La trasmissione orizzontale di principi attivi permette di uccidere fino a tre successive generazioni di
blatte, per mezzo di un'unica applicazione di insetticida
Ogni anno durante la stagione calda possiamo avere la spiacevole esperienza di ricevere in casa la visita di
scarafaggi. A questi insetti piace visitare le nostre case preferibilmente durante la notte quando stiamo
dormendo e quindi anche per questo motivo non siamo in grado più di tanto di poterli ben accogliere durante
la loro visita. Ad essi piacciono inoltre i luoghi umidi e quindi stabiliscono frequentemente la loro
dimora nelle nostra cucina, sotto gli elettrodomestici, sotto i mobili, nel bagno, in balcone intorno ai vasi
e ovviamente nei tombini e nelle fogne.
Non è un segreto che lo scarafaggio sia un insetto che ami dimorare in luoghi non molto puliti e che trasmetta molte
infezioni; però non tutti sanno che egli è anche responsabile di allergie che colpiscono alcuni di noi e che sono
causate dal possibile accumulo di esuvie (tegumenti esterni ) nelle zone della nostra abitazione in cui essi si
trovano più frequentemente. Questi depositi hanno origine durante la crescita degli scarafaggi quando, come la
maggior parte degli insetti etero-metaboli (
(->) sviluppo post-embrionale insetti), mutano periodicamente i loro tessuti esterni, divenuti troppo stretti
per il loro corpo e li abbandonano nei luoghi in cui si trovano al momento della muta.
Adesso vi è però una nuova possibilità per difendere i luoghi dove viviamo dalla presenza di questi insetti.
La soluzione ci arriva dalla Purdue University (Indiana – USA), dove alcuni entomologi che ben conoscono l'etologia
degli scarafaggi hanno scoperto come proteggerci dalla intensa proliferazione di questi insetti.
Agli scarafaggi piace, come a molti altri animali, mantenere una intensa vita sociale e per questo hanno un
semplice sistema per capire se nella zona dove si trovano vi siano altri scarafaggi. Tutti gli insetti e anche gli
scarafaggi diffondono, nell'ambiente, composti chimici denominati feromoni, per inviare alcuni tipi di messaggi.
I feromoni sessuali sono più conosciuti essendo utilizzati nella lotta e nel monitoraggio di molti insetti; essi
servono durante l'accoppiamento affinchè il maschio trovi la femmina. I feromoni di aggregazione agiscono invece in maniera
tale che l'insetto di una certa specie possa arrivare in luoghi dove si trovano suoi consimili. Gli scarafaggi li
diffondono nell'ambiente per mezzo delle feci, ma queste possono essere contaminate da insetticidi provenienti da
esche utilizzate per ammazzarli. Seguendo questo messaggio chimico che arriva loro dagli escrementi
di altri scarafaggi morenti, molti adulti possono assimilare il principio attivo che ucciderà anche loro.
La stessa sostanza insetticida può contaminare l'alimento che gli adulti somministrano alla loro prole (le ninfe),
uccidendole; dopo la loro morte altri adulti nutrendosi delle loro spoglie assimileranno i residui dell'insetticida
e quindi moriranno, prima che lo stesso si decomponga perdendo di efficacia. Tutto ciò si verifica perché le generazioni
successive di scarafaggi si sviluppano molto rapidamente, ma la trasmissione orizzontale del principio attivo sfrutta
l'intensa vita sociale di questi insetti per ucciderli in modo altrettanto efficace.
La scoperta della trasmissione orizzontale dei principi attivi insetticidi è avvenuta, verificando l'efficacia
del principio attivo Indoxacarb, prodotto dalla DuPont, nella formulazione in forma di esca, col nome commerciale di
Advion® su Blattella germanica, una specie molto diffusa negli Stati Uniti.