Un'esperta dell'Università di Granada raccomanda di progettare giardini con ridotta presenza di piante allergeniche

Ognuno di noi ha differenti preferenze quanto a giardini, al di là degli stili, vi sono persone che, quando si trovano in un giardino, ne apprezzano maggiormente il silenzio, altri invece preferiscono giardini soleggiati, altri ancora preferiscono giardini vivibili, con molti spazi per socialità; c'è anche chi impegnato nella cura del suo giardino privato cerca soprattutto un giardino che richieda ridotta manutenzioni, ma pochi si soffermano su un problema sociale, che propone alla nostra attenzione Paloma Cariñanos González una ricercatrice del Dipartimento di Botanica dell'Università di Granada, la quale suggerisce che le amministrazioni pubbliche utilizzino, nella realizzazione di qualsiasi area verde, solamente specie vegetali non coinvolte in problemi di allergie da polline, problemi che sono sempre più frequenti in città, particolarmente tra i bambini e la cui causa è accentuata dal fatto che i granelli di polline si legano a sostanze come l'ozono e l'anidride carbonica frequenti nell'aria delle grandi città. Paloma Cariñanos González ha sviluppato durante la sua carriera una particolare competenza in queste tematiche e per questo ci indica che può essere già una parziale soluzione del nostro problema il non utilizzo di specie esotiche, oltre ad alcune nostrane ugualmente responsabili di allergie.
Il ricorso a specie esotiche è poco praticato dai progettisti esperti di giardini in prima istanza perché una specie esotica è di più difficile cura e mantenimento e richiede una specifica competenza a riguardo ed inoltre perché una tale specie introduce in un giardino un elemento di artificialità che stona con la tendenza sempre più diffusa tra i progettisti di realizzare dei giardini paesaggistici, i quali riproducono in scala ridotta un qualche tipo di paesaggio naturale. Per questo motivo la presenza di un progettista di giardini abbastanza preparato ed esperto è già di per se una parziale garanzia di non incorrere in questo tipo di problematiche.
In ogni caso Paloma Cariñanos González ci segnala che le specie maggiormente allergeniche sono il cipresso, i ligustri, i platani, le margherite, le graminacee piumose, utilizzate a scopo ornamentale nei giardini, piante che sarebbero state finora molto utilizzate dalle pubbliche amministrazioni in Spagna, nella realizzazione di zone verdi; ella inoltre ci segnala che non tutti i problemi di allergie dipendono esclusivamente dalla flora posizionata nelle zone a verde, poiché questi fenomeni sono accentuati da quelle condizione meteorologiche, che favorissero la presenza di pollini nell'aria: 'In generale', afferma Paloma Cariñanos González, 'le temperature comprese in primavera tra 20 e 25 gradi ed un'umidità tra il 50% ed il 60% favoriscono l'emissione di polline da parte delle piante' 'e tale fenomeno è accentuato ulteriormente da una moderata velocità del vento.
In conclusione la ricercatrice dell'Università di Granada ci offre una lista di specie alternative da utilizzare per evitare che le piante che decorano i parchi, i giardini dei paesi e le città provochino allergia agli abitanti. Le specie più raccomandabili a tal fine, secondo quanto riferisce Paloma Cariñanos González sono: Le specie fiorifere come la Magnolia grandiflora, Il Celtis australis (bagolaro), lo Schinus molle (Falso pepe), gli Agrumi (aranci e limoni), così come specie aromatiche come lavanda, rosmarino e salvie.

Fonte: Università di Granada (Spagna), 28 ottobre 2008.

Articolo di Luca Federico Fianchini, 13 novembre 2008