Gli afidi sono tra i più precisi indicatori delle variazioni climatiche di questi ultimi anni
(Sono riportati vocaboli e spezzoni di frasi in inglese, dal testo originale).

Gli afidi si stanno evidenziando nel loro ruolo di sentinelle del cambiamento climatico, come hanno mostrato ricercatori operanti al centro di ricerca 'Rothamsted' ente supportato dal BBSRC (Biotechnology and Biological Sciences Research Council = Consiglio per la Ricerca in Biotecnologia e Scienze Biologiche). Uno dei più dannosi afidi britannici il Mizus persicae (afide verde del pesco = the peach-potato aphid) è stato riscontrato che anticipa i voli di 2 settimane per ogni incremento di 1°C della temperatura media (mean temperature), relativa ai due mesi di gennaio e febbraio combinati.
Quest'anno il primo afide è stato catturato il 25 di aprile, che è quasi 4 settimane prima della media degli ultimi 42 anni (almost four weeks ahead of the 42-year average). Questo lavoro è stato riportato su BBSRC Business, la rivista quadrimestrale con le principali notizie sulla ricerca del BBSRC.
Il Dr. Richard Harrington del Centro di Ricerca sugli Insetti di Rothamsted ha riferito: “Una delle principali conseguenze del cambio climatico in Gran Bretagna è la frequenza di inverni miti. Come diretta conseguenza di ciò gli afidi cercano nuove fonti di alimento poichè stanno comparendo molto prima ed in numero significativamente più elevato. Noi abbiamo studiato per lungo tempo la biologia stagionale degli afidi (we have been studying the seasonal biology of aphids for a long time now) e sappiamo che le popolazioni possono continuare ad incrementarsi durante l'inverno e la primavera (over the winter and spring) nel momento che si verifichi che le condizioni climatiche siano abbastanza calde. Dopo un caldo inverno è presente un numero più elevato di individui delle forme alate e quindi essi sono individuati (detected) molto prima. Ciò significa che vi sono più afidi appartenenti alle forme alate in primavera e ad inizio estate, epoche in cui le colture sono particolarmente sensibili al danno.
Gli scienziati al centro di ricerca di Rothamsted hanno monitorato le forme alate (the flying) di tutte le specie di afidi per 42 anni. Essi usano una rete di 16 trappole alimentari (12 in Inghilterra e 4 in Scozia), poste in vari luoghi per raccogliere un campione rappresentativo degli insetti in volo. Il campionamento di lunga data degli afidi può essere utilizzato per capire le più ampie implicazioni del cambiamento climatico ed anche per prepararsi alla stagione entrante determinando la necessità di misure di controllo degli afidi ed il tempo a disposizione per metterle in campo, ciò sulla base delle temperature che si stanno verificando durante ciascuna stagione. Contemporaneamente all'essere indicatori del cambiamento climatico (As well as being important indicators of a changing climate), gli afidi, possono causare danni devastanti alle colture. La elevata quantità di linfa estratta, indebolisce la pianta e anche diffonde virus vegetali. In aggiunta, essendo la linfa (sap) molto ricca di zuccheri (is very high in sugars), gli afidi espellono una melata molto appiccicosa (very sticky honeydew), che può favorire, lo sviluppo di muffe fuligginose (sooty moulds), che si accumulano (that build up) ed impediscono alla luce di raggiungere le foglie (and prevent sunlight from reaching the leaves), causando un ulteriore indebolimento delle piante.
Il Professor Nigel Brown, Direttore del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del BBSRC ha riferito: “Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide che il mondo fronteggia attualmente.
Questi dati di lungo termine sulla comparsa stagionale di forme alate di afidi non solo mostrano che sono già evidenti cambiamenti nel clima britannico, ma essi ci forniscono anche le conoscenze che ci aiuteranno a mitigarne le conseguenze'.

Collegamenti per un approfondimento delle tematiche dell'articolo:

- The Rothamsted Insect Survey
- Plant and Invertebrate Ecology Department
- BSRC Business

Traduzione e rielaborazione di: Luca Federico Fianchini; articolo pubblicato il 31 agosto 2008.

Fonte: Centro di Ricerca 'Rothamsted', di Harpenden - Hertfordshire (Gran Bretagna); 19 agosto 2008.


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