L'inquinamento dell'aria, riducendo la fragranza dei fiori, rende più difficile l'attività degli insetti pronubi

Non è una novità che le api stiano scomparendo. Dove sono andate? E' la più semplice domanda che ci possiamo porre!
Nessuno pare lo sappia ancora in maniera precisa. Esistono sicuramente dei parassiti in grado di determinare un forte calo della popolazione di questi insetti ma, non essendo ancora stata identificata una causa precisa, molti parlano genericamente di una “Sindrome di spopolamento degli alveari'. Gli studiosi del settore apicolo ed i tecnici continuano ad incontrarsi in convegni, che si susseguono sempre più intensi, per fare il punto della situazione. Varie sono le ipotesi e ciò ha portato molti a sostenere che questo calo della popolazione di api potrebbe dipendere da un insieme di fattori concomitanti.

Tutti abbiamo da sempre imparato a contare sulle api fin da bambini, apprezzando per prima cosa la loro produzione di miele. Ma non è solo la diminuzione di produzione del miele il punto critico della scomparsa delle api, quanto piuttosto il fatto che questi insetti sono tra i principali protagonisti dei processi di impollinazione, i quali sono essenziali per avere adeguate produzioni non solo di frutta, ma anche di molte colture erbacee.
Questo fatto è noto agli agricoltori che non effettuano trattamenti con insetticidi dannosi alle api durante il periodo delle fioriture, specialmente a ridosso dei frutteti ed anzi spesso portano in questi luoghi degli alveari per incrementare l'impollinazione e quindi la produzione di frutta, in quelle piante in cui non è possibile l'autoimpollinazione dei fiori, o lo è solo in parte.
Senza l'impollinazione non si sviluppa il seme e senza il seme non si sviluppa il frutto ed il fiore cade. In alcuni casi è possibile indurre artificialmente lo sviluppo del frutto con ormoni sintetici, che sostituiscono quelli prodotti dal seme.

Tra gli studi condotti, utili per capire perchè le api (ma spesso anche molti altri insetti impollinatori) diminuiscono la loro presenza o la loro attività, uno del tutto particolare è stato portato avanti dall'Università della Virginia (USA), dove un gruppo di scienziati agrari ha posto in luce che l'inquinamento dell'aria, provocato dagli impianti industriali e dalle automobili, distrugge la fragranza dei fiori. E' evidente che questo fatto inibisce indirettamente l'abilità degli insetti impollinatori di seguire le traccie olfattive emesse dai fiori (il profumo) fino alla loro sorgente. Ciò potrebbe in parte spiegare perchè le popolazioni selvatiche di alcuni impollinatori stanno diminuendo in parecchie aree del mondo. L'ape (ma anche altri insetti impollinatori) necessita infatti del nettare dei fiori per nutrirsi ed ogni difficoltà nello svolgere questa attività incide sulla capacità dell'insetto impollinatore di sopravvivere ed indirettamente riduce la frequenza dell'impollinazione entomofila, realizzata involontariamente da insetti (pronubi) durante la loro attività nutritiva, spostandosi di fiore in fiore.