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Le piante condividono con i batteri una tossina mortale
La porzione centrale di una endotossina batterica (=Lipide A), che fà in modo che una infezione batterica provocata da gram
negativi divenga mortale nell'uomo è stata rinvenuta sorprendentemente all'interno dei cloroplasti di plantule di pisello, dopo
che inizialmente era stata già scoperta nelle cellule di alghe verdi. Traduzione e rielaborazione di Luca Federico Fianchini - 29 novembre 2006. La scoperta ha suscitato sorpresa nei ricercatori del laboratorio di biologia marina di Woods Hole - Massachussets, dell'università di Davis California e dell'Università del Nebraska che hanno condotto questa ricerca in quanto non riescono ad immaginare il motivo per cui questa tossina, normalmente posta sulla copertura esterna dei batteri gram negativi ed in grado di indurre uno shock settico, in seguito all'attivazione del sistema immunitario umano, possa trovarsi nei cloroplasti, strutture normalmente deputate allo svolgimento della fotosintesi clorofilliana. Lo shock settico sarebbe responsabile della morte nella maggior parte dei casi di infezione batterica. Si ritiene che la funzione svolta da questa endotossina sia rilevante poiché essa è rimasta nella pianta durante il processo evolutivo della cellula vegetale per un miliardo di anni, così come riferisce Peter Armstrong, professore di biologia molecolare e cellulare all'università di Davis - California UC Davis e autore anziano di questa ricerca. Egli sospetta che la stessa endotossina sia presente anche in tutte le piante superiori e non solo in pisello, ciò sulla base della considerazione emersa dall'analisi del genoma di Arabidopsis, la prima pianta superiore di cui si sia conosciuto l'intera sequenza genomica. L'Arabidopsis disporrebbe di tutte le strutture biochimiche necessarie a produrre l'endotossina "lipide A". Questa notizia avrebbe comunque una notevole importanza filogenetica poichè conferma il fatto che i cloroplasti si sarebbero evoluti dalle alghe azzurre (ciano-batteri, organismi unicellulari fotosintetici ed azoto-fissatori), che albergavano nelle ancestrali cellule vegetali. |