I ricercatori della Facoltà di Agraria dell'università della Georgia (USA) stanno lavorando per trasformare grasso di pollo in carburante
Articolo realizzato da Stephanie Schupska,
news editor presso l'Università della Georgia (USA)

Invece di petrolio, le industrie che lavorano il pollame potrebbero usare grasso di pollo.
Quel pacco di petti di pollo spellati e disossati, che trovate nei negozi di generi alimentari proviene da volatili completamente coperti di penne. Il grasso che di solito si trova su quei volatili non è gradevole se posto in vendita, ma è comunque un prodotto di valore, secondo quanto riferiscono i ricercatori dell'Università della Georgia.

Penne, grasso, olio ed altri sottoprodotti sono scartati dopo che il pollo è stato lavorato. Gli ingegneri della Facoltà di Agraria dell'Università della Georgia hanno scoperto che il grasso è un eccellente carburante. Dopo che esso è stato raffinato, presso l'impianto di lavorazione del pollame, esso può essere usato per alimentare il fuoco sotto le caldaie usate per riscaldare l'acqua.

'Un trasformatore di pollame potrebbe lavare e ripulire sia i volatili che le apparecchiature con acqua riscaldata da bollitoi alimentati con grasso di rifiuto, recuperato da pollame processato precedentemente durante la stessa giornata', secondo quanto riferisce Brian Kiepper, un ingegnere che opera presso il servizio di assistenza esterna della Facoltà di Agraria dell'Università della Georgia.

Con l'aiuto di parecchi imprenditori del settore della trasformazione del pollame, Kiepper, con altri ingegneri e scienziati studiosi dell'avicoltura preso la Facoltà di Scienze Agrarie ed Ambientali dell'Università della Georgia, ha sviluppato una piccola unità 'auto-contenuta' per l'estrazione e la purificazione a bassa temperatura del grasso, che produce 6 galloni di carburante grasso in una sola volta (1 gallone USA = 3.78litri ).

Come sostiene Kiepper, 'il passaggio successivo è creare una versione in scala reale, che gli impianti di lavorazione possono usare per produrre in modo economico un carburante che 'assomiglia all'olio di semi di mais'.

Nel 2006 in Georgia sono stati macellati 1,3 miliardi di polli, con produzione di 9 miliardi di galloni di grasso altamente concentrato, olio e acque reflue unte. Invece di vendere il grasso di pollo filtrato dalle acque reflue a 3 centesimi la libbra (1 libbra = 453 grammi), l'industria del pollame potrebbe utilizzarlo come combustibile alternativo al petrolio e risparmiare 9 milioni di dollari ogni anno.

Le industrie di trasformazione pagano il petrolio circa 2 dollari al gallone.

Riferisce ancora Kiepper che: ''Oltre a fornire una fonte di combustibile a costo ridotto, questo lavoro potrebbe incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nazionale sostituendo il petrolio straniero con grasso di pollo di produzione interna agli Stati Uniti; ciò crea un vantaggio per le risorse energetiche interne della Georgia e, poiché questo materiale è utilizzato all'interno dell'impianto di produzione, elimina i costi di trasporto'.

Il progetto nacque alcuni anni fa quando gli ingegneri della Facoltà di Agraria dell'Università della Georgia incominciarono a lavorare con l'industria del pollame per aiutare i trasformatori a portare i loro scarichi di acque reflue al di sopra dei parametri definiti dalla normativa ambientale.

Come dice Kiepper : “Si cominciò andando nelle aziende per risolvere problemi ambientali e finì in ricerca applicata”. “La corrente di reflui è un riflesso diretto di quanto sia efficiente il trasformatore di pollame.”

Da quel momento essi cominciarono ad isolare i sottoprodotti. 'Ciò che prima era visto come un rifiuto è adesso un prodotto'. L'intero scopo dell'attività di assistenza esterna è di aprire gli occhi dei nostri clienti al concetto che tutte queste correnti reflue possono divenire redditizie generatrici di profitti.

Articolo pubblicato sul sito internet (->)'Georgia Faces', il 31 gennaio 2008.

Ristampato su Agrolinker, per autorizzazione dell'autrice Stephanie Schupska, news editor presso la Facoltà di Scienze Agrarie ed Ambientali dell'Università della Georgia (USA).
(Reprinted with permission from the author Stephanie Schupska, news editor with the University of Georgia College of Agricultural and Environmental Sciences).

Data di pubblicazione 20 febbraio 2008.