<--- 2|Il raggio di questi "fiaschi" era di 2 km in quanto i giovani ci andavano a piedi. Dopo gli anni Venti tutti avevano la bici e il raggio si ampliò ad una decina di chilometri.

Un curioso episodio capitò a dei giovani del nostro paese in trasferta amorosa ad un paese vicino a circa 6 km. Era già diverse domeniche che ci andavano, una sera furono circondati da molti giovani del posto i quali non tolleravano attacchi al loro monopolio sulle ragazze locali. Essi chiesero ai nostri coloni che defecassero a bove diversamente gliele avrebbero date di santa ragione. Fortunatamente non erano stitici: si tolsero i pantaloni e camminando a quattro zampe adempirono ... all'ordine. Le ragazze non li rividero più.

Di solito tra la fine di agosto e il mese di settembre c'era il brescello, che era una specie di festa del ringraziamento sui raccolti fatti ed in corso.
Si chiamava così perché avveniva nell'aia sotto un albero. I coloni si trasformavano in attori recitando storie di tanti secoli fa.

Con novembre iniziavano le veglie, dove la facevano da padrone, le tante storie di guerra. I coloni ne avevano da raccontare su questo argomenti incominciando dalla guerra di Libia del 1915 , poi la Grande Guerra, quella di Abissinia del 1935, quella di Spagna del 1936-39 , dulcis in fundo la Seconda Guerra Mondiale del 1940-45.

Intanto dall'America erano arrivati i primi modernisimi trattori Fordson e molti giovani coloni non furono più affascinati dalle " manze": erano più portati alla meccanica. Non divennero mai bifolchi, diventarono trattoristi della fattoria ed in guerra carristi.

Ritorniamo ora al giovane colono, tanto amante delle " manze".
Il vecchio nonno rendeva l'anima a Dio generalmente nel campo, suo padre da bifolco diventava capoccia e lui veniva insignito del titolo di bifolco, in quanto più portato al bestiame dei suoi fratelli.

Il bifolco si alzava presto al mattino, per nutrire il bestiame e ripulire la stalla e poi andava a lavorare con i bovi.
Di tanto in tanto arrotondava le sue magre entrate con delle ''attaccature" ai camparaioli, che erano generalmente 4 ore di dura aratura a questi, che avendo pochissimo terreno non avevano i bovi per lavorarlo.

I giovani coloni scoprirono il cinema muto dopo la Prima Guerra Mondiale e poi il sonoro dopo gli anni Trenta. Essi lo affollavano in massa, commentando a voce alta la trama, incoraggiavano il protagonista se si mostrava timido verso l'amata.
Anche qualche capoccia andava al cinema. Mi ricordo di uno molto anziano che un lunedì mattina mi diceva di aver visto al paese, la sera precedente, il "ciuchinoritrofilo" (perchè lo considerava un divertimento per gente stupida, "ciuchini").

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