In Australia è allo studio un progetto per la produzione di biogas a partire da scarti di banana
Tra i vari studi che sono in corso per fornire fonti di energia alternative ai combustibili fossili,
a riscontrare il maggiore interesse tra la gente comune sono probabilmente quelle che utilizzano
scarti di produzioni, se non addirittura rifiuti urbani, per ricavare energia, trasformando così
ciò che nel pensiero comune ha una valenza negativa, in qualcosa di estremamente positivo e utile.
In questa direzione uno studio è stato condotto di recente riguardo la possibilità di produrre
biogas, dalla fermentazione anaerobica degli scarti della produzione di banane.
Il biogas è una combinazione di metano ed anidride carbonica e rappresenta il nome con cui ci si
riferisce al combustibile derivato dalla sostanza organica.
L'idea di utilizzare gli scarti di banana è venuta al professore associato Bill Clarke che opera
presso la Divisione di Ingegneria Ambientale dell'Università del Queensland.
Il Queensland è una regione dell'Australia in cui è particolarmente sviluppata la produzione di
banane che come ogni produzione frutticola può avere, in determinate fasi della sua filiera produttiva,
dei notevoli scarti, sia di prodotto sia di componenti vegetali, associati al prodotto nella fase
di distribuzione. Tali scarti sono costituiti dalle porzioni del grappolo e del fusto, oltre
che dalle bucce e dai residui di polpa non commerciabili, residuati dall'attività dell'industria
conserviera. Tutte
queste componenti, possono essere proficuamente utilizzate nella produzione di metano, come ha
appurato il prof. Clarke tra il 2004 ed il 2005, quando ha svolto i suoi studi su questo argomento,
sovvenzionato dal Governo del Queensland (attraverso il Fondo per l'Innovazione nell'Energia
Sostenibile - QSEIF -), dalla Società Ergon Energy e dall'Associazione Australiana dei Produttori
di Banana.
Più recentemente Growcom, una primaria organizzazione orticola, ha trasformato la ricerca del
dottor Clarke in un progetto di scala commerciale in un impianto attivato nel nord del Queensland,
zona dove le banane sono particolarmente abbondanti.
Il dottor Clarke ha svolto presso l'impianto della società Growcom il ruolo di consulente ed ha
fornito progetti e consulenza operativa. Come egli riferisce: “Abbiamo dimostrato nel 2004-2005
che gli scarti di banana ed il materiale residuale dello stelo interno al grappolo sono una buona
fonte di metano” ed inoltre aggiunge che “non vi sono problemi tecnici a produrre il metano dalle
banane, ma affinché il processo sia conveniente abbiamo bisogno di sviluppare un digestore più
semplice e più economico rispetto a quelli che vengono utilizzati in Europa per i rifiuti organici”.
Per quanto sia tecnicamente possibile ricavare metano dalle banane, il processo microbiologico
che si deve sviluppare non è dei più semplici: Il metano è prodotto caricando le banane in un
reattore stagno privo di aria, con un attento controllo del pH e idealmente della temperatura.
L'Associazione Australiana dei Produttori di Banane ha realizzato un reattore pilota
posizionato in uno scavo nel suolo.
Per quanto riguarda la modalità del suo utilizzo, il biogas può essere sia accumulato a moderata pressione,
ad esempio per l'uso come combustibile per i trasporti, che indirizzato ad un motore a gas per
la produzione di elettricità, come si verifica attualmente in Australia in varie discariche.
Fonte:
Università del Queensland - Australia, 14 gennaio 2008.