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Il sistema agroalimentare lombardo nel censimento agricolo del 1997
(analisi statistiche del PSR 2000-2006)
Il sistema agricolo della montagna e delle zone svantaggiate
In questo territorio è situata il 90% della superficie forestale lombarda e vive il 36,45 della popolazione rurale,
che è costituita in larga parte da conduttori a tempo parziale e loro collaboratori familiari.
La partecipazione dell'agricoltura di questi territori alla formazione del reddito è piuttosto bassa
in percentuale, pur permanendo in queste zone un tessuto sociale marcatamente rurale, ma con scarsa percentuale
di agricoltori professionali.
La maggior parte delle persone impiegate in agricoltura in questi territori è costituita da anziani e da donne e
quest'ultimo dato è considerato positivo positivo in quanto il legislatore regionale lombardo ritiene che le donne
siano maggiormente portate per lo sviluppo dell'attività agrituristica, vera opportunità per lo sviluppo rurale
di questi territori.
Dal punto di vista prettamente economico si evidenzia che in queste zone si trova ben il 40% delle aziende agricole
lombarde, ma solo un migliaio ragiunge il reddito agricolo medio regionale (risultando così "azienda vitale"),
il tutto per un reddito complessivo agricolo pari al 5,5 del RLS agricolo regionale.
Tale RLS ha evidenziato un ridotto tasso di crescita negli anni, con una
forte riduzione del numero di aziende e della superficie complessivamente coltivata (ciò espone il territorio
al rischio delle frane e pone in luce l'importanza di una politica di sviluppo rurale e di misure compensative
che spingano l'agricoltore a rimanere sul territorio anche in presenza di condizioni incui l'agricoltura per se
stessa sarebbe poco remunerativa).
Oltre all'attività forestale, in questi territorio è presente l'allevamento bovino (unica attività produttiva
per ampie fasce del territorio alpino) e ovicaprino (con una percentuale del 52,1% del reddito regionale di tale
comparto) e le produzioni arboree (con una percentuale del 42,4% del reddito regionale di tale comparto) e in quest'ambito,
delle colture arboree, si ha, in particolare, un territorio particolarmente vocato per la frutticoltura nella Valtellina
di Tirano e un territorio a grande sviluppo viticolo nell'Oltrepò Pavese (anch'esso incluso in questa fascia montana povera).
Nella fascia territoriale appena descritta, complessivamente caratterizzata da un economia agricola abbastanza povera,
non mancano però zone "di eccellenza", come la parte più a sud della zona alpina lombarda (prov. di Varese, Como e Lecco),
dove si ha una marcata urbanizzazione ed elevata densità di popolazione (anche maggiore della media regionale)
e ridotta presenza di tessuto rurale, ma proprio per questo si ha presenza, anche, di attività agricole tipiche delle fasce
periurbane, con prevalenza delle produzioni vegetali ed in particolare del florovivaismo.
Nel documento pubblicato dalla Regione nel PSR vengono a questo punto proposte le possibili forme di diversificazione
delle attività agricole che vengono viste come possibilità per un miglioramento, o un integrazione al reddito dell'agricoltore
in questi territori:
L'esposizione di queste possibilità di sviluppo presuppone chiaramente l'intenzione del legislatore
regionale di utilizzare gli incentivi offerti da specifiche misure del PSR per favorire lo sviluppo
di queste zone, attraverso lo sviluppo delle suddette attività.
Ecco alcuni esempi di interventi il cui incentivo è ravvisabile nelle misure del PSR:
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