|
<--- 1|Complessivamente i ricercatori hanno utilizzato 7 differenti
tipi di geni e più di 160 differenti tipi di addizione di geni per creare 600 alberi
geneticamente modificati.
Lo studio è stato compiuto su piante di pioppo, del quale sono state creati giovani
individui che hanno raggiunto ovunque, dopo due anni di crescita, un'altezza compresa tra circa
15 piedi (4,6 metri) e pochi pollici di altezza (1 pollice = 2,54 centimetri). Per i più
piccoli di essi è stato addirittura difficile rinvenire le minuscole piante, che apparivano come
dei semplici cespuglietti, nascosti tra i fiori nel sito campestre oggetto di prova. A fronte
di tali ridottissime misure le ordinarie piante di pioppo raggiungono a maturità un'altezza
di 150 piedi (45,7 metri) ed oltre.
Gli alberi modificati appaiono del tutto normali nel loro
aspetto, molto più piccoli e leggermente più compatti e cespugliosi. Le piante sono state testate
parecchie volte per valutare la variazione di dimensione e di aspetto.
Oltre alla taglia ridotta, è parsa sorprendente la variazione nel colore e nella forma
del fogliame e parte di queste caratteristiche potrebbe avere un rilevante valore ornamentale.
Anche lo sviluppo delle radici, viee fatto notare, si sarebbe dimostrato essere molto forte
e ciò potrebbe fornire
a queste piante un'aumentata tolleranza allo stress, che potrebbe valorizzarsi nelle circostanze
in cui fosse necessario un più ampio sviluppo dell'apparato radicale, come ad esempio nei suoli
inquinati in cui si pratica la fito-depurazione, o in presenza di circostanze nelle quali il terreno
abbia ridotto livello di umidità e l'ambiente subaereo circostante sia contemporaneamente
molto ventoso.
Risultati simili a quelli ottenuti su pioppo dovrebbe essere possibile ottenerli utilizzando
qualsiasi altra specie di albero, ma in effetti la loro attuazione è, per ora limitata, per la
maggior parte delle specie ornamentali e forestali, dalla mancanza, di ricerca riguardo i metodi da
utilizzarsi per il trasferimento dei geni al loro interno. Attualmente sono disponibili metodi di
trasferimento di geni utilizzabili per liquidambar (Liquidambar stiraciflua), olmo, robinia
(Robinia pseudoacacia) e pini.
La tecnica attualmente applicata su pioppo potrebbe quindi essere solo la punta “dell'iceberg”
di questo settore di ricerca, che in prospettiva potrebbe estendere i suoi studi a molte altre
piante arboree ornamentali, come riferiscono, nel loro resoconto, gli scienziati autori di
questo studio.
|