Scienziato dell'Università Statale della Louisiana ha trovato conferme
dell'esistenza di batteri 'creanti la pioggia'
Ciò potrebbe avere implicazioni sul clima e sulla comprensione della procedura di disseminazione
di patogeni vegetali
Uno degli argomenti classici di studio dell'agronomia nelle università, nell'ambito delle lezioni di climatologia,
sono gli esperimenti da sempre compiuti per influenzare i fenomeni meteorici, carenti in alcune zone a clima più
asciutto. In questo ambito sono spesso ricompresi esperimenti particolarmente curiosi che a volte appaiono circondati
da un alone di folclore, con procedure che a rischiano di apparire simili ai rituali magici praticati dalle tribù
indiane per propiziare la benevolenza delle divinità locali. La mentalità scientifica non dà credito a teorie che
appaiono fondate su considerazioni puramente empiriche e per questo motivo varie tra quelle riguardanti procedure
volte ad influenzare il verificarsi di fenomeni meteorici sono state col tempo abbandonate per essere considerate
prive di ogni fondamento scientifico.
Eppure dal dimenticatoio dell'agronomia ufficiale un ricercatore dell'Università Statale della Louisiana (USA)
ha recentemente ripescato gli studi compiuti, circa 25 anni fa, tra la diffidenza dei suoi colleghi, da parte
di un agro-meteorologo dell'Università del Montana, altro stato della confederazione nord-americana e ricollegandosi
a queste teorie ha portato avanti degli studi che gli hanno permesso di asserire che si è aperto uno nuovo filone
di studio, che promette interessanti possibilità applicative nel settore della difesa delle colture dai parassiti.
(->)Brent Christner, professore di scienze biologiche all'Università Statale della Loisiana (USA), in
collaborazione con colleghi attivi in Montana (USA) ed
in Francia, ha recentemente trovato evidenze che specifici batteri creanti la pioggia siano ampiamente distribuiti
nell'atmosfera. Queste particelle biologiche potrebbero prendere parte in modo marcato al ciclo delle precipitazioni,
influenzando il clima, la produttività agricola ed anche il riscaldamento globale.
Il gruppo di Christner ha esaminato precipitazioni provenienti da località di tutto il mondo ed ha dimostrato che i
più attivi nuclei di ghiaccio – substrati che accrescono la formazione di ghiaccio – sono di origine biologica. Ciò
è importante perché la formazione di ghiaccio nelle nuvole è necessaria per la neve e per la maggior parte delle
piogge. Le particelle di polvere e di fuliggine possono funzionare come nuclei di ghiaccio, ma quelli biologici
sono capaci di attivare il processo di congelamento a temperature più elevate. Se presenti all'interno di nubi,
i nuclei biologici di ghiaccio possono influenzare i processi che danno l'avvio alla precipitazione.
Il concetto dei batteri che creano la pioggia non è una cosa così strana come può apparire. Tra le pratiche che
hanno avuto maggiore successo nei decenni scorsi, al fine di incrementare artificialmente i fenomeni meteorici
vi è la disseminazione delle nuvole con ioduro di argento che è stata applicata per più di 60 anni. Molti villaggi
turistici dove è praticato lo sci utilizzano un preparato congelato secco, disponibile in commercio, di batteri
nucleanti il ghiaccio, utilizzato per creare la neve quando la temperatura è pochi gradi al di sotto del punto
di congelamento.