Un sistema di comunicazione cellulare permetterà di ridurre l'eccessivo volume idrico richiesto nell'irrigazione dell'erba medica per scorrimento superficiale
Scienziati dell'
Università della California, Davis hanno messo a punto un sistema ad elevato tasso tecnologico (ma contemporaneamente di basso costo), che permette di razionalizzare la gestione dell'acqua, con risparmi che sotto il profilo ambientale significano ridotto dilavamento di nutrienti dai campi e quindi riduzione dell'eutrofizzazione dei fiumi.
L'irrigazione dell'
erba medica, come riferito dalla fonte, viene praticata in California facendo scorrere l'acqua sulla superficie dei campi coltivati e quindi, se somministrata in quantità eccessiva, dilava l'appezzamento portando molti elementi nutritivi negli adiacenti corsi d'acqua.
In California la superficie ad erba medica si estende su 1,1 milioni di ettari ed è la coltura che consuma più acqua (27%) di qui la necessita di mettere a punto adeguate misure correttive, considerando che a sua volta il settore agricolo è, nel suo insieme, quello che utilizza maggiormente questa sempre più preziosa risorsa.
Il sistema di monitoraggio qui oggetto di attenzione è composto di sensori che rilevano la posizione dell'acqua nei diversi punti dell'appezzamento e di un software che predice il suo spostamento in direzione delle estremità del campo. Infine un sistema di comunicazione cellulare invia le informazioni all'irrigatore che blocca, o attiva la distribuzione dell'acqua.
L'impianto è stato testato durante due stagioni al campus dell'Università di Davis ed è risultato possibile, nei campi di prova, azzerare la perdita di acqua eccedente, che normalmente fuoriesce all'estremità della superficie sottoposta ad irrigazione. Al contrario nei campi di controllo (ovvero quelli in cui il sistema di monitoraggio non è stato attivato) sono stati spersi migliaia di litri di acqua. Maggiori dettagli riguardo questo studio sono disponibili sul numero di ottobre-dicembre di 'California Agriculture' (giornale di ricerca agricola 'peer-reviewed' dell'Università della California).
Rajat Saha (file '.pdf') principale autore del lavoro ed assistente ingegnere per 'MBK Engineers' di Sacramento segnala che in condizioni normali l'addetto responsabile di un impianto d'irrigazione, prima di bloccare il flusso dell'acqua deve effettuare numerosi sopralluoghi per poter controllare il fronte idrico di avanzamento che, nel suo umidificare il suolo, procede in direzione dei margini (più bassi) del campo; l'obbiettivo dell'addetto ai controlli è di disattivare l'impianto di irrigazione al momento più adatto, ovvero quando l'acqua ha coperto tutta la superficie irrigabile, evitando quindi il suo sperpero ed il trasporto di elementi nutritivi nel canale scolmatore e da lì nei corsi d'acqua.
Però anche facendo parecchi giri l'incaricato al controllo dell'irrigazione può non riuscire a vedere in modo preciso l'avanzamento del fronte di umidificazione, con il risultato di avere un eccessiva perdita di acqua alle porzioni estreme dell'appezzamento.
Pertanto il dispositivo messo a punto sarebbe, secondo quanto riferisce la fonte, realmente in grado di fornire un monitoraggio complessivo della lama d'acqua, al suo spostarsi sulla superficie dell'appezzamento coltivato.
Interessante pare infine l'aspetto dei costi di un apparecchio che viene indicato entrerà in commercio dall'anno prossimo: Le componenti dell'impianto sono relativamente economiche considerando che i sensori (tre per ogni punti di controllo) costano circa 25 dollari e che il registratore dei dati ed il modem costano rispettivamente circa 500 e 200 dollari e possono essere spostati agevolmente da una locazione all'altra, permettendo in tal modo di ridurre l'investimento di installazione iniziale.
Per quanto riguarda il risparmio di acqua, riferisce il Dott.Saha che, per un uso (tipico in California) di circa 5 cicli di irrigazione a stagione, l'apparecchio consentirà di risparmiare tra 35.000 e 60.000 litri di acqua per acro (1acro=circa 0,4047 ettari; in totale di 86.483-148.257 litri/ettaro).
Fonte/i: Università della California - Davis, 18 ottobre 2011.
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 31 ottobre 2011
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