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Lisciviando la soluzione salina ricompaiono le cariche positive, il gel torna ad espandersi in presenza di
acqua e cambia di nuovo colore.
Come ci segnala sinteticamente lo stesso Edwin Thomas, applicando al gel forze meccaniche, o chimiche è
possibile ottenere risposte realmente grandi, descritte dall'intero spettro luminoso, partenti cioè dai 300
nanometri dell'ultravioletto fino ai 1600 nanometri dell'infrarosso.
I concetti fin qui esplicati sono inoltre sinteticamente espressi, dagli autori di questo studio, sulla base
delle peculiari proprietà chimiche di questo gel dicendo che polimeri 'morbidi' come il '2VP' possono essere
agevolmente gonfiati in presenza di acqua, o vapore ottenendo che riflettano differenti lunghezze d'onda a
seconda di come le loro molecole siano chimicamente modulate.
Per quanto riguarda l'utilizzo pratico di questo nuovo materiale il professor Thomas segnala l'utilità nel
settore della lavorazione degli alimenti per permettere di disporre di una precisa misurazione delle variazioni
di umidità negli impianti di lavorazione delle derrate alimentari.
Il gruppo di ricerca di cui fa parte il dottor Thomas sta proseguendo questo studio per individuare anche un
qualche materiale che modifichi le sue proprietà ottiche in presenza di una differenza di potenziale elettrico,
che in ambito agricolo noi sappiamo potrebbe essere utilizzato per rilevare la variazione di potenziale di
ossidoriduzione del terreno, che evidenzia la maggiore, o minore disponibilità di ossigeno e quindi la solubilità
degli elementi minerali in esso presenti.
Questa ricerca è stata finanziata dall'Agenzia per i Progetti Avanzati di Ricerca della Difesa (Defense Advanced
Research Projects Agency) e dalla Fondazione Nazionale della Scienza (National Science Foundation)
Articolo di
Luca Federico Fianchini, 29 ottobre 2007.
Fonte: Massachusetts Institute of Technology (MIT).
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