Politiche dei mercati agricoli internazionali e del libero commercio
Sezione del sito internet
dell'
Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) contenente un
approfondimento sulla Corte di appello, un organo del WTO e sul suo meccanismo di funzionamento.
La Corte di Appello del WTO è stata fondata nel 1995 e svolge una fondamentale funzione in questa organizzazione poiché
si rivolgono ad essa gli stati quando vogliono arrivare alla soluzione di qualche vertenza commerciale, con altri paesi,
che non abbia trovato soluzione per le vie ordinarie.

Il WTO, sede a volte di provvedimenti molto impopolari a livello mondiale, avendo l'esigenza di mostrare la
reale trasparenza nella gestione degli atti
ha deciso di rendere pubblici tutti
i documenti della gestione "GATT" (1947-1995), quando cioè l'attuale
WTO (World Trade Organization)
si chiamava "General Agreement on Tariffs and Trade" (GATT) (Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio).
I documenti del WTO, circa 150.000, sono attualmente disponibili sul relativo sito internet, nelle lingue inglese, francese e spagnola.
Recentemente è stato deciso di rendere disponibili anche tutti gli altri documenti (prevalentemente cartacei);
ciò, viene precisato, comporterà un lungo ed impegnativo lavoro di scannerizzazione. Molti documenti sono stati resi disponibili già dal primo giugno 2006 ed in particolare quelli relativi all'"Uruguay Round", altri saranno disponibili dal primo luglio, altri ancora successivamente.
Fonte: comunicato stampa WTO, del 14 maggio 2006.
SOFA 2009 (State of Food and Agriculture) è un documento pubblicato dalla
FAO e
nel quale ogni anno viene trattato un tema specifico. Il tema del 2009 è legato alla produzione zootecnica nel mondo. Dalla stessa pagina è possibile scaricare (in formato '.pdf') tutti i 'SOFA' precedenti, a ritroso fino al 1993.

"Le politiche protezionistiche in contesa con il crescente settore dell'industria alimentare della Nigeria".
L'articolo cui conduce il collegamento realizza una breve trattazione della politica economica della Nigeria, la più popolata nazione africana, la quale
sovvenzionerebbe le esportazioni con restituzioni pari al 40% del valore esportato.
Questa politica avrebbe determinato un forte incentivo alla produzione ed al miglioramento della sua qualità.
Ciò nonostante quasi tutto il prodotto interno lordo deriverebbe ancora dall'industria petrolifera e solo il 4,4% (2003) dall'export del settore
manifatturiero, di cui il 50% sarebbe alimentare. Nonostante questa politica protezionistica sussisterebbe tuttora una forte richiesta di materie
prime da parte delle industrie alimentari.
L'articolo termina con un breve elenco di indicazioni per coloro che vogliano sviluppare un attività di importazione di
materie prime alimentari in Nigeria.
Questo articolo è posto sul numero di dicembre 2005 della testata "FAS Worldwide", del
Servizio per le Agricolture Straniere (FAS) del
Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti d'America.
L'articolo è firmato da Uche Nzekan, un esperto di mercati agricoli del FAS, attivo presso il consolato statunitense di Lagos - Nigeria.

"Crescita verso gli
standard dell'Europa riguardo le Buone Pratiche Agricole". In questo articolo (in inglese) posto sull'ultimo numero mensile della versione online del
britannico
"New Agriculturist" viene
raccontato come l'agricoltura keniota cresce rispettando l'ambiente.
L'agricoltura keniota offre impiego, come riportato in questo articolo, ad un numero elevato di abitanti di questo stato.
L'utilizzo dei prodotti chimici sulle colture agricole è piuttosto ridotto e viene autorizzato limitatamente a quelli
con più breve tempo di carenza i quali, essendo molto più costosi, vengono utilizzati solo se strettamente necessari. Gran parte della produzione
keniota sarebbe quindi assimilabile a quella della nostra agricoltura biologica.
La produzione esportata è in grado di offrire agli agricoltori un reddito superiore a quello offerto dalla vendita sul mercato interno e quindi è
per essi decisivo riuscire a produrre alimenti di qualità confrontabile con quelli europei.
Infine il modello di sviluppo adottato assicura un buon livello di benessere alle popolazioni agricole coinvolte nelle attività agricole.
