Le piante possono organizzare la loro difesa dai parassiti chiamando in aiuto
alcuni microrganismi utili
Una scoperta nel settore della fisiopatologia vegetale ci giunge dall'Università del Deleware (USA) dove
un gruppo di ricercatori ha fatto luce su alcuni dettagli del processo durante il quale la pianta è
attaccata da batteri fitopatogeni. Quel che è stato scoperto di nuovo è che quando la foglia di una pianta
è sotto attacco da parte di un patogeno, essa può emettere una richiesta di aiuto indirizzata alle
radici che, a loro volta, rispondono secernendo un acido che giunge poi a batteri utili presenti nel suolo,
i quali accorrono in soccorso della pianta attaccata.
La scoperta annulla la errata percezione che le piante siano in attesa di essere uccise,
alla mercè dei patogeni di passaggio e apre una nuova luce su di un sofisticato sistema di
segnalazione interno alle piante che rivaleggia con il sistema nervoso di uomini ed animali.
La ricerca è stata condotta da Harsh Bais, assistente di Scienze Vegetali e del Suolo all'Università del
Deleware, dal'ex-ricercatore di post-dottorato Thimmaraju Rudrappa, che è adesso uno scienziato ricercatore
alla DuPont Co., da Kyrk Czymmek, professore associato di scienze biologiche e direttore del centro di
Bio-imaging (=diagnostica biologica sulla base di immagini; una specie di TAC) e
Paul Parè un biochimico all'Università Tecnica del Texas.
Lo studio è stato riportato nel numero di novembre 2008 di 'Plant Physiology' ed è anche promosso sulla
copertina. Rudrappa è il principale autore della ricerca.
'Le piante sono più perspicaci di quanto noi potremmo pensare', riferisce
Bais dal suo laboratorio di ricerca posto all'Istituto di Biotecnologia del Deleware. 'La gente pensa
che le piante, radicate nel suolo, siano semplicemente in attesa di essere uccise in seguito all'attacco
di funghi dannosi, o batteri, ma' – egli nota - 'noi abbiamo trovato che le piante hanno molti modi di
trovare aiuto esterno'.
In una serie di esperimenti di laboratorio gli scienziati hanno infettato le foglie di piccole piante
in fioritura di Arabidopsis thaliana con un batterio fitopatogeno, lo Pseudomonas syringae. Entro pochi
giorni le foglie delle piante infettate iniziavano ad ingiallire e mostrare altri sintomi di malattia.
Mentre le piante infettate le cui radici fossero state inoculate con il microrganismo utile Bacillus
subtilis (il quale è noto come produttore della molecola antibiotica 'eritrocina') erano perfettamente
sane. Gli agricoltori statunitensi spesso aggiungono del Bacillus subtilis al suolo per aumentare
l'immunità delle piante. Esso forma un bio-film protettivo intorno alle radici delle piante ed ha
anche proprietà anti-microbiche, secondo quanto riferisce Bais.
Utilizzando strumenti di biologia molecolare, gli scienziati hanno identificato la trasmissione di
un segnale di lunga distanza, una 'chiamata di aiuto', inviata dalle piante alle
radici, nel caso siano state coltivate in suoli in cui vi era del Bacillus subtilis. Le radici
rispondevano al segnale ricevuto secernendo acido malico.
Tutte le piante biosintetizzano acido malico, spiega Bais, ma solo in presenza di specifiche condizioni
e per scopi specifici; in questo caso il composto chimico è stato attivamente secreto per attrarre
il Bacillo. Immagini ingrandite delle radici e delle foglie mostravano la risposta
difensiva fornita dai microrganismi utili.
Czymmek catturò la prova definitiva utilizzando un microscopio confocale con scannerizzazione laser
(laser scanning confocal microscope) 'LSM 510 DUO' posto nel centro di bio-imaging dell'Università
del Deleware, la quale è una delle poche università che possiede uno di questi strumenti del costo
di milioni di dollari.