|
Uno studio su felci cinesi rivela la possibilità di sviluppare nuovi repellenti contro gli insetti parassiti delle colture
Felci assorbenti l'arsenico possono inzupparsi del tossico metallo per respingere insetti affamati, secondo quanto riportano
ricercatori dell'Università della Florida.
Nella lotta per la sopravvivenza le piante sono spesso soggette alla predazione da parte di animali affamati, per questo spesso
sviluppano meccanismi di difesa tra cui tessuti velenosi, o tessuti in grado di accumulare sostanze velenose assorbite dal suolo.
Un esempio di questo tipo è riportato in un articolo pubblicato il 24 aprile sul giornale “The New Phytologist” e di cui dà
notizia l'Università della Florida l'1 maggio 2007. Tale articolo tratta di uno studio che ha avuto come oggetto le felci cinesi
del sottobosco, una fra le parecchie specie di felci, originarie della Cina, conosciute per la loro capacità di accumulare arsenico.
L'oggetto specifico di questo studio è la scoperta che l'arsenico accumulato nella pianta è in grado di allontanare i predatori;
infatti le cavallette, insetti utilizzati per questa prova, sarebbero in grado, secondo quanto riferito dagli autori di questa
ricerca, di percepire tramite un meccanismo ancora non noto, se le felci contengano o meno arsenico, sostanza fortemente tossica.
Secondo quanto indicato da Rathinasabapathi, un professore associato presso il Dipartimento di Scienze Orticole dell'Università della
Florida, che ha portato avanti le attività di laboratorio connesse a questo studio, esisterebbero i presupposti per proseguire
ulteriormente questa ricerca per poter scoprire come gli insetti riescano ad acquisir e questa informazione importantissima per
la loro sopravvivenza. La comprensione di questo meccanismo potrà essere molto importante per la messa a punto di sostanze
chimiche che abbiano la stessa capacità repellente dell'arsenico, ma che siano meno tossiche.
I ricercatori credono che l'arsenico possa indurre le felci del sottobosco a produrre altri composti tossici attivi nel tener
lontani gli insetti, questo potrebbe essere un altro percorso di ricerca che può condurre alla sintesi di nuovi insetticidi, o
deterrenti di insetti.
L'arsenico ha avuto un più o meno marcato utilizzo in
generale nei seguenti ambiti applicativi: il controllo di insetti ed infestanti, la protezione del legno da insetti e funghi, la preparazione
di fuochi d'artificio, la preparazione di leghe metalliche di rame ed acciaio per aumentarne la durezza, di componenti elettronici e
perfino per antichi dipinti.
E' tossico per l'uomo e contamina il suolo in migliaia di luoghi posti in tutto il mondo.
In realtà per la difesa dagli insetti esso è stato vietato da molto tempo, per quanto riguarda il legname da costruzione sembra
vi sia vi sia invece ancora molto legno in circolazione trattato con questa sostanza.
La proprietà delle felci di assorbire arsenico era stata scoperta precedentemente e pubblicata su “Nature” nel 2001 ed è l'unico
organismo vegetale in cui sia stata scoperta la capacità di assorbire grandi quantità di questa sostanza, sebbene molte piante
accumulino altri metalli. Questa proprietà può essere sfruttata anche nella fito-depurazione, pratica che consiste nel far
crescere piante in siti inquinati per eliminare gli elementi tossici dal suolo, come riferisce Lena Ma, professore all'università
della Florida presso il Dipartimento di Scienza dell'Acqua e del Suolo e capo-ricercatore in uno studio del 2001.
Sul sito internet dell'Agenzia ambientale statunitense (EPA) è presente un documento in formato “.pdf”, curato
dalla dottoressa Ma, che schematizza le acquisizioni in materia
di fitodepurazione dei suoli dall'arsenico sempre sullo stesso sito internet inserendo (phytoremediation nella casella
di ricerca posta nella pagina iniziale fuoriesce una lunga lista di documenti in formato “.pdf”).
Rathinasabapathi e
Ma
stanno cercando di identificare i geni che permettono alle felci del sottobosco di assorbire arsenico.
Secondo la dottoressa Ma “Una volta che i geni siano stati indicati con precisione, potrebbero essere trasferiti a piante più adatte alla fito-depurazione”. Nello studio recente è emerso che le cavallette americane mangerebbero prontamente queste felci nel caso esse contengano
solo tracce di arsenico (= circa 3 mg per kg di massa vegetale), ma toccherebbero appena le felci “fortificate” da una dose
di arsenico 15 volte maggiore.
|