Verificate le caratteristiche degli erbicidi prima di applicarli

Premessa: Quanto riportato nel titolo sembra un concetto evidente e quasi tutti noi saremmo portati a dire: 'ci mancherebbe che non verifico cosa butto sulle mie colture!' Eppure utilizzare un erbicida non è molto diverso dall'utilizzare un farmaco: occorrono molte accortezze e per questo motivo gli agricoltori più esperti spesso interagiscono con tecnici e personale dei consorzi per acquisire quelle informazioni di dettaglio che permettono loro di massimizzare l'effetto del prodotto, riducendo le dosi e quindi i costi. Il problema è infatti che per un prodotto fito-farmaco (come è ad esempio un erbicida) possono esistere controindicazioni, circostanze che inducono effetti di sinergismo (potenziamento dell'effetto) ed altre che ne riducono l'effetto; è inoltre fondamentale conoscere la selettività di ciascun prodotto nei confronti di famiglie e/o generi e/o specie di piante e quindi essere a conoscenza di famiglia genere e specie di ciascuna coltura (es. per la soja - nome scient. Glycine max: superfam. Leguminosae, fam. Papillionaceae, genere Glicyne, specie max).
Tra le circostanze pericolose per la produzione e per l'ambiente vi è, ad esempio, il fatto che le matrici dotate di cariche (es. argille e sostanza organica) riducono l'effetto di trattamenti preventivi al suolo (in pre-semina), con diserbanti polari (dotati di carica) e richiedono quindi dosi più elevate di erbicida, il quale però viene rilasciato più lentamente, determinando quindi complessivamente un effetto residuale, che può danneggiare le colture successive che fossero della stessa famiglia, oppure dello stesso genere delle infestanti uccise da tale prodotto (ciò a seconda del livello di selettività dell'erbicida). Per questo motivo è molto importante conoscere la famiglia ed il genere di appartenenza della coltura, le caratteristiche dell'erbicida (selettività a livello di famiglia, di genere, o specie e quali; meccanismo d'azione, modalità di assorbimento), quelle del suolo in cui si opera, le prescrizioni di natura ambientale tipiche della zona e complessivamente leggere tutte le prescrizioni riportate in etichetta. Conoscere come funziona un erbicida non serve quindi solo a tutelare gli interessi collettivi, ma anche quelli dello stesso imprenditore agricolo.

Nella coscienza di questo problema l'Università dell'Illinois ha diffuso un articolo in cui indirizza gli agricoltori a fare molta attenzione alle differenti caratteristiche di due erbicidi: il gliphosate ed il glufosinate, che presumibilmente verranno molto utilizzati nell'incombente avvio del ciclo colturale della soia, una delle principali commodities del settore agricolo statunitense.
La ragione di tale attenzione va ricollegata al recente rilascio di una varietà di soia geneticamente modificata (GM), che risulta resistente al glufosinate. Trattando (ove necessario) la superficie coltivata a soia, quando la coltura è già germogliata (in post-emergenza), con gluphosinate, essa non subirà la competizione nutrizionale di quelle infestanti su cui il gliphosate non è più efficace, nè la soia GM (resistente) sarà uccisa dal glufosinate.

Mentre si avvia la nuova stagione di coltivazione, lo specialista di infestanti del servizi di divulgazione dell'Università dell'Illlinois (->)Aaron Hager invita gli agricoltori a prendere coscienza delle differenze esistenti tra Glufosinate e Glyphosate, principi attivi di due importanti erbicidi, prima di iniziare le applicazioni volte a controllare le erbe infestanti delle colture.
Riferisce Hager: Quando la soia resistente al Gliphosate fu immessa sul mercato, alcuni anni fa, molti credettero che fosse improbabile che ci sarebbe stato bisogno di un altro erbicida, o coltura resistente ai diserbanti. Comunque, nel tempo gli agricoltori hanno visto saltar fuori varie specie di infestanti resistenti agli erbicidi, ma nessun nuovo principio attivo diserbante emergere sul mercato utile al fine di controllarle.
Riferisce ancora Hager: 'La resistenza evolve nelle infestanti in seguito a ripetute applicazioni dello stesso tipo di erbicida. La un tempo percepita invincibilità del Glyphosate è stata affievolita dalle realtà imposte dalla diversità dei nostri sistemi di coltivazione. Sono necessarie nuove pratiche di gestione delle infestanti per tutelarsi contro le conseguenze di un controllo di lungo termine delle erbe infestanti'.
Una nuova varietà resistente agli erbicidi, la soia resistente al glufosinate, è entrata in commercio nel 2009. Il Glufosinate, un altro erbicida non selettivo (=ad ampio spettro di azione), è venduto con il nome commerciale di Ignite.
E mentre gliphosate e glufosinate possono suonare simili e condividere certe somiglianze poiché forniscono un controllo ad ampio spettro sulle infestanti, per la mancanza di un'azione residuale nel suolo e per la necessità di essere usati nelle applicazioni in campo in presenza di colture resistenti, essi non dovrebbero essere usati però in modo intercambiabile.
Riferisce Hager:'Esistono significative differenze tra questi due popolari erbicidi che richiedono una più profonda comprensione di come ciascuno di essi funzioni. Per esempio nel 2010 voi non dovrete spruzzato glyphosate sulla soia resistente al glufosinate, o glufosinate sulla soia resitente al gliphosate'.
Il glufosinate blocca un enzima vegetale coinvolto negli stadi più precoci dell'assimilazione dell'azoto. Il suo sito obbiettivo è completamente differente da quello del gliphosate. A causa di ciò il glufosinate può controllare le popolazioni di infestanti resitenti al Gliphosate, come ad esempio Heupatorium canabinum (= Canapa d'acqua; water-hemp; Fam. Compositae) ed Hippuris vulgaris L. - Coda di cavallo acquatica (=marestail).

Mentre lo spettro di azione di questi due erbicidi è confrontabile per parecchie specie di infestanti, il glufosinate tende ad essere più efficace sulle malerbe annuali a foglia larga, rispetto alle specie pratensi annuali, al contrario il gliphosate è più efficace su queste.
Il glufosinate è un erbicida 'di contatto' (che agisce per contatto), rispetto al gliphosate che è estensivamente traslocato dentro la pianta. Hager incoraggia gli agricoltori a utlizzare parametri di applicazione che forniscano la migliore copertura delle erbe infestanti bersaglio ed a considerare le condizioni ambientali che ottimizzano le prestazioni del glufosinate.
Per esempio il glufosinate rende al meglio in presenza di sole splendente ed aria calda. A causa della sua ridotta traslocazione, il glufosinate dovrebbe essere applicato quando le infestanti annuali sono alte 6 pollici (15 cm), od anche meno.
Ha riferito Hager: 'Noi controlliamo le infestanti a foglia larga con il gliphosate, ma dovremmo gestirle con il glufosinate. Dobbiamo pensare una modalità differente di applicarlo. Gli agricoltori possono o interrare erbicidi che lasciano residui nel suolo (residuali), oppure spruzzare glufosinate due volte: precocemente quando le piante sono più piccole, poiché esso necessita di entrare in contatto con tutta la pianta e la seconda volta a causa della presenza di emergenza tardiva di Hippuris vulgaris L.'.

Autore dell'articolo: Jennifer Shike

Fonte/i: Aaron Hager

Sito fonte: University of Illinois College of Agriculure, of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences, 1 marzo 2010

Pubblicato da Agrolinker, in data 30 aprile 2010; Traduzione di Luca Federico Fianchini.



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