Raccolta di notizie e documenti di attualità sulla politica agricola internazionale e nel terzomondo:
Sezione del sito internet
dell'
Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) contenente un
approfondimento sulla Corte di appello, un organo del WTO e sul suo meccanismo di funzionamento.
La Corte di Appello del WTO è stata fondata nel 1995 e svolge una fondamentale funzione in questa organizzazione poichè
si rivolgono ad essa gli stati quando vogliono arrivare alla soluzione di qualche vertenza commerciale, con altri paesi,
che non abbia trovato soluzione per le vie ordinarie.
Il WTO, sede a volte di provvedimenti molto impopolari a livello mondiale, avendo l'esigenza di mostrare la
reale trasparenza nella gestione degli atti
ha deciso di rendere pubblici tutti
i documenti della gestione "GATT" (1947-1995), quando cioè l'attuale
WTO (World Trade Organization)
si chiamava "General Agreement on Tariffs and Trade" (GATT) (Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio).
I documenti del WTO, circa 150.000, sono attualmente disponibili sul relativo sito internet, nelle lingue inglese, francese e spagnola.
Recentemente è stato deciso di rendere disponibili anche tutti gli altri documenti (prevalentemente cartacei);
ciò, viene precisato, comporterà un lungo ed impegnativo lavoro di scannerizzazione. Molti documenti sono stati resi disponibili già dal primo giugno 2006
ed in particolare quelli relativi all'"Uruguay Round", altri saranno disponibili dal primo luglio, altri ancora successivamente.
Fonte: comunicato stampa WTO, del 14 maggio 2006.

SOFA 2005 (State of Food and Agriculture) è un documento pubblicato dalla
FAO nel 2005 e
nel quale, come specificato, viene analizzato come il commercio e la sua liberalizzazione influenzano i poveri e coloro che
non hanno sicura disponibilità di alimenti. Questo documento (in arabo, spagnolo, francese e cinese) può essere scaricato in
formato "zip" e ".pdf", dalla pagina cui conduce il primo link di questa recensione.

"Cosa tiene lontano le mele? Saggio su come indirizzare l'integrazione del mercato".
Questo articolo (in inglese) è posto in una sottopagina della sezione agricola del sito internet
"ELDIS - The Gateway to development information", un database internazionale molto ricco di notizie di prima mano sull'agricoltura
nei paesi in via di sviluppo.
Il saggio in questione tratta dei problemi di integrazione del mercato delle mele in India e suggerisce delle soluzioni a questo problema.
In fondo alla pagina in cui viene riassunto questo argomento è presente un collegamento ad un file ".pdf" (posto su un altro sito internet),
nel quale viene dettagliatamente approfondito questo argomento, che per quanto possa sembrare lontano dai nostri orizzonti risulta, a nostro parere,
molto interessante perchè ci apre una finestra sull'interessante mercato delle mele in India.
La produzione delle mele è stata introdotta in India all'inizio del "900 e risulta essere attualmente molto sviluppata nel nord del paese, al punto
che la superficie indiana di mele è la seconda nel mondo.
In India, in base a quanto riportato in questo articolo, il prezzo delle mele è alquanto differente nelle diverse zone del paese: le differenze di prezzo
sarebbero dell'ordine di decine di rupie tra una città e l'altra (l'attuale valore della rupia è 1 Euro = 57.12 Rupie Indiane)(novembre 2005);
inoltre il prezzo delle mele sarebbe 5 volte quello delle banane, probabilmente a causa della loro minore deperibilità.
La causa di questo fenomeno sarebbe insita in molteplici problemi di natura infrastrutturale (mancanza di celle di refrigerazione,
problemi nei trasporti e soprattuto nella scarsa diffusione delle notizie circa il prezzo dei prodotti). La conseguenza più evidente di tutto ciò
è che si determinino, localmente, forti speculazioni, che arrivano ad incidere fino al 50% sul prezzo finale.
Questa situazione ha alimentato un crescente interesse degli importatori stranieri, i quali, in base alle considerazioni dell'autore di
questo articolo, non sarebbero affatto sgraditi, poichè allo stato attuale, l'importazione di mele non pregiudicherebbe gli
interessi dei produttori locali, ma addirittura potrebbe contribuire a riorganizzare il mercato, fortemente frammentato,
specialmente nel sud dell'India.
di Agrolinker