za). La California attraverso il suo dipartimento di conservazione dispone di un fondo denominato 'Agricultural Conservation Easement', per la la conservazione su scala di podere che già ha speso 23 milioni di dollari negli ultimi anni. A livello dei produttori che riforniscono i dettaglianti ai quali anche il Cile esporta troviamo il 'Farming and Wildlife Advisory Group' che ha realizzato una rete di produttori e piani di conservazione in poderi della Gran Bretagna (www.fwag.org.u). Infine vi è il Wildlife Choice del dettagliante TESCO (promotore del Nature´s Choice) della Gran Bretagna che sta portando avanti uno studio pilota della biodiversità e produzione agrícola in 7 tra i poderi suoi fornitori (www.wildlifechoice.co.uk).


Non si deve pensare che la conservazione della bioversità su scala di podere sia collegata solo con l'agricoltura biologica. La conservazione della biodiversità in poderi agricoli è indirizzata alla gestione dei margini delle coltivazioni e zone senza valore produttivo diretto, all'interno sia di sistemi tradizionali, che intensivi di tipo 'rivoluzione verde', che tendano a integrare criteri di conservazione nell'ambito delle loro pratiche colturali abituali.


-- Presentiamo a seguire alcuni risultati delle ricerche in corso: --   (--> Indice dei paragrafi)

Conservazione della Biodiversità: proposta metodológica e studio di un caso di rispetto delle Buone Pratiche Agricole (BPA) secondo gli schemi EUREPGAP e NATURE´S CHOICE (Gálvez, 2003)

Potenziale di conservazione della biodiversità in sistemi intensivi nel Cile Centrale (Gálvez et al., in corso)

Nell'anno 2003 sono stati analizzati 9 poderi con produzione frutticola da esportazione. E' stato osservato che gli elementi più importanti per la conservazione di flora e fauna nei poderi agricoli, corrispondevano agli spazi non coltivati: bacini idrici artificiali, canali, margini delle coltivazioni ed elementi particolari di ciascun podere come colline, gole e rive di ruscelli. Per quanto riguardo la ricchezza e l'origine delle specie sono state trovate un totale di 246 specie di piante, delle quali 85 erano specie autoctone, il 32% delle quali (n=27) furono classificate come endemiche del Chile. Inoltre, fu determinato che il 9% delle piante osservate era compresa in qualche categoria di flora protetta (una specie in pericolo di estinzione, venti vulnerabili ed una rara). Per quanto riguarda la fauna, furono registrate un totale di 53 specie di uccelli e fu osservata una correlazione positiva, significativa, tra ricchezza di uccelli e ricchezza di piante autoctone.

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