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<--- 1|Il Fascismo, il quale aveva regolato la vita di tutti gli italiani, figuriamoci
se non pensava ai milioni di
massaie... nacquero così le "Massaie Rurali". Mai pensò di farle una divisa, in quanto nelle ristrettezze della
categoria vi erano problemi per le divise dei balilla e figli della lupa. Allora il regime creò un grande foulard
di cotone 90 x 90 cm, ornato di fasci, testoni del duce e spighe di grano. Le massaie se lo mettevano al collo od
in testa, sopra al costume regionale (chi lo aveva) e partecipavano alle sfilate fasciste.
La massaia era abbastanza religiosa: partecipava alle funzioni ed insegnava la dottrina e le preghiere allora
in latino ai figli. Se fossero ritornati gli antichi romani, si sarebbero fatte delle belle risate su questo latino...
non avrebbero capito niente, ma alla massaia bastava anche così.
Alla domenica essa andava alla prima messa, il capoccia a quella della 9,30 ed i giovani a quella delle 11 in
quanto dormire era era un "must" anche allora. A quel tempo chi non andava a messa per sua scelta non credo fosse
più del 5%.
Il pranzo domenicale era sempre più ricco rispetto a quelli della settimana. La massaia o una nuora, avevano
fatto il pane un paio di giorni prima, in modo da averlo fresco.
Un appunto sul pane, era molto migliore dell'attuale, macinato su pietra e cotto a legna nel forno della
colonica, usando sarmenti e legna del podere. Dunque a mezzodì pastasciutta (generalente rigatoni, in Toscana chiamati
cannelloni); il capo od i capi del coniglio fornivano il sugo; poi coniglio in umido con patate o verdure cotte. Per
finire cantuccini con il vinsanto.
Alla cena della sera partecipavano il fidanzato o i fidanzati delle ragazze, in special modo se il rapporto
era ormai consolidato da anni e ci si avvicinava al matrimonio.
La sera minestra in brodo, pollo lesso, o papero o arrosti vari.
La massaia pianificava gli eventuali matrimoni delle figlie o nipoti, scaglionandoli nel tempo, in modo che
malgrado le magre finanze fossero ben fatti e con buoni corredi.
In un altro punto ho parlato di questi corredi. Solo alla fine del periodo della mezzadria, cioé anni Quaranta,
i sacconi erano previsti in lana, in precedenza venivano fatti con gli scartocci delle spighe del granturco i quali
sgrigliolavano ad ogni movimento dei coniugi nel letto. Chi sa quali concerti , quando avvenivano i "doveri
coniugali "...
Ho già raccontato che a volte un paio di figli ,venivano messi "da piedi" e potevano ben odorare le estremità
dei genitori che si avvicinavano alle loro facce. Altri figli potevano essere in altri letti nella stessa camera.
Generalmente le coloniche avevano 3 camere, quattro era una eccezione. Ho conosciuto famiglie composte da 15-16 persone.
Mentre gli uomini di casa erano generalmente cacciatori ed avevano il cane, la massaia , aveva uno o più gatti
che passavano l'inverno nel canto del fuoco a dormire. Essi erano sempre pronti a fare furtarelli alla loro
titolare, la quale armatasi di granata li bastonava ben bene.
Nelle case coloniche topi e talpe erano presenti in abbondanza in quanto si trattava sempre di vecchie abitazioni
in mezzo ai campi, dunque i topi ci ballavano ed i gatti si riempivano la pancia.
Uno degli slogan del capoccia era questo: " L'economia è il miglior racconto ". Non pensate che con questo
termine volesse dire la borsa, voleva dire spendere sempre meno degli incassi. Era vero e la massaia ne aveva fatta
la sua massima per la vita.
In primavera nelle macchie crescevano i nuovi germogli delle vitalbe, i bimbi, anche di 5 o 6 anni, andavano
a raccoglierli muniti di un panierino. Germoglie di vitalbe e un paio di uova bastavano per cucinare un secondo per
tutta la famiglia, ottimo e rinfrescante.
Ai tronchi degli olivi , nascevano gli strigoli e anche questi erano usati per le frittate.
A settembre tutti i ragazzi venivano mobilitati per la raccolta delle chiocciole, fatte in umido imitando le
francesi "escargot": veniva fuori un secondo sopraffino.
Dei funghi ne abbiamo già parlato.
Ii ragazzi raccoglievano le melograne, tante pine e pinoli. Durante l'inverno con un po' di farina di castagne
venivano fatti tanti migliacci.
La massaia conosceva tutti i tipi di piante del podere con le quali fare delle belle insalate, incominciando dai
lattughini, per finire alle cicerbite, terrarepoli, cime di fave ecc.
Nella madia rimanevano sempre dei pezzetti di pane risecchito. Da sempre in Toscana questo pane viene usato
per fare due primi e cioé in estate la panzanella (il pane veniva messo a mollo, poi olio aceto cipolla, pomodoro,
basilico ecc.), d'inverno invece ,minestra di pane (questi pezzetti risecchiti venivano messi in un tegame sopra al
quale veniva versato un brodo di cavolo nero , fagioli verdure varie, ecc.) Di questa versione dato che le famiglie
erano numerose, ho visto fare fino a 4 tegami, uno dei quali da usare al mattino per la ribollita. Questi due prodotti
erano apprezzatissimi dai vecchi, quasi sempre sdentati, dato che non presentavano problemi di masticazione.
Nel podere veniva coltivato il mais, che serviva per l'alimentazione degli animali. Bellissime polente venivano
fatte durante i mesi invernali, il sugo proveniva dall'orto: era il porro.
La regola dei due manager del podere era spendere il meno possibile usando tutte le sinergie aziendali per
vendere più prodotti. Con questo sistema, soldino dopo soldino, furono fatti piccoli patrimoni che consentirono in
diversi casi l'acquisto del podere. Sul finire della civiltà contadina questi piccoli capitali consentirono ai maschi
di casa di intraprendere con successo nuove attività nei settori del commercio e dell'industria.
Vi domanderete come poteva essere la coabitazione di 3-4 o più donne nella stessa famiglia?
La stessa domanda me lo ponevo io, quando andavo nei paesi arabi, dove l'uomo benestante ha di regola 4 mogli ed
alcune concubine. Meno tempestosa di quanto pensate, vi erano regole ben precise: c'era chi comandava e chi doveva
obbidire, pensando al domani, quando sarebbe venuto (non sempre) il suo turno.
La massaia adorava i nipotini. Faceva loro qualche regalino, però erano le nuore che li accudivano in tutto.
Quasi sempre avevano una propria conigliera od un proprio pollaio, in modo da avere una certa disponibilità economica.
Insomma la massaia "decentrava i poteri" e la nuora si poteva fare le sue spese personali.
La massaia, come il capoccia ed il Papa, moriva massaia aumentando sempre il decentramento alle nuore man mano
che la sua salute deperiva.
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