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Un'etichetta per prodotti ortofrutticoli vince in Arizona il premio per l'innovazione
Probabilmente saremmo portati a credere che i signori americani che componevano la giuria del “Premio per
l'Innovazione del Governatore dell'Arizona” volessero essere un po' burloni nel momento in cui hanno deciso
di conferire il premio ad un'etichetta per alimenti, ciò anche considerando la enorme passione per l'innovazione
tecnologica che spinge la Governatrice dell'Arizona “Janet Napolitano” a seguire con molta partecipazione
questo appuntamento annuale della scienza locale. Consegnando il premio intestato alla sua carica ha detto
in modo chiaro: “l'Arizona ha bisogno di essere uno stato di innovatori” e questo può essere ben capito
se si considera che essa è presidente dell'
Assemblea dei Governatori di tutti gli stati dell'Unione ed
in tale carica ha rappresentato un'iniziativa, che vede i singoli stati competere tra loro nel promuovere
opportunità nella scienza e tecnica a vantaggio degli studenti statunitensi.
In realtà la scoperta è davvero molto interessante, in quanto unisce alla semplicità del prodotto un utilità
enorme dal punto di vista applicativo. Si tratta di un'etichetta che collocata all'interno delle confezioni di
prodotti orto-frutticoli evidenzia, al variare di colore, l'elevarsi dell'emissione di etilene, un fitormone che
molti prodotti vegetali (es. mele, pere, pesche, meloni, pomodori, e avocados, ...ma anche i fiori) sviluppano
col procedere della maturazione, parallelamente al cambiamento di colore e che rappresenta esteriormente tanti
cambiamenti fisiologici, che avvengono al loro interno.
L'obbiettivo raggiunto per mezzo di quest'etichetta e di essere in grado di capire lo stato di conservazione del
prodotto senza aprire la confezione sigillata posta sul banco di un negozio, o di un supermercato. Questo fatto
permetterà ai commercianti di risparmiare moltissimi soldi avendo ora la possibilità di dare la precedenza,
nella vendita, alle confezioni di prodotto più mature e di capire quali prodotti, invece, sono ancora troppo
acerbi per essere commercializzati.
Annualmente anche negli USA moltissimi prodotti ortofrutticolo vanno sprecati perchè, divenuti sovra-maturi,
divengono incommerciabili e probabilmente vengono ricaricati sul prezzo del prodotto venduto. Il risparmio che
questa scoperta consentirà di realizzare permetterà ai consumatori di disporre di prodotti aventi un grado ottimale
di maturazione ad un prezzo forse più accessibile.
Di fronte a questo grande interesse applicativo la semplicità realizzativa non ha ridotto l'entità dell'apprezzamento
per la creatività del dottor Mark Riley, il professore associato di ingegneria agricola e dei biosistemi
all'Università dell'Arizona, che ha messo a punto questa innovazione.
Adesso il “RediRipe” questo è il nome che il dottor Riley ha attribuito alla sua opera d'ingegno è al vaglio dei
tecnici dell'USDA per ulteriori test, ma pare sia probabile che verrà presto messo a disposizione degli operatori
del settore orto-frutticolo per l'utilizzo applicativo.
Luca Federico Fianchini, 28 aprile 2007.
Fonte: Comunicato stampa del College of Agriculture and Life Science
- dell'Università dell'Arizona (USA).
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