L'attività di sopravvivenza invernale delle api, per riscaldamento dei loro nidi
Articolo realizzato da Tom Turpin,
entomologo, presso la Purdue University - Indiana (USA)
Durante la mia gioventù in una fattoria dello stato del Kansas, una giornata splendente,
ma fredda di gennaio spesso induceva mio padre a citare un vecchio detto relativo al tempo. Con
l'aria di un'autorità egli annunciava: 'Quando le giornate divengono più lunghe, il freddo diviene
più forte'.
La verità nel vecchio detto non rappresenta una situazione soddisfacente. L'aumentata quantità di
luce del giorno è un sicuro indicatore che la primavera è in arrivo, ma temperature consistentemente
più calde richiedono un po' di tempo per arrivare. Dal punto di vista meteorologico ciò è causato dal
fatto che il freddo catturato nel terreno e nell'acqua gelata, particolarmente nelle regioni più
nordiche, prevarrà sull'aumentata capacità di riscaldamento del sole nel determinare le temperature
atmosferiche. Ciò almeno per un po' di settimane.
Ma, come si verifica sempre, la circostanza che dopo l'equinozio di dicembre il sole si muova un po' più
in alto nel cielo ogni giorno, così all'allungarsi delle giornate il riscaldamento dalla nostra parte della terra
aumenta. Una volta ancora le stagioni di crescita primaverile ed estiva sono dalla parte nostra. Nel
frattempo le colonie delle api come dei Boy Scouts si devono preparare. Cosicché anche se il freddo è
più forte durante il mese di gennaio, le api si stanno preparando per le calde giornate in arrivo.
Le api, come tutti gli insetti, sono organismi a sangue freddo e quindi non possono essere in
attività quando le temperature sono basse. Per la maggior parte degli insetti la temperatura soglia
per l'attività biologica è intorno ai 50 gradi Fahrenheit
(1°F=1°C × 1,8 + 32 ->1 °C = (°F - 32) / 1,8->50°F=10°C).
Sotto quella temperatura, non accade molto nel mondo degli insetti. Nessuna passeggiata, nessun volo,
nessuna attività nutritiva. Inoltre quando le temperature sono sotto i 10 gradi per un
periodo prolungato come durante l'inverno, gli insetti devono avere un meccanismo per farvi fronte.
Gli insetti che vivono nei climi temperati e più freddi lo hanno.
Quando la temperatura diventa più fredda la maggior parte degli insetti entra in uno stato di 'vitalità
sospesa': chi in ibernazione, chi in diapausa. Un pò di insetti si spostano in volo verso climi più
caldi. Un piccolo numero di specie di insetti come gli scarafaggi ed i coleotteri graminicoli vivono
in strutture dove le temperature si mantengono a livelli accettabili.
Alcuni insetti sociali, come formiche, termiti ed api sopravvivono all'inverno in forma di colonie.
Molte formiche e termiti hanno nidi abbastanza profondi nel suolo dove le temperature rimangono a
livelli accettabili. Le api, per altro verso, vivono in nidi sopra il suolo dove le temperature
frequentemente si abbassano sotto i livelli di sopravvivenza. Quindi come fanno le colonie di api a
superare la minaccia del 'Vecchio Inverno' (=elfo, creatura mitologica, anche nota come 'Padre
Inverno')? Esse si avvalgono di un processo noto come 'clustering' (=raggruppamento).
Il raggruppamento delle api funziona in questa maniera. Quando la temperatura si
abbassa sotto i 10°C, le api cominciano a radunarsi in specifiche aree dell'alveare dove le
celle contengono riserve alimentari di miele e polline accumulate. Immaginate che le api formino una
massa a forma di palla da basket.
Le api sulla superficie di questa palla immaginaria formano una conchiglia isolata profonda circa 5
centimetri, riempiendo tutti gli spazi, comprese le celle vuote nel favo. Sul lato della palla
le api sono meno compatte in modo che si possano muovere intorno.
Appena la temperatura dell'aria diminuisce il gruppo si contrae in dimensione. Al contrario come la
temperatura aumenta, il raggruppamento si espande. Il caldo prodotto e l'espansione e contrazione di
dimensione del gruppo permette alle api di mantenere una temperatura favorevole nonostante la temperatura
dell'aria.
Mentre le giornate cominciano ad allungarsi nel mese di gennaio e anche il freddo diviene più intenso,
le api cominciano a svezzare la covata, la produzione di giovani api. Ciò è necessario cosicché
l'alveare abbia api di nuova emersione che possano raccogliere il nettare ed il polline non appena
le piante incomincino a fiorire in primavera. Il problema è che le uova e le larve delle api come le uova
di gallina ed i piccoli pulcini hanno bisogno di una temperatura intorno ai 40°C durante l'incubazione, e
durante lo svezzamento della 'covata', come è chiamata negli insetti.
Così se la colonia di api ha miele e polline e se il gruppo è in grado di mantenere una temperatura intorno
ai 40°C, la regina comincia a deporre le uova anche con le fredde temperature di gennaio. Tutto ciò
dà un nuovo significato all'idea di un riscaldamento domestico, ad api che mantengo la dimora calda durante
i giorni freddi di gennaio, non solo per la sopravvivenza degli individui adulti. Esso ha anche il significato
che la colonia abbia una buona partenza, per poter avere successo quando i fiori sbocceranno in primavera ed
estate.
'OnSixLegs': House Warming Survival Activity for Honey Bees.
Writer:
Tom Turpin
- Purdue University Entomologist.
Distributed: second and fourth Thursdays of the month.
'OnSixLegs' è una pubblicazione che esce online il secondo ed il quarto giovedì del mese.
Autore dell'articolo:
Tom Turpin, entomologo presso il servizio di divulgazione tecnica della Purdue University, West-Lafayette - Indiana (USA), 8 gennaio 2009
Fonte/i:
Sito fonte:
Purdue extension news columns 'OnSixLegs'
Pubblicato da Agrolinker, in data 31 gennaio 2009; Traduzione di Luca Federico Fianchini.
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