Il bisonte tranquillo genera più vitelli dei rivali rumorosi
Il bisonte è un bovide (Bison bison), avente i due quarti anteriori del corpo molto più sviluppati dei due posteriori e per questo
motivo è leggermente ricurvo in avanti. Altra peculiarità di questo animale di avere corna più piccole dei bovini allevati e
ripiegate verso l'alto. I maschi sono più grossi delle femmine e possono raggiungere anche i 195 centimetri di altezza al garrese.
I pionieri americani chiamavano questo animale 'buffalo' da cui poi sono nati alcuni toponimi locali, ma attualmente cercando sui
motori vi sono poche voci in inglese sui bisonti utilizzando questa voce di ricerca, infatti il termine attualmente più usato per
riferirsi a questo animale è 'bison'.
Un tempo il bisonte era diffuso in tutto il continente nord-americano, poi la intensa caccia ha confinato
le sue popolazioni ad alcune praterie statunitensi.
Secondo quanto riferisce un sorprendete studio recentemente realizzato da ricercatori dell'Università di Davis e dell'Università
'Point Loma Nazarene' di San Diego (entrambe in California) è risultato che durante la stagione riproduttiva dei bisonti, i maschi
più tranquilli realizzano il maggior numero di accoppiamenti e generano una progenie complessivamente più numerosa, mentre gli
stalloni con il muggito più rumoroso sono i meno attivi. I ricercatori hanno anche scoperto che il
volume dei muggiti del bisonte maschio non sono collegati al suo peso, od all'età, come alcuni ritenevano finora.
Riferisce
(->)Megan Wyman, una dottoranda in geografia,
presso l'Università di Davis – California ed autore
principale del lavoro: “Noi ci attendevamo di trovare che gli esemplari più grandi e più forti, e cioè i maschi qualitativamente
migliori, avrebbero avuto i muggiti più rumorosi poiché essi possono gestire un impegno di questo tipo, ma invece abbiamo scoperto
l'esatto opposto. Il mio collaboratore di San Diego vuole che io chiami il lavoro 'se parli sottovoce avrai una più intensa
attività sessuale'. In realtà come si potrà capire più avanti questa definizione non
calza perfettamente con le ipotesi avanzate dalla Sig.na Wyman.
Osservando il branco per 14 ore al giorno, durante gli spostamenti nei due mesi tra luglio ed agosto, il gruppo è riuscito
a registrare ogni accoppiamento e dettagliare la rete aggrovigliata di collegamenti tra i maschi
e le femmine, poiché i maschi perdevano e acquisivano le loro partenrs durante le loro intense competizioni.
Come in ogni popolazione animale non tutto il branco è coinvolto in queste attività e, ad esempio, le femmine del bisonte raggiungono
la maturità sessuale a due anni.
Per stimare a che livello ciascun toro si classificava nella gerarchia di dominazione del gruppo
la Sig.na Wyman ha effettuato il conteggio delle sfide tra i rivali, comprese quelle in cui l'animale si ritirava
durante il combattimento, così come i veri e propri combattimenti testa a testa.
Una volta effettuati gli accoppiamenti trascorrono 9 mesi di gestazione prima della nascita della prole costituita in genere
da un solo individuo. Quindi trascorso il periodo di gestazione, alla nascita dei vitelli, sono stati prelevati campioni di
DNA per determinarne la linea di discendenza e quindi la dimensione numerica della progenie di ciascun bisonte maschio.
Per le misurazioni dell'ampiezza dello spettro sonoro emesso dagli animali, la Sig.na Wyman ha utilizzato un misuratore del
livello del suono mantenuto attivo manualmente da un luogo sicuro, costituito dal suo autoveicolo. Con ogni lettura ella
registrava anche gli specifici comportamenti del maschio, la sua partner e qualsiasi rivale sfidante. In modo analogo ella
annotava tutti i fattori che potevano influenzare il livello di rumore letto sullo strumento misuratore, come ad esempio
l'orientamento della testa del maschio, la sua distanza dal misuratore e le condizioni di vento.
Dopo aver selezionato i dati risultanti in base alla accuratezza e loro qualità, essa restrinse le circa 2000
letture effettuate, rilevate da 67 maschi, a sole 408 letture provenienti da 44 individui.
La sua analisi ha mostrato che in media i bisonti maschi meno efficienti dal punto di vista riproduttivo (quelli con il più
basso numero di accoppiamenti e progenie) muggivano con un volume almeno del 50% superiore a quello dei loro più efficienti
rivali, corrispondente a letture in decibel che oscillano da 109 a 103 decibel. Questa caduta in volume si
è mostrata correlata con una crescita del numero di accoppiamenti del maschio del bisonte da nessuno a cinque e
del numero di vitelli che generava da nessuno a nove.
Questi dati sono solo un parte delle informazioni che i ricercatori hanno raccolto in campo con
l'obbiettivo predominante di capire come il bisonte comunichi a livello sonoro. Tuttavia, come riferisce Wyman, il risultato mostra
chiaramente che il rumore come fattore di comunicazione animale dovrebbe ricevere molta più attenzione. Ella ha spiegato:
'Noi abbiamo mostrato un modo di utilizzare in campo semplici, affidabili strumenti che possono dare una buona misurazione
dell'ampiezza del suono. Io mi aspetto che i ricercatori adesso comincino quindi a guardare all'ampiezza come a
qualcosa di importante.
Insieme con Wyman e Mooring, co-autori dello studio sono la Professoressa
(->)Lynette A. Hart e
(->)Brenda McCowan
ricercatrice associata presso il Dipartimento di Salute e Riproduzione Umana della Scuola di Medicina Veterinaria e dalla Genetista
ricercatrice associata Cecilia Penedo, presso il laboratorio di genetica veterinaria dell'Università di Davis California.
Le sovvenzioni per la ricerca sono state fornite dalla Fondazione Nazionale per la Scienza, dalla borsa di studio in aiuto
della Società Statunitense di Mammologia, dalla borsa di studio studentesca per ricerca della Società di
Comportamento Animale e dal fondo 'Marjorie and Charles Elliott' dell'Università di Davis – California.
Link di approfondimento sui bisonti:
Data di pubblicazione 22 febbraio 2009
Fonte:
Università della California, Davis, 15 dicembre 2008
Lo studio è stato il primo ad esaminare come l'ampiezza, o la rumorosità della vocalizzazione di un
mammifero è correlata con il successo riproduttivo. Il lavoro è stato pubblicato nel numero di novembre del Giornale sul Comportamento
Animale.
La maggior parte degli studi sui segnali sessuali vocali tra animali si è focalizzato su tono, tempistica
e durata dei richiami. La loro ampiezza, secondo quanto riferisce la Sig.na Wyman, ha ricevuto molta meno attenzione in gran
parte perché il livello di rumorosità è particolarmente difficile da misurare in campo. Quando un
grugnito, o un ruggito raggiunge un misuratore del livello di rumore, la sua ampiezza potrebbe essere stata
influenzata dalla distanza dell'animale dallo strumento di misurazione, dalla direzione in cui l'animale si stava muovendo
quando ha muggito, dalle condizioni di ventosità e da un certo numero di altri fattori.
I bisonti si muovono usualmente in branchi molto numerosi nelle praterie in cui vivono e durante l'inverno
la sopravvivenza allo stato selvatico è consentita dal fatto che sono dotati di una spessa pelliccia. Durante il periodo degli accoppiamenti
i maschi, come in molte altre specie selvatiche, lottano per il predominio nel branco e per assicurarsi la possibilità di
effettuare un gran numero di accoppiamenti. Possiamo ritenere che questo comportamento faccia parte della attività di
selezione naturale e che sia volto quindi alla prevalenza dei genotipi più adattabili all'ambiente di vita.
I muggiti del bisonte sono rumorosi ed eseguiti a bassa frequenza dai maschi durante gli
spostamenti. Essi sono più comunemente utilizzati quando un maschio sfida un altro; tipicamente ciò si
verifica quando entrambi sono tra 45 e 90 piedi l'uno dall'altro. Tuttavia a volte un muggito attrae maschi più lontani
e questa può essere una ragione per la quale quelli dominanti nel branco mantengono le loro voci basse, sostiene la Sig.na Wyman.
Quindi probabilmente non è la vocalizzazione a tono basso l'elemento di segnalazione dell'abilità riproduttiva, ma come segnala
Wyman 'potrebbe essere che gli esemplari maschi forniscano informazioni, circa la loro abilità riproduttiva, per mezzo
anche di altri segnali come, per esempio, la frequenza, o la durata dei loro muggiti; in tal modo essi non hanno bisogno di
alzare la voce, essi devono solo ascoltare'. 'Se muggisci troppo rumorosamente ciò potrebbe portare troppi altri bisonti
a confrontarsi con te.
La più grande questione sollevata dallo studio, sostiene Wyman, è perché gli individui maschi di minor abilità riproduttiva
non abbassino il volume dei loro muggiti per emulare i loro rivali più efficienti.
'Ciò è un po' più difficile da spiegare, riferisce Wyman, esso potrebbe dipendere dal fatto che se si utilizza un volume
di voce più basso altri maschi potrebbero avvicinarsi anche di più con il reale rischio di essere attaccati, rischio che
invece questi tori aventi un grado minore nel branco non potrebbero correre'.
Per imparare come i bisonti comunichino tra loro la Sig.na Wyman,
(->)Michael S. Mooring dell'Università Point Loma Nazarene
ed un certo numero di studenti interni hanno trascorso due estati a controllare 325 bisonti presso il Rifugio
Nazionale delle specie selvatiche di Fort Niobrara nella regione di Sandhills, posta nel centro-nord del Nebraska.
L'interazione dei bisonti con l'uomo non è poi così problematica, infatti essi vengono anche allevati in
cattività per la produzione di carne, alimento localmente molto apprezzato.
Gli animali in questo caso si erano abituati ai veicoli a quattro ruote utilizzati dal gruppo per ombreggiarli
e ciascuno di loro era facilmente identificabile da un unico marchio che gli era stato applicato come ai vitelli.
Fonte/i: Università della California, Davis, 15 dicembre 2008
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 22 febbraio 2009
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