Agrometeorologia in Arizona: alla ricerca di rilevatori di pioggia
L'Arizona è uno stato che si caratterizza per avere un clima arido ed una conformazione del territorio
eterogenea in parte montagnosa, in parte desertica, nella quale le precipitazioni sono piuttosto irregolari
e di ridotta entità.
Per questo motivo risulta difficile ai tecnici locali disporre di una quantità di dati meteorologici adeguatamente
rappresentativa. In queste condizioni due studiosi della Facoltà di Agraria del “CALS” dell'Università dell'Arizona,
il climatologo Mike Crimmins, che conduce il programma di “applicazioni climatologiche” del college e l'idrologo
Gary Woodard hanno approntato un sistema di rilevamento che fa ampio ricorso alla collaborazione degli agricoltori,
i quali possono iscriversi ad un apposito sito web (
RAinLog),
in cui inserire, attraverso un'apposita
interfaccia utente, i dati raccolti presso la loro azienda e presso la loro abitazione relativi all'entità,
alla frequenza ed alla data degli eventi meteorici, rilevati sulla base delle impartizioni fornite dal servizio
agro-meteorologico.
Il programma di rilevamento si avvale attualmente della collaborazione di 500 agricoltori prevalentemente
situati nei dintorni di Tucson, seconda città dell'Arizona, per importanza, dopo Phoenix e situata nella valle
del Salt River, alla base di quattro differenti catene montuose (
GoArizona).
La collaborazione fornita dagli agricoltori in questo studio risulta essere particolarmente significativa se si
considera quanto specificato dal cronista dell'East Valley Tribune,
quotidiano locale che ha dedicato il 17 dicembre un articolo a questo studio; egli segnala che non è infrequente,
in questo territorio, che a causa della notevole irregolarità delle precipitazioni meteoriche, un temporale
estivo possa colpire un azienda e non quella vicina. Questa considerazione, egli specifica, ha anche delle
notevoli conseguenze dal punto di vista della regimazione delle acque, dell'attività agricola e della redazione
di previsioni agro-meteorologiche.
I dati inviati attraverso il web dagli agricoltori che partecipano a questo programma sono recapitati in modo
agevole ai due ricercatori, che operano nella città di Tucson, per le successive elaborazioni, ma contemporaneamente
sono anche disponibili online per gli iscritti, in forma di mappe geo-referenziate, perfettamente sovrapponibili,
nella loro rappresentazione cartografica con le mappe online di Google e che ben ritraggono graficamente la irregolarità
territoriale delle precipitazioni. I ricercatori dell'università dell'Arizona sperano, attraverso l'analisi di
questi dati, di poter risalire alla causa di tale irregolarità meteorica spazio-temporale.
L'importanza di tale approccio “collaborativo” con gli operatori agricoli locali pare però avere obbiettivi molto
più ampi e cioè di rendere gli agricoltori maggiormente consapevoli delle problematiche idrogeologiche correlate
ad una buona regimazione della acque ed al risparmio di questa risorsa importante per l'economia agricola locale.
Le ulteriori applicazioni di tale disponibilità di dati comprimerebbero una gran varietà di possibili studi sia a
livello locale, sia a livello di contea, che di stato, tra cui il supporto nella definizione di decisioni sulla
regimazione delle acque a livello di territorio, come di singola azienda da parte degli agricoltori, che, nel momento
in cui prendono coscienza della reale entità delle precipitazioni (secondo gli studiosi molto più esigue di quanto
comunemente creduto) possono meglio decidere quanta acqua conservare e le strategia da porre in atto per conseguire
questo obbiettivo.
La disponibilità di dati sulle precipitazioni atmosferiche sarebbe infine utile per la redazione di modelli
agro-meteorologici per la previsione dei raccolti, un settore in cui molteplici sono le ricerche in corso, tra cui
pare interessante uno studio condotto, sempre negli Stati Uniti, dall'Università della California, che ha permesso
di mettere a punto un modello previsionale per determinare, con buona approssimazione, l'entità del raccolto per
ben 12 differenti colture. questo studio si è avvalso di dati forniti contemporaneamente da agricoltori e da stazioni
meteorologiche dislocate sul territorio.
Uno strumento revisionale di questo tipo, nel momento in cui risultasse affidabile, rivestirebbe certamente una
grande importanza per la definizione, da parte degli operatori, degli investimenti economici annuali, per un settore
la cui redditività, notoriamente, dipende molto dalla variabilità delle condizioni climatiche.
Fonte/i: Collegio di Agricoltura e Scienze della Vita (CALS) – Arizona, 17 dicembre 2006 - “East Valley Tribune”, 17 dicembre 2006 - Rivista “California Agricolture Magazine” di dicembre 2006
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 31 dicembre 2006
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