Con i raggi laser il mais germina prima e maggiormente, aumentando la resa in granella al raccolto

Dalla terra in cui il mais è arrivato in Europa, il Messico, arriva una interessante novità circa la sua tecnica di coltivazione: un promettente studio è stato portato avanti da ricercatori dell'Istituto Politecnico Nazionale, che ha evidenziato che è possibile incrementare la percentuale di semi di mais germinanti, la velocità di germinazione ed in definitiva la sua produzione, semplicemente sottoponendo la semente ad un trattamento con raggi laser.
La notizia dei buoni risultati ottenuti in questo studio è stata riportata anche dal (->)sito internet del Governo Messicano anche se l'attività di ricerca è tuttora in corso. Il motivo di tanta soddisfazione lo si può ricondurre all'interesse suscitato dalla possibilità di limitare le superfici complessivamente destinate a mais incrementandone la produzione per ettaro; questo fatto permetterebbe di mantenere altre coltivazioni di minore interesse economico, o di disporre di mais anche per il consumo alimentare.
La minor disponibilità di mais alimentare ha infatti determinato un (->)incremento di prezzo della tradizionale 'tortilla', alimento a base di mais costituente la razione alimentare base di molte famiglie povere, in un momento in cui l'opinione pubblica locale chiede la (->)rinegoziazione del trattato di libero commercio con gli Stati Uniti ed il Canada.

La ricerca è stata condotta dalla ricercatrice dell'Istituto Politecnico Nazionale Claudia Hernández Aguilar insegnante e ricercatrice della Scuola di Ingegneria Meccanica ed Elettrica (ESIME), Unità 'Zacatenco' e dai dottori Alexander Mitchtchenko (ricercatore della ESIME, Unità 'Zacatenco') e Aquiles Carballo Carballo (specialista nello studio e miglioramento genetico di semente di mais e ricercatore del collegio di specializzazione post-laurea del Ministero dell'Agricoltura messicano), il quale ha condotto le prove di vigoria con la squadra specializzata del collegio post-laurea del SAGARPA (Ministero dell'Agricoltura).
La dottoressa Hernández Aguilar, pur soddisfatta dei risultati ottenuti, precisa che la sua equipe non è l'unica a studiare gli effetti del trattamento del mais con i raggi laser, ma ciò che ha caratterizzato maggiormente la loro attività di ricerca è di aver approntato una specifica tecnica, che si serve di raggi, emessi da un dispositivo con diodi al laser, il cui tenore di assorbimento da parte della semente viene incrementato pre-trattando i semi con uno specifico colorante, complementare per spettro di assorbimento ai raggi laser.
La maggiore efficacia di questo trattamento è stata confermata dalla constatazione che i granelli di mais colorati presentavano un vigore germinativo del 50% maggiore, contro un + 15% di quelli irraggiati senza precedente colorazione.
Infine, nella speranza di riuscire a evidenziare maggiormente eventuali anche solo lievi risultati di questo trattamento ai semi, la dottoressa Hernandez Aguilar ed i suoi collaboratori hanno utilizzato della semente di due varietà, che si caratterizzano per avere un minor vigore germinativo.
Ciò che viene ottenuto per mezzo di questo trattamento biofisico, spiega la dottoressa Hernández Aguilar è che la captazione dei raggi laser da parte dei fotorecettori presenti sui semi, stimolando la espressione di alcuni specifici geni, influisce sul vigore germinativo della semente, il quale diminuisce nel mais durante il periodo di conservazione e che con questa procedura potrebbe essere recuperato nella fase antecedente la semina.
La risposta delle piante di mais a questo trattamento varia nelle differenti varietà e quindi dovrà anche variare il tempo di esposizione ai raggi laser, necessario per conseguire risultati adeguati.
Gli esperimenti proseguiranno ancora per la definizione dei più idonei valori di tutti i parametri necessari per conseguire un pari risultato in tutte le principali varietà di mais utilizzate in Messico.
Viene peraltro segnalato che non è stato semplice ottenere un apprezzabile incremento di germinabilità nelle due varietà testate, poiché si è reso necessario effettuare lunghe prove, con emissioni di raggi laser aventi differenti lunghezze d'onda e diverse intensità di radiazione, durante differenti periodi di esposizione.
Il dispositivo a diodi utilizzato per la emissione di raggi laser, segnala la dottoressa Hernandez Aguilar, è un prototipo messo a punto da una squadra di tecnici dell'Istituto Politecnico Nazionale del Messico, che verrà migliorato in modo da consentire trattamenti ai semi su più ampia scala, per garantire l'applicabilità pratica di questa scoperta. A tal fine si dovrà fare in modo che il dispositivo emettente i raggi laser possa agire su un'elevato numero di semi, condizione che può essere ottenuta facendoli girare durante l'irraggiamento.
Una volta messo a punto il dispositivo l'ultimo passo sarà avviare un processo di trasferimento tecnologico, che permetta di spingere le società produttrici di semente ad implementare l'utilizzo di questa tecnologia, perché gli agricoltori possano disporre della semente trattata.
I risultati, viene precisato, sono stati ottenuti con una tecnica che non influisce negativamente sulla salute della popolazione; inoltre, riferisce il dottor Carballo Carballo, con questo trattamento è possibile disporre anche di semente più sana (per assenza di mico-tossine) e di patogeni fungini, con minori rischi per la salute dei consumatori e con produzione di piantine meno suscettibili ad affezioni fito-patologiche.
Scettica invece si è mostrata la dottoressa Hernández Aguilar circa la possibilità che l'aumento delle rese produttive del mais permetta di incrementare la disponibilità di mais per l'alimentazione; è più probabile che l'aumento di produzione del mais potrà contribuire a favorire un maggiore utilizzo di bioetanolo come fonte alternativa di energia.
La prospettiva finale di questo filone di ricerca è di permettere un giorno di disporre di semente germinabile al 100%.

Fonte/i: Istituto Politecnico Nazionale del Messico, 8 gennaio 2008

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 19 gennaio 2008



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