Sintetizzato un nuovo materiale potenzialmente utile per una precisa misurazione dei parametri chimici del suolo
Un materiale, utile per la realizzazioni di efficienti strumentazioni
di misura, relative a varie grandezza fisiche e chimiche, alcune delle quali di sicuro interesse
anche per il tecnico agricolo operativo in campagna, è stato scoperto da scienziati del MIT
l'Istituto di Tecnologia dell'Università del Massachusetts e ne è stata data notizia il 21
ottobre scorso, dal 'senior-author' del lavoro Edwin Thomas, professore di 'Scienza ed Ingegneria
dei Materiali' presso il Morris Cohen del MIT, nell'edizione online del magazine scientifico
'Nature Materials'.
Il nuovo materiale oggetto di attenzione è un 'gel strutturato' che potrebbe essere
utilizzato per realizzare dei sensori non costosi e veloci, grazie alla sua capacità di modificare,
nel tempo di poche frazioni di secondo, il proprio colore, in presenza di una molteplice varietà
di stimoli esterni.
I gel strutturati si caratterizzano per avere una disegno interno, ad esempio, a strati. Il gel
oggetto di studio da parte dei ricercatori del MIT cambia di spessore in presenza di stimoli esterni
ed a tale variazione corrisponde una modifica del colore in un ambito che comprende l'intero spettro
visibile della luce.
Questo nuovo materiale è stato ottenuto a partire da un sottile film costituito di due strati:
uno 'duro' di polystyrene e l'altro 'morbido' di poly-2-vinyl-pyridina (2VP). Irraggiando questo nuovo
materiale con dei fotoni di luce, la porzione dello spettro luminoso che viene riflessa e quindi la
colorazione assunta dal gel, dipende dallo spessore del gel bi-stratificato e dal suo indice di
rifrazione; tale spessore può essere modificato agendo semplicemente sullo strato di
poly-2-vinyl-pyridina, ad esempio in presenza di stimoli esterni, quali la variazione di temperatura,
umidità, pressione, pH e concentrazione salina. La variazione di lunghezza d'onda della luce riflessa
dal gel ci permetterà quindi di misurare in modo molto preciso l'entità della variazione di ciascuna
grandezza, come ad esempio la concentrazione salina.
Per poter misurare la variazione di spessore del gel in presenza dei detti stimoli esterni bisogna
previamente farlo dilatare fornendo una carica positiva all'anello piridinico di ciascun segmento
costituente la molecola di poly-2-vinyl-pyridina, in tal modo si origina una catena di molecole che
si può espandere, in presenza di acqua, fino a dieci volte il proprio volume, modificando per
conseguenza le proprietà ottiche del gel; tale espansione degli strati di 2VP è indotta dalla
repulsione tra le cariche positive addizionate.
L'aggiunta all'acqua che permea il gel di (ad esempio) una soluzione salina avente elevata
concentrazione determina la saturazione di una quantità più, o meno maggiore delle cariche positive
e quindi le catene di 2VP si contraggono ed il gel precipita in forma di aggregati aventi la forma
di palla, o di stringa e cioè dei blocchi disordinati riflettenti radiazioni di lunghezza d'onda
differente rispetto allo stato 'disteso' e quindi aventi anche diverso colore.
Lisciviando la soluzione salina ricompaiono le cariche positive, il gel torna ad espandersi in presenza di
acqua e cambia di nuovo colore.
Come ci segnala sinteticamente lo stesso Edwin Thomas, applicando al gel forze meccaniche, o chimiche è
possibile ottenere risposte realmente grandi, descritte dall'intero spettro luminoso, partenti cioè dai 300
nanometri dell'ultravioletto fino ai 1600 nanometri dell'infrarosso.
I concetti fin qui esplicati sono inoltre sinteticamente espressi, dagli autori di questo studio, sulla base
delle peculiari proprietà chimiche di questo gel dicendo che polimeri 'morbidi' come il '2VP' possono essere
agevolmente gonfiati in presenza di acqua, o vapore ottenendo che riflettano differenti lunghezze d'onda a
seconda di come le loro molecole siano chimicamente modulate.
Per quanto riguarda l'utilizzo pratico di questo nuovo materiale il professor Thomas segnala l'utilità nel
settore della lavorazione degli alimenti per permettere di disporre di una precisa misurazione delle variazioni
di umidità negli impianti di lavorazione delle derrate alimentari.
Il gruppo di ricerca di cui fa parte il dottor Thomas sta proseguendo questo studio per individuare anche un
qualche materiale che modifichi le sue proprietà ottiche in presenza di una differenza di potenziale elettrico,
che in ambito agricolo noi sappiamo potrebbe essere utilizzato per rilevare la variazione di potenziale di
ossidoriduzione del terreno, che evidenzia la maggiore, o minore disponibilità di ossigeno e quindi la solubilità
degli elementi minerali in esso presenti.
Questa ricerca è stata finanziata dall'Agenzia per i Progetti Avanzati di Ricerca della Difesa (Defense Advanced
Research Projects Agency) e dalla Fondazione Nazionale della Scienza (National Science Foundation)
Collegamenti di approfondimento:
Fonte/i: Massachusetts Institute of Technology (MIT)
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 29 ottobre 2007
I commenti per questo articolo sono stati chiusi.