Utilizzo di un radar che attraversa il suolo per osservare i processi sotterranei non visibili coinvolgenti l'acqua
Nel numero di febbraio del Giornale della zona vadosa (Vadose Zone Journal), un giornale online
internazionale, pubblicato dalla Società di Scienza del Suolo degli Stati Uniti d'America con la collaborazione
del Società Geologica degli Stati Uniti, alcuni ricercatori presentano applicazioni della tecnologia radar per
esplorare le proprietà ed il movimento dell'acqua nel suolo e nel sottosuolo.
Il numero di febbraio 2008 del Vadose Zone Journal include una sezione speciale che presenta gli avanzamenti
frutto delle recenti ricerche e le applicazioni del GPR in idrogeofisica. Nell'occasione la Società Americana di
Agronomia ha pubblicato un comunicato che tratta le principali caratteristiche di questo metodo di indagine del
suolo, con il contributo del curatore dello speciale pubblicato.
La zona superiore della crosta terrestre tra la superficie e la falda freatica è chiamata zona vadosa.
La zona vadosa media molti dei processi che governano le risorse idriche e la qualità dell'acqua, come la
suddivisione delle precipitazioni tra quota di infiltrazione e di deflusso, ricarico di acqua del terreno,
trasporto di contaminanti, crescita delle piante, evaporazione e scambi di energia tra la superficie della
terra e l'atmosfera. Essa determina anche il sequestro del carbonio organico del suolo ed i feed-backs del
ciclo del carbonio.
La variabilità spaziale e l'inaccessibilità relativa alla zona vadosa rende difficile l'osservazione diretta
degli importanti processi sotterranei. Il convenzionale campionamento del suolo è distruttivo, laborioso,
costoso e può non essere rappresentativo della variabilità attuale nello spazio e nel tempo. In un contesto
in cui lo sviluppo di strategie di gestione ambientale sostenibile ed ottimale è divenuto una priorità,
c'è un forte prerequisito per lo sviluppo di tecniche di caratterizzazione e monitoraggio non invasivo
della zona vadosa.
In particolare approcci integranti il movimento dell'acqua, principi geologici e fisici (chiamati
idrogeofisica) applicati a scale rilevanti sono richiesti per stimare fenomeni dinamici sotterranei e
per sviluppare una sostenibilità, uno sfruttamento e strategie di riparazione ottimali.
Tra le tecniche geofisiche esistenti, la tecnologia del radar penetrante nel suolo (GPR) è di particolare
interesse per fornire immagini sotterranee ad alta risoluzione e specificamente affrontante questioni legate
all'acqua. La tecnologia GPR è basata sula trasmissione e ricezione di onde elettromagnetiche nel suolo, la
cui velocità di propagazione e forza di segnale è determinata dalle proprietà elettromagnetiche del suolo e
dalla distribuzione spaziale. Poichè la permittività elettrica dell'acqua (costante dielettrica) supera
quella degli altri componenti del suolo, la presenza di acqua nel suolo influenza principalmente la propagazione
delle onde GPR. Quindi la permittività dielettrica GPR-derivata è di solito utilizzata come misura sostitutiva
per il contenuto di acqua del suolo.
Nelle area la cui idrologia è caratterizzata dalla presenza di zone non sature e dove sono localizzate risorse
idriche, il GPR è stato utilizzato per identificare la stratificazione del suolo, localizzare la superficie
freatica, seguire il movimento del fronte umido, stimare il contenuto idrico del suolo, assistere
nell'identificazione del parametro idraulico sotto-superficiale, stimare la salinità del suolo e supportare
il monitoraggio dei contaminanti.