Esiste un attenzione verso le tematiche scientifiche di interesse collettivo, o esse rappresentano solo una delle tante, sempre più frequenti frontiere di contrapposizione ideologica?

A volte discutendo con la gente si ha la sensazione che la promozione di alcune scoperte ed innovazioni tecnologiche abbia creato una frattura tra l'opinione pubblica ed il mondo scientifico. Spesso leggendo i giornali e vedendo la TV, alcune innovazioni ci vengono presentate come frutto di politiche ed interessi economici apparentemente oscuri e quindi con un approccio fuorviante che crea una barriera preventiva nei confronti di temi, che potrebbero invece essere proposti su livelli diversi: es. scientifico, economico, ambientale, ecc. , ciascuno offrente opzioni diversificate, più, o meno accettabili. Invece il dibattito su alcune tematiche di innovazione si ferma spesso ad un livello 'embrionale'.

Partendo dal presupposto, forse un po' azzardato, che internet cominci a rappresentare attraverso i suoi numerosissimi utenti una fonte di informazioni sulle tendenze in atto nel mondo e nella società italiana, si può acquisire un idea di massima circa le motivazioni che la gente comune utilizza per criticare alcuni argomenti di attualità scientifica molto dibattuti, tra i quali, ad esempio, si possono indicare gli organismi geneticamente modificati, la ricerca sulle cellule staminali, le politiche energetiche, la teoria del riscaldamento globale, ecc. .
Partendo da tali spunti può capitare di restare a volte sorpresi nel notare quanto frequenti siano, nei dibattiti online, le affermazioni critiche, o favorevoli, del tutto generiche, che sembrano mostrare una prevenzione, o uno scarso interesse ad approfondire tematiche, parte delle quali, se fossero sviluppate, potrebbero avere un benefico effetto sulla qualità della vita di alcuni, anche se attualmente il solo parlarne genera invece risentimento in altri. Forse un periodico approfondimento scientifico televisivo su alcuni temi di innovazione tecnologica, nei loro aspetti teorici, pratici e più recenti, potrebbe aiutare a sviluppare una maggiore tendenza ad esprimere considerazioni scientifiche e quindi razionali nel momento in cui vengano espresse posizioni favorevoli, o contrarie ad una determinata tematica innovativa.

Alla base dello sviluppo degli orientamenti collettivi sulle tematiche di innovazione tecnologica un ruolo non secondario lo hanno coloro che comunicano la scienza e le nuove tecnologie. Affinché tale comunicazione porti alla maturazione di posizioni 'ragionate' è necessario, a mio avviso, che vi sia la consapevolezza, che non tutte le nozioni possono essere ben comprese da chiunque, per mezzo di un solo articolo divulgativo o di un programma televisivo. Questo concetto appare però sempre meno accettabile, se si considera che ormai molte informazioni di qualsiasi ambito disciplinare sono di pubblico dominio in internet, trasmesse da tutti, per tutti. La reale comprensione di molte tematiche passa attraverso la volontà di approfondirle, ricorrendo a fonti di informazione diversificate ed attendibili. La reale comprensione di molte tematiche passa però attraverso la volontà di approfondirle, ricorrendo a fonti di informazione diversificate ed attendibili.
A volte si può notare come alcuni comunicatori 'coccolino' i loro lettori trasmettendo un messaggio chiaro e rassicurante dalle ansie, ma povero di dettagli scientifici. In altri casi vi è chi alza il tono del dibattito, spingendo il lettore, come parte dell'opinione pubblica, a cercare e chiedere rapide soluzioni.
Tali forme della comunicazione, secondo me, non aiutano a razionalizzare le questioni, ma spingono ad acquisire certezze del momento, che se errate, divengono un ostacolo alla comprensione degli aspetti scientifici in discussione. Infatti in un momento di ansia, qualsiasi soluzione che riporti la calma è una buona soluzione, specialmente per chi nella vita quotidiana non ha tempo di occuparsi di complesse questioni di interesse sociale. Per altro verso questo diffuso stile espositivo rende meno gradito il messaggio di chi, per necessità di completezza, usa all'opposto argomentazioni scientifiche più articolate, che rischiano, invece, di apparire un espediente per rimarcare il confine degli 'addetti ai lavori'. Questo elemento, sembra emergere in alcuni dibattiti televisivi, dove a volte si crea una prevenzione proprio verso coloro che potrebbero aiutare a chiarire le problematiche oggetto di attenzione.

Tra le tematiche di interesse generale, ve ne sono alcune, come il dibattito sugli OGM, rispetto al quale, vi è chi sostiene che, vi sarebbe tra la gente molta più apertura, nel momento in cui venissero poste in luce le specifiche virtù di alcuni ibridi. Ciò lascia presupporre che su questo tema vi sia ormai un elevato livello di conoscenze collettive e che la contrarietà sia frutto di una valutazione ponderata dei 'pro' e dei 'contro'. Se così fosse un più intenso e costante dibattito su basi scientifiche potrebbe aiutarci a capire meglio il punto di vista dei cittadini, il quale è molto importante, considerato che attualmente le politiche sugli OGM che hanno luogo in Italia si basano sui possibili riflessi della loro adozione sul mercato italiano dei prodotti agricoli (di qualità).

Se in uno stato democratico è indubbio il ruolo decisionale della gente, esso è realmente tale se ognuno di noi ha sempre la capacità di effettuare una personale valutazione di ciascuna questione, acquisendo informazioni da fonti scientificamente attendibili.
Per altro verso per mantenere un'adeguata credibilità per chiunque voglia parlare, o scrivere di tematiche di interesse scientifico collettivo, sarebbe utile che il mondo della scienza appaia sempre 'super-partes' e laddove vi siano posizioni specifiche esse vengano sempre esposte come tali.

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Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 31 gennaio 2010


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