Trasmissione orizzontale dei principi attivi insetticidi e feromoni di aggregazione nelle blatte

Ogni anno durante la stagione calda possiamo avere la spiacevole esperienza di ricevere in casa la visita di scarafaggi. A questi insetti piace visitare le nostre case preferibilmente durante la notte quando stiamo dormendo e quindi anche per questo motivo non siamo in grado più di tanto di poterli ben accogliere durante la loro visita. Ad essi piacciono inoltre i luoghi umidi e quindi stabiliscono frequentemente la loro dimora nelle nostra cucina, sotto gli elettrodomestici, sotto i mobili, nel bagno, in balcone intorno ai vasi e ovviamente nei tombini e nelle fogne.
Non è un segreto che lo scarafaggio sia un insetto che ami dimorare in luoghi non molto puliti e che trasmetta molte infezioni; però non tutti sanno che egli è anche responsabile di allergie che colpiscono alcuni di noi e che sono causate dal possibile accumulo di esuvie (tegumenti esterni ) nelle zone della nostra abitazione in cui essi si trovano più frequentemente. Questi depositi hanno origine durante la crescita degli scarafaggi quando, come la maggior parte degli insetti etero-metaboli (sviluppo post-embrionale insetti), mutano periodicamente i loro tessuti esterni, divenuti troppo stretti per il loro corpo e li abbandonano nei luoghi in cui si trovano al momento della muta.
Adesso vi è però una nuova possibilità per difendere i luoghi dove viviamo dalla presenza di questi insetti. La soluzione ci arriva dalla Purdue University (Indiana – USA), dove alcuni entomologi che ben conoscono l'etologia degli scarafaggi hanno scoperto come proteggerci dalla intensa proliferazione di questi insetti.
Agli scarafaggi piace, come a molti altri animali, mantenere una intensa vita sociale e per questo hanno un semplice sistema per capire se nella zona dove si trovano vi siano altri scarafaggi. Tutti gli insetti e anche gli scarafaggi diffondono, nell'ambiente, composti chimici denominati feromoni, per inviare alcuni tipi di messaggi.
Esistono differenti tipi di feromoni: quelli sessuali, quelli di aggregazione, di allarme, territoriali e anche altri tipi ( (->)Feromoni - fonte wikipedia in inglese e (->) Feromoni - fonte wikipedia in spagnolo ).
I feromoni sessuali sono più conosciuti essendo utilizzati nella lotta e nel monitoraggio di molti insetti; essi servono durante l'accoppiamento affinché il maschio trovi la femmina. I feromoni di aggregazione agiscono invece in maniera tale che l'insetto di una certa specie possa arrivare in luoghi dove si trovano suoi consimili. Gli scarafaggi li diffondono nell'ambiente per mezzo delle feci, ma queste possono essere contaminate da insetticidi provenienti da esche utilizzate per ammazzarli. Seguendo questo messaggio chimico che arriva loro dagli escrementi di altri scarafaggi morenti, molti adulti possono assimilare il principio attivo che ucciderà anche loro. La stessa sostanza insetticida può contaminare l'alimento che gli adulti somministrano alla loro prole (le ninfe), uccidendole; dopo la loro morte altri adulti nutrendosi delle loro spoglie assimileranno i residui dell'insetticida e quindi moriranno, prima che lo stesso si decomponga perdendo di efficacia. Tutto ciò si verifica perché le generazioni successive di scarafaggi si sviluppano molto rapidamente, ma la trasmissione orizzontale del principio attivo sfrutta l'intensa vita sociale di questi insetti per ucciderli in modo altrettanto efficace.

La scoperta della trasmissione orizzontale dei principi attivi insetticidi è avvenuta, verificando l'efficacia del principio attivo Indoxacarb, prodotto dalla DuPont, nella formulazione in forma di esca, col nome commerciale di Advion® su Blattella germanica, una specie molto diffusa negli Stati Uniti.
La mortalità accessoria dipendente dalla trasmissione orizzontale, in scarafaggi non trattati con il principio attivo insetticida, era molto influenzata, nel campione, dal tempo trascorso, dalla contemporanea presenza di una differente fonte di alimento, dalla durata del contatto tra il donatore ed il recettore del principio attivo insetticida. Per queste ragioni l'indoxacarb ingerito risultò molto ben traslocato quando gli individui recettori interagivano con quei donatori che cominciavano a mostrare i sintomi dell'ingestione e contemporaneamente quando mancava una fonte differente di alimento. Affinché la trasmissione orizzontale del principio attivo indoxacarb abbia abbastanza successo è necessario che gli scarafaggi mettano in atto alcune particolari azioni: magiare i corpi di altri scarafaggi morti, o parti di essi come ad esempio il sangue, mangiare escrementi prodotti da insetti contaminati dal principio attivo insetticida.
Il Dott.Grzegorz "Grzesiek" Buczkowski, assistente professore di entomologia alla Purdue University di West Lafayette, Indiana (USA), riferisce che i ricercatori sono convinti che lo stesso meccanismo di trasmissione del principio attivo può operare proficuamente utilizzando esche contenenti principi attivi, tra quelli efficaci contro gli scarafaggi, anche differenti da quello testato durante questa prova.
Più nel dettaglio di questa tecnica, tra gli studiosi si parla di tre differenti stadi nella trasmissione dell'insetticida tra scarafaggi, essendo tre i possibili momenti nello spazio di alcune ore, durante i quali la trasmissione di un insetticida da un individuo all'altro provoca la loro morte in una percentuale più elevata di quella che si verifica utilizzando un qualsiasi altro metodo di somministrazione diretta della stessa sostanza attiva.

Le ricerche del Dott.Buczkowski sulla 'trasmissione orizzontale' continueranno ad essere sviluppate, essendo prossimo obbiettivo verificare che ciò che è stato osservato in laboratorio si realizzi anche in ambienti naturali, dove gli scarafaggi manifestano effettivamente le loro abitudini sociali mediate dai feromoni.

Gli altri ricercatori che han preso parte a questo studio sono Gary Bennett, professore di entomologia presso la Purdue University e Clay Scherer, direttore della gestione dello sviluppo del mercato globale dei prodotti presso la 'DuPont prodotti professionali'.
Questo studio ha utilizzato sovvenzioni fornite dal 'Purdue Industrial Affiliates Program' ('Programma Industrie Affiliate della Purdue') e dalla DuPont. Inoltre l'ufficio stampa della Università Purdue puntualizza che i membri della stessa università che han preso parte a questa ricerca non hanno interessi finanziari nella DuPont, o nell'insetticida Advion® Cockroach Gel che è stato oggetto del presente studio.

Oltre ai collegamenti sopra riportati, si segnalano per un approfondimento dell'argomento trattato:

Fonte/i: Purdue University - West Lafayette – Indiana (USA), 23 giugno 2008

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 30 giugno 2008



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