L'università olandese di Delft stà testando un mulino a vento per la desalinizzazione
dell'acqua di mare
Il mulino a vento è un elemento del paesaggio in molte zone dell'Olanda in cui la forza del vento è
stata utilizzata, particolarmente in passato, con la funzione di asportare le acque dal suolo, in un
luogo dove la popolazione da sempre lotta con il mare per strappargli le terre da coltivare, per mezzo
di dighe e di successive attività di bonifica delle terre precedentemente sommerse (polder).
In altre zone, mulini a vento di concezione più semplice vengono utilizzati per prelevare acque dalle falde
freatiche, per impiegarle nell'irrigazione delle colture. Più recentemente la forza del vento
è oggetto di particolare interesse per il suo possibile impiego per azionare dispositivi generatori di
energia eolica.
Presso l'Università di Tecnologia di Delft (Olanda) è attualmente allo studio un prototipo molto più simile
ai mulini tradizionali, poichè il suo obbiettivo è di produrre non energia elettrica, ma energia meccanica,
da impiegare per azionare una pompa ad alta pressione, che spinge l'acqua attraverso una membrana, con una
pressione di circa 60 bar. Questa membrana ad osmosi inversa produce acqua fresca direttamente da quella di
mare. Questo mulino a vento è adatto, ad esempio, per essere utilizzato da parte di piccoli villaggi in aree
costiere secche ed isolate.
La combinazione di mulini a vento ed installazioni per la desalinizzazione è già commercialmente disponibile.
Questi mulini a vento producono elettricità dalla forza del vento, l'elettricità è accumulata e successivamente
utilizzata per far funzionare una pompa ad alta pressione, per l'installazione dell'osmosi inversa. L'accumulo
dell'elettricità è però molto costoso, inoltre parte dell'energia sarebbe persa durante la conversione.
Nell'installazione seguita dall'Università di Tecnologia di Deft, la pompa ad alta pressione è invece azionata
direttamente dal potere del vento. L'accumulo di acqua può essere utilizzato per superare periodi di assenza
di vento e, in fin dei conti, è molto più economico che accumulare elettricità.
Il mulino a vento prescelto è normalmente utilizzato per scopi di irrigazione. Questi mulini a vento girano in
modo relativamente lento e sono anche molto robusti. Sulla base della capacità del mulino a vento, al variare
della velocità del vento, si stima che produrrà da 5 a 10 metri cubi di acqua fresca al giorno: abbastanza
acqua potabile per un piccolo villaggio di 500 abitanti. Una riserva di acqua è essenziale per assicurare che
sia disponibile abbastanza acqua per i periodi di assenza di vento che possono durare fino a 5 giorni. Tre meccanismi
di salvaguardia (qualora l'installazione funzionasse in assenza di acqua per un ridotto, o per un elevato
numero di giri) sono inoltre attivati meccanicamente cosicché non sia necessaria elettricità.
Maggiori informazioni su questo progetto sono disponibili sul sito (in inglese)
(->)"Drinking with the wind" dell'Università di Delft (Olanda).
Fonte: Università di Delft (Olanda), 9 febbraio 2008.