Il podcasting un'opportunità per la comunicazione in agricoltura

Saggio sui podcast, il podcasting e problematiche collegate
Articolo primo: Nuove tendenze del web-editing - Il podcast nuovo servizio utile per i navigatori del web
Un lungo muggito mi ha lasciato sorpreso la prima volta che ho aperto un file di un podcast “agricolo”.
Facendo click col mouse su quel file multicolore (...è l'icona del “MediaPlayer”), tutto mi sarei aspettato, meno che sentire una mucca muggire e poi il canto degli uccelli nel cielo di una probabilmente soleggiata giornata, nelle campagne intorno a Melbourne, o giù di lì: mentre ascolto ancora curioso, d'improvviso, una voce sembra venirmi incontro è lo speaker del “Report Rurale” di ABC, l'Ente Radiotelevisivo Australiano; si è recato ad intervistare un agricoltore nel campagne dell'interno del paese, poi arriva l'agricoltore e dopo una breve presentazione comincia a raccontarci la storia oggetto dell'articolo. Ho un po' di difficoltà a capire il testo in inglese di questa breve intervista, ma per fortuna la pagina riporta anche quello e così mi ritrovo improvvisamente sul lato opposto della terra, immerso in una cultura ricca di tradizioni, forse più recenti delle nostre, ma non meno avvincenti.
Con l'evoluzione di internet negli ultimi anni sono divenuti molti gli strumenti tecnologici a disposizione di chiunque voglia cimentarsi nel web-editing, unendo idee, creatività, conoscenze tecniche, impegno, comunicativa ed altre abilità personali.
Sono ormai accessibili a tutti software che gestiscono in modo automatico la creazione di un intero sito web ed a causa di ciò la conoscenza tecnica ed a volte giuridica legata alle attività editoriali in internet è finita apparentemente relegata ad un ruolo minore; questo fatto ha lasciato più spazio alla creatività individuale, ma anche ad alcuni operatori più spregiudicati. In ogni caso queste novità tecnologiche hanno fatto emergere nuove forme di comunicazione, che testimoniano la vita della gente comune, o che ci insegnano cose a volte diverse da quelle trasmesse dai media tradizionali, al punto che essi per non perdere terreno, si sono tuffati nella mischia aprendo nei loro 'più tradizionali' siti internet, dei 'blog', in cui vengono inserite, in modo non molto diverso dai messaggi di un forum di discussione, notizie, od articoli scritti da veri giornalisti, che poi vengono commentati da chi si collega ai blog durante la giornata.
I nuovi strumenti tecnologici hanno permesso anche una piena realizzazione della multimedialità e la possibilità di portare avanti progetti un tempo inaccessibili per costi ed impegno di tempo; così ad esempio molte associazioni umanitarie e no-profit si sono dotate di siti internet, o più spesso blog automatizzati e riescono agevolmente a comunicare, o addirittura interagire efficacemente con i loro associati e magari diffondere ad essi comunicati vocali, o video riguardo le attività sociali.
Anche tanti giovani studenti di 15-16 anni, hanno sperimentato la multimedialità, inserendola tra gli ingredienti che danno colore alla loro giornata tra aule di studio e compiti a casa; molti di loro, come cogliamo da episodi anche divertenti che ci sono trasmessi dalla cronaca giornalistica, hanno imparato a girare un filmino col cellulare e caricandolo su “YouTube”, o altri siti che pubblicano documenti multimediali, possono condividerlo con i loro amici e coetanei, comunicando emozioni, scene divertenti, o testimoniando la realtà ed il verismo dei luoghi in cui vivono.
E veniamo alla parola 'podcasting', che come altre alla moda è spesso un pò inflazionata ed attribuita anche ad attività diverse (come, ad esempio, gli archivi di feeds RSS) e utilizzata anche semplicemente come parola chiave per richiamare accessi sui siti internet, con il risultato di generare ulteriore confusione negli utenti, cosa nettamente opposta a quella richiesta da una corretta informazione, che voglia apparire simile a quella professionale dei media tradizionali.
Occorre quindi una puntualizzazione “podcast” è una composizione di due parole inglesi “pod” = contenitore, da cui deriva anche "i-pod" e “cast”, che è invece una contrazione per “broadcast” = trasmissione (radiofonica).
Si tratta infatti di una pagina contenitore (archivio) di programmi radiofonici, o files appositamente approntati allo scopo di essere liberamente scaricabili, per essere inseriti negli i-pod, in dispositivi elettronici simili, o essere ascoltati direttamente tramite il computer.
L'i-pod è una chiavetta USB, che può essere ricaricata attraverso il computer di casa, il portatile, o a volte per mezzo di un caricatore esterno. Questa 'chiavetta' si differenzia dai semplici supporti di memoria per essere dotata di un software che gestisce i files audio permettendone l'ascolto, o addirittura, a volte, consentendo di registrare la voce umana.
Oltre all'i-pod esiste un dispositivo altrettanto interessante e di costo già abbastanza contenuto: si tratta dell'autoradio con lettore MP3 sia di CD, che di semplici supporti di memoria USB, i quali hanno raggiunto dimensioni di vari GB e ci permettono di disporre al loro interno delle vere collezioni di files di contenuto musicale, o testuale, in italiano, o in lingue straniere, navigabili durante la guida per mezzo di efficienti telecomandi.
Prima di acquistare questi dispositivi potete volendo sperimentarne l'utilità applicando quello che ci descrive un articolo del sito spagnolo “Consumer.es”, che spiega, con l'aiuto di foto, come attaccare il proprio lettore portatile di files “mp3” (I-POD), od il lettore CD, alla vecchia autoradio della vostra automobile, magari servendosi di adattatori e facendogli fare, in questo modo, un rapido salto generazionale. Segnaliamo per completezza questa simpatica idea, ma la sconsigliamo poiché spesso le plance di inserzione ed i connettori delle autoradio emettono scariche elettriche, deleterie per il vostro dispositivo di ascolto di files multimediali.
Alcuni ritengono erroneamente che i detti dispositivi servano solo per ascoltare musica, in realtà si prestano in modo agevole anche allo studio ed all'ascolto di trasmissioni culturali, in italiano, od in lingue straniere.
Si tratta quindi di un'innovazione che gli enti radio-televisivi più impegnati nell'adozione delle nuove tecnologie hanno prontamente utilizzato, probabilmente consci che sarebbbe andata incontro alle esigenze di molti ascoltatori che, per impegni diversi, non riescono a vedere le trasmissioni di loro maggior interesse nel momento in cui vengono diffuse in diretta. Contemporaneamente molti di noi passano molte ore della loro giornata in treno, in pullman, in macchina, o sull'autobus, quindi è ora a nostra disposizione uno strumento che permette di interessarsi maggiormente alla cultura, ma anche alla politica. Inoltre i files delle trasmissioni sono agevolmente scaricabili attraverso i siti delle emittenti, e quindi senza limiti, o confini se non quello di capire le lingue straniere, quando necessarie, o di disporre di dispositivi, che permettano di leggere più formati audio, o video diversi (considerato che alcune interessanti trasmissioni sono diffuse in formato “Real Player”, anziché utilizzando lo standard “.mp3”, usato ad esempio dal “Windows Media Player”).
L'attività di pod-casting si distingue dalla semplice consultazione online di files audio, o video, (= Streaming) poiché in quest'ultimo caso i files devono essere consultati online e non possono essere scaricati; frequentemente ciò è dovuto a diritti più stretti sui documenti multimediali pubblicati.
Ma anche un contenuto scaricabile non deve trarre in inganno: si tratta il più delle volte di un operazione che viene consentita "a titolo personale" ed a volte per un uso temporaneo, i files non possono quindi essere ceduti a terzi, né ovviamente venduti, od offerti per il download in propri siti personali, senza preventivamente chiedere apposita autorizzazione ai siti che li hanno posti a disposizione; ciò può essere meglio compreso, caso per caso, verificando la sezione normativa dei siti dotati di podcast, come quello dell' ente radio-televisivo inglese BBC.
Nel momento che venga rispettato il copyright si può scoprire che questa forma di comunicazione ci mette comunque a disposizione delle insperate risorse come, ad esempio, trasmissioni musicali ricche di brani (MP3) anche interi, che per essere ascoltati da soli dovrebbero essere acquistati in appositi negozi online, ma a volte è più gustoso ascoltarli, dopo l'introduzione fatta da un intrattenitore radiofonico, che li presenta nel contesto culturale in cui si collocano (ad es. musica rock anni "70, "mod", "beat" "hard-rock").
Tra le trasmissioni musicali più interessanti, ve ne sono alcune molto ben curate e tra esse segnaliamo, per gli appassionati della musica "pop anni '60-70", la trasmissione “Con3Acordes” (= Con Tres Acordes) di RNE (Radio Nacional de España).
Tornando ai temi che ci stanno maggiormente a cuore, per ambito di competenza tecnica, vale la pena di notare come potrebbe essere interessante se gli enti pubblici agricoli, i quali realizzano regolarmente convegni e corsi con il sostegno statale e della Comunità Europea, ponessero a disposizione l'esperienza dei loro operatori, non solo in forma di pubblicazioni stampate e in formato di documento digitale, (che richiedono un maggior tempo per una lettura necessariamente più impegnativa), ma anche in forma di registrazioni audio, o meglio ancora video (anche solo brevi 'abstract'), per loro caratteristiche fruibili più volte ed anche in situazioni in cui è più difficile leggere un libro con attenzione.
Una tale eventualità potrebbe essere anche utile a ridurre i costi di aggiornamento dei professionisti, studenti ed agricoltori e metterli maggiormente in grado di seguire le principali tematiche di attualità e le frequenti modifiche normative, che si verificano in ciascuna regione, adattando così l'aggiornamento ai modi ed ai tempi di un lavoro spesso intenso e de-localizzato, che probabilmente si potrebbe avvantaggiare dell'ascolto di un podcast audio sull'autoradio della macchina, o del trattore, o un podcast video in treno, o pullman per mezzo di un computer portatile, o di un visorino di DVD.
Inoltre la necessità di produrre podcast di qualità potrebbe favorire una qualificazione dei divulgatori nel senso di una maggiore efficacia comunicativa cosicché, se l'aggiornamento diviene meno faticoso, oltre che più conveniente, si possa imparare di più, offrire servizi tecnici migliori e magari riuscire a migliorare la redditività del proprio lavoro.
Altre ipotetiche utilità di un sistema di divulgazione che faccia largo uso del podcasting potrebbe essere il contributo a raggiungere una maggiore uniformazione del sapere tecnico di base (es. per quanto riguarda le normative), dei tecnici di una determinata categoria professionale, attivi in una stessa regione e per parte delle tematiche degli stessi tecnici a livello nazionale.
Tutto ciò probabilmente potrebbe consentire anche, a chi vive in zone meno dotate di servizi di divulgazione, di potersi aggiornare come i colleghi di altre aree del paese.
Al di là dell'effettivo futuro utilizzo in Italia dello strumento del podcast nella divulgazione tecnica è probabile che a breve siano disponibili, su siti stranieri, sempre più risorse di questo tipo e ciò potrà costituire comunque uno stimolo per chi voglia mostrare di essere portatore di un eccellenza, oltre che nella ricerca, anche nella divulgazione delle proprie attività e nella formazione.
Infatti nulla esclude che in futuro i podcast audio e video possano essere anche, interamente o per parte dell'offerta, a pagamento, con download numerati, o limitati in Mb, o Gb e quindi chi acquisirà una maggiore esperienza nell'utilizzo di queste tecnologie e ne promuoverà l'utilizzo anche gratuito, attraverso il web, potrà offrire servizi migliori ed avere poi più utenti per i propri servizi a pagamento.

Fonte/i:

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 27 giugno 2007



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