<--- 1| Prima di ritornare al nostro bifolco, vediamo di esaminare la vita di un giovane colono 2-3 generazioni fa. Egli lavorava nel podere da sole a sole, tutta la settimana, qualche volta anche al mattino della domenica. In agricoltura ci sono dei lavori che vanno fatti, lavori che non aspettano e se ne infischiano degli orari. La famiglia contadina li doveva fare, diversamente non avrebbe avuto neppure il magro reddito previsto.

La domenica sera andava "a fare un fiasco", se non aveva la fidanzata. Non credete che il giovane andasse in vetreria!
Egli andava al vespro dove si recavano i tre quarti dei cristiani (ed il 100% delle ragazze). Poco prima della fine della funzione, egli usciva e si posizionava a circa 50 metri dalla chiesa. Di lì a poco sarebbero passate le ragazze a gruppetti, belle e ciarliere. Il nostro giovane, sigaretta in bocca (erano le prime, sia per lui sia per l'epoca), capelli con la brillantina (genere Rodolfo Valentino), si avvicinava alla prescelta con un "permette signorina". Le amiche si sganciavano e lui le scodellava su due piedi una bella e focosa dichiarazione d'amore. In settimana il giovane, comprato il Segretario Galante, avrebbe pari pari ricopiato una bella lettera d'amore adatta al primo incontro. Questo se sapeva scrivere, diversamente veniva scritta da un amico. La domenica successiva e diverse altre, stessa storia. Se dopo un paio di mesi non scappava la promessa di "andare in casa", allora lasciava perdere.

Ho conosciuto un colono che per 18 mesi con il sole ed il gelo ogni domenica andava dalla sua bella con una vecchia bici a circa 10 km dalla sua abitazione. Alla fine ebbe il sospirato sì. Ma questa donna una decina di anni dopo lo ricoprì di corna.

Le ragazze se erano lusingate dalla richiesta o interessate, comunicavano la cosa alla mamma, la quale prendeva profondissime informazioni sul giovane tramite trecconi e sensali.

Il primo principio irrinunciabile richiesto era se si trattasse di un ottimo lavoratore; se fosse stato uno scansafatiche, la giovane veniva segregata per mesi.
Il secondo se godeva di buona salute.
Il terzo come era il suo podere, dove la giovane sarebbe finita dopo il matrimonio.

C'erano anche casi, come un altro mio conoscente il quale si sentì dire: "Ripassa fra un anno, se non trovo di meglio se ne può parlare". Pragmatismo contadino!

Se tutto filava giusto, una domenica sera il ragazzo veniva inviatato a cena a mangiare il coniglio arrosto con le patate e faceva la conoscenza di tutta la famiglia.

I fidanzamenti duravano assai in quanto l'età media del matrimonio era per la donna i 25 anni e per l' uomo i 28 anni.

Le ragazze si fidanzavano intorno ai 17-18 anni. Si può calcolare almeno 7 anni di fidanzamento in media. Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale finirono a 11-12 anni , in quanto l'uomo era prigioniero in India o in Kenia e quando ritornò era vicino alla trentina ed oltre.

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