Un rodenticida biologico estratto da una varietà tropicale della verbenacea "Lantana"

I roditori (topi, ratti, arvicole), oltre ad essere fonte di rischio per la salute umana, risultano parassiti particolarmente dannosi su alcune colture agrarie (patata, asparago, ecc.) determinando, nella loro attività nutritiva, danni che possono essere anche economicamente rilevanti.
I roditori che infestano le nostre città così, così come quelli che danneggiano le colture agricole sono notoriamente molto prolifici ed il continuo utilizzo su di essi, degli stessi principi attivi, porta spesso alla selezione di popolazioni particolarmente resistenti ai prodotti rodenticidi di uso comune ed in alcuni casi anche ai rodenticidi anticoagulanti, che rappresentano i prodotti più efficaci attualmente in commercio.
Per questa ragione, come nel caso di altre classi di antiparassitari, intensi sono gli studi per la messa a punto di strategie di lotta, che limitino l'insorgenza di fenomeni dei resistenza. In Europa, a riguardo, è attivo un pool di scienziati, provenienti da istituti di ricerca pubblici e privati, che collaborano nel Gruppo di Azione sulla Resistenza ai Rodenticidi (RRAG).

Parallelamente all'attività di ricerca volta a ritardare l'obsolescenza tecnica dei rodenticidi attualmente in commercio, prosegue, anche in questo settore, lo sviluppo di nuovi prodotti: tra questi particolare interesse rivestono quelli di origine naturale, che ben si adattano alle più recenti metodologie di lotta a basso impatto ambientale
Secondo quanto riporta un articolo pubblicato sulla rivista "Fitosanidad", un periodico dedicato alla difesa delle colture, pubblicato dall'Istituto di Ricerca sulla Sanità delle Piante (ISAV) dell'Avana (Cuba), studi condotti sulla verbenacea tropicale Lantana camara var. camara f. portoricens avrebbero evidenziato le proprietà rodenticide degli estratti di questa pianta.
Successivamente a questa scoperta sono state condotte ulteriori ricerche volte a definire le condizioni ambientali ottimali per la raccolta, affinchè si raggiungessero all'interno della pianta le maggiori concentrazioni del principio attivo responsabile delle proprietà rodenticide e le dosi alle quali esso avrebbe potuto esplicare un azione realmente significativa nei confronti dei roditori.
Tali studi hanno permesso di evidenziare che somministrando, ai roditori "Mus musculus" e "Rattus norvegicus", le foglie della detta varietà di Lantana camara, in forma di esca alimentare in una concentrazione del 60% si determinava la morte del 100% degli individui oggetto di saggio.
Le analisi di laboratorio hanno evidenziato che il principio attivo responsabile delle proprietà rodenticide sarebbe il glicoside "7-O-beta-D-pectolinarigenina".

Fonte/i: Rivista "Fitosanidad" (Cuba), n.° 4/2005 di dicembre 2005, sezione tesi di laurea; articolo di Noel Suarez Morales

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 25 giugno 2006



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