Un genetista etiope della Purdue University ha vinto il premio mondiale per l'alimentazione, per ricerche sul miglioramento genetico del sorgo

L'11 giugno 2009 è stato designato colui che ad ottobre prossimo riceverà il Premio Mondiale per l'Alimentazione (World Food Prize), un premio statunitense che è considerato come il Premio Nobel per l'alimentazione. Esso è conferito ogni anno, dalla fondazione statunitense 'World Food Prize Foundation', ad individui che abbiano avanzato lo sviluppo umano, migliorando, la qualità, la quantità, o la disponibilità di cibo nel mondo. Il premio è stato fondato nel 1986 da Norman E. Borlaug, vincitore nel 1970 del premio Nobel per la pace.

L'edizione 2009 del premio è stata vinta dal Prof. Gebisa Ejeta, ibridatore di piante, genetista e 'Distinguished Professor', presso la Purdue University, il quale ha condotto negli anni scorsi una prolungata ricerca che ha permesso di ottenere un incremento di produzione e disponibilità di sorgo nella di lui nativa Africa, dove il sorgo, tra i cinque cereali più consumati al mondo, è una coltura di importanza paragonabile a quella di mais e soia per gli Stati Uniti.

Come riferisce infatti lo stesso Ejeta: 'Ho centrato la mia ricerca sul sorgo perchè sono originario dell'Africa e sono a conoscenza dell'importanza di questa coltura per la gente del luogo. Così ho voluto lavorare sul miglioramento del sorgo'.

Il Prof. Gebisa Ejeta è il secondo Professore della Purdue University che riceve questo premio dopo il Prof.Philip Nelson (2007).

Ejeta ha sviluppato varietà di sorgo resistenti alla siccità ed alle piante infestanti parassite del genere Striga (Witchweed = Erba infestante delle streghe; fam. Orobancaceae).

Nativo dell'Etiopia, egli ha assistito, nel suo paese ed in vari altri dell'Africa orientale ed occidentale, agli spaventosi effetti della siccità e della infestante parassita del genere Striga sulla coltura del sorgo.

Cinque anni di ricerche nel Sudan settentrionale ha prodotto il suo primo passo avanti nella ricerca sul sorgo, quando ai primi anni '80 Ejeta sviluppò la cultivar tollerante la siccità denominata 'Hageen Dura-1', il primo ibrido commerciale di sorgo per l'Africa. Hageen Dura-1 produsse raccolti di sorgo fino al 150% maggiori che le cultivar tradizionali di sorgo. In Sudan sono coltivati ogni anno circa 1 milione di acri (400.000 Ha) di sorgo tollerante la siccità.

Successivamente Ejeta accentrò la sua attenzione sulla Striga, comunemente conosciuta come 'witchweed'; tale infestante, insidiosa parassita, attacca il sorgo ad essa adiacente attraverso il suo sistema radicale.
I quasi microscopici semi della Striga germinano e quindi emettono radichette, che individuano le radici del sorgo e mettono a punto la loro strada per entrare al loro interno. Una volta dentro la pianta, l'infestante parassita asporta gli elementi nutritivi utili.
La Striga è particolarmente problematica anche perché i semi di questa infestante rimangono vitali per un periodo di tempo che arriva ai 20 anni. In varietà di sorgo non resistenti ad essa si possono avere perdite di raccolto che raggiungono il 40%.
Lavorando con il collega presso la Purdue University Larry Butler, Ejeta ha identificato gli essudati, che costituivano il segnale chimico proveniente dal sorgo che è invaso dalle radichette di Striga. A quel punto egli fu in grado di sviluppare un meccanismo biologico per interrompere il processo di essudazione.
Ha riferito Ejeta: 'Il lavoro riguardante l'infestante parassitica richiese circa 15 anni prima di passare nella fase di utilizzo. Il nuovo approccio che abbiamo sviluppato è stato un paradigma totalmente nuovo su come sezionare questo complesso tratto in componenti più semplici. Dopo di ciò non avemmo più bisogno di andare in Africa per effettuare ricerche sulla Striga. Fummo in grado di effettuare questo lavoro in un laboratorio alla Purdue University'.

Nel 1994 otto tonnellate di semente di sorgo resistente alla siccità ed alla Striga, prodotto alla Fattoria di ricerca di Purdue furono distribuite in Eritrea, Etiopia, Kenia, Mali, Mozambico, Niger, Rwanda, Senegal, Somalia, Sudan, Tanzania e Zimbabwe. Gli agricoltori riferirono di aver ottenuto raccolti fino a 4 volte maggiori rispetto alle tradizionali coltivazioni di sorgo.

Come riferisce Jay Akridge, il Preside della Facoltà di Agricoltura a Purdue Glenn W. Sample: ' Il lavoro del Dr. Ejeta sullo sviluppo di nuove varietà di sorgo è una potente dimostrazione della differenza che può imprimere la ricerca agricola nel creare una più sicura e consistente disponibilità di alimenti per milioni di persone'.

L'attività di Ejeta non è terminata con la genetica del sorgo, o lo sviluppo di lavoro a livello internazionale. Egli ha riferito:'La necessità fuori è grande e c'è molto da fare. Abbiamo bisogno di estendere i risultati del nostro lavoro a più programmi e più nazioni. Abbiamo bisogno di costruire una capacità umana ed istituzionale più ampia nelle nazioni africane per aiutare le persone a nutrirsi. Dobbiamo incoraggiare lo sviluppo di avanzamenti di questo tipo in mais, miglio ed altre colture tipiche dell'Africa'.

Ejeta ha ricevuto il diploma di master (master of sciences=laurea magistrale) e di dottorato rispettivamente nel 1976 e 1978. Egli si aggregò al personale della Facoltà di Purdue nel 1984.

Fonte/i: Fonte: Purdue University – West Lafayette - Indiana, 11 giugno 2009

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 giugno 2009



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