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I ricercatori, nel realizzare le loro prove di laboratorio, tenevano le cavallette ad un regime di digiuno prima di liberarle
sulle felci, quindi valutavano quanto esse mangiavano, esaminando le piante, pesando gli insetti e determinando quanti rifiuti
poi venivano prodotti. Le cavallette assaggiavano le foglie (delle felci arricchite di arsenico) solo se non avevano nient'altro
da mangiare, ma non andavano oltre gli iniziali morsi test.
Un secondo esperimento ha mostrato che le cavallette scartavano le foglie di lattuga lasciate a bagno in una soluzione di
arsenico, ma divoravano volentieri la lattuga immersa nell'acqua.
Tutto ciò suggerì che gli insetti fossero respinti dallo stesso arsenico piuttosto che da qualche reazione causata dal metallo
all'interno delle felci.
John Capinera, direttore del dipartimento di entomologia e
nematologia dell'Università della Florida e coautore dello studio si sofferma sulle prospettive applicative di questa ricerca e riferisce che
le cavallette non sono originarie dello stesso luogo dell'Asia orientale dal quale sono state prelevate le felci, ma sono comunque considerate
l'insetto più adatto per questo studio poiché esse sono marcatamente polifaghe, infatti esse si nutrono ai danni di un ampio
spettro di piante ospiti, quindi se si riesce ad identificare una sostanza che allontani le cavallette dalle piante essa è sicuramente
un potente repellente anche per altri insetti.
Robert Boyd,
professore di biologia all'università di Auburn, che ha recensito il lavoro per il giornale “The New Phytologist” prima che ne venisse accettata
la pubblicazione e noto esperto dell'argomento sostiene che quanto è stato scoperto aiuta a confermare una delle molte ipotesi portate
avanti per spiegare il motivo per cui alcune piante accumulino elevate quantità di metalli tossici; l'obbiettivo delle piante sarebbe
quindi di tenere lontani tutti quegli organismi che si vogliano nutrire di loro.
Altre ipotesi suggeriscono invece che le piante possano immagazzinare metalli per difendersi dalla competizione di altre piante o per
resistere alla siccità. Ulteriore possibilità è che questo fenomeno si verifichi accidentalmente, come conseguenza dell'assorbimento
di altri composti chimici.
Boyd poi afferma:”il mio interesse per questo lavoro è finalizzato a capire alcune cose da un punto di vista accademico” ed aggiunge
che “l'altra angolazione dalla quale si può guardare questo lavoro con interesse è, considerando che le felci che assorbono arsenico
dal suolo sono originarie della Cina, per questo motivo la comprensione del motivo per il quale esse abbiano sviluppato la capacità di
assorbire arsenico ed il suo significato ecologico possono essere comprese solo nel luogo di origine.
Traduzione e rielaborazione in forma di articolo di:
Luca Federico Fianchini, 28 maggio 2007.
Fonte: Sezione "notizie" del sito dell'Università della Florida,
1 maggio 2007.
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