L'identificazione della sequenza del DNA è stata cruciale nel dimostrare la coincidenza della varietà statunitense 'Enola' con il fagiolo giallo messicano

Ritorniamo brevemente al racconto del mese scorso riguardo la notizia di fonte CGIAR che riportava notizia del rigetto da parte dell'ente statunitense di registrazione delle patenti e dei brevetti (USPTO) della registrazione di una varietà statunitense che altro non era che una preesistente varietà di fagiolo giallo coltivato da secoli in Messico.

Uno scienziato vegetale dell'università di Davis – California, Paul Gepts, un esperto sui processi evolutivi delle piante coltivate, ha avuto un ruolo chiave nel risolvere questa controversia legale insieme con alcuni altri suoi colleghi scienziati agrari operativi presso l'Università di Padova, i quali per mezzo del sistema di identificazione denominato 'DNA fingerprinting' (finger print = impronta digitale) hanno mostrato nel 2004 che il fagiolo giallo della varietà 'Enola' era identico ad una varietà di fagiolo giallo coltivato in Messico. I risultati di tale analisi del DNA furono pubblicati nel numero di maggio-giugno 2004 del noto giornale 'Crop Science'.
Il 'DNA finger-printing' è un procedimento che analizza frammenti di DNA (molecole che contengono le informazioni genetiche degli organismi viventi) per identificare l'unico corredo genetico di una specifica pianta, o di uno specifico animale. In definitiva la varietà 'Enola' non era realmente una varietà nuova, ma era riconducibile ad una varietà pre-esistente nota come 'Azufrado Peruano 87' e quindi non presentava caratteristiche idonee alla sua candidatura ad essere protetta come nuova varietà dell'ente statunitense di registrazione delle patenti e dei brevetti (USPTO).