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Fruizione del verde urbano ed inquinamento acustico
L'inquinamento acustico rende le città meno vivibili poichè incide negativamente sulla qualità della nostra vita causando
stress psichico e fisico. Più nel dettaglio l'inquinamento acustico può essere causa di ansia ed irritabilità nei bambini
e di depressione negli adulti; inoltre uno studio condotto nel 2001, negli Stati Uniti sostiene che, quando persistente,
può causare gravi affezioni negli anziani, o aggravarle quando preesistenti. Articolo ed illustrazioni di Luca Federico Fianchini - 30 ottobre 2006 I comportamenti ansiosi sono spesso oggetto di studi sociologici poichè sarebbero alla base di molte reazioni di difesa dell'individuo nei confronti dei soggetti estranei e diversi e quindi si può intuire che la vivibilità complessiva delle città e la salubrità dell'ambiente di vita verrebbe ad essere in parte inficiata dall'incremento dei rumori, che indurrebbero indirettamente delle reazioni di difesa e di chiusura del cittadino verso il proprio prossimo. Come pensare quindi che la presenza di rumori possa coesistere, o addirittura essere compatibile con la fruizione degli spazi verdi urbani, che per loro natura si propongono come luoghi di socializzazione e riattivazione delle relazioni sociali? Nei fatti molti giardini si trovano in luoghi delle città dove al fragore dell'acqua delle fontane, al rumore delle foglie mosse dal vento, al canto degli uccelli si sovrappone lo stridio delle ruote del tram sui binari, i suoni dei clacson, il rumore delle accelerazioni delle macchine e tanti rumori che fanno parte delle normali attività di manutenzione dei giardini, o degli intrattenimenti che periodicamente ne accompagnano la fruizione. Per cui si pongono due tipi di problematiche: la qualità della fruizione del verde pubblico da parte degli utenti e la qualità della vita di coloro che vivono a ridosso di questi luoghi di grande aggregazione sociale e ricreazione, entrambe influenzate negativamente dalla presenza di rumori. Come far coesistere e migliorare queste due esigenze? In alcune città per risolvere il problema acustico in prossimità degli spazi verdi ed altri problemi forse più gravi le amministrazioni son ricorse alla chiusura serale, previa recinzione, di alcuni spazi verdi un tempo liberamente fruibili. Ciò è avvenuto ad esempio a Milano con la recinzione del parco di Piazza Vetra a ridosso della basilica di S. Lorenzo e dei giardini del Castello Sforzesco. Il rumore però nelle sue varie forme, dallo schiamazzo alle emissioni musicali di vario tipo, è anche il segno di una città che vive, della presenza di interazioni tra persone; esso stesso può quindi essere piacevole e tenere compagnia, sempre che non prodotto deliberatamente per disturbare e che non si configuri come una costrizione quotidiana. In questo caso gli anziani e i bambini sono i soggetti deboli che risentono maggiormente di queste situazioni dal punto di vista psico-fisico.
Per questo motivo lo strumento ottimale che permette di limitare l'inquinamento acustico si può ritenere sia una
legge che si approcci al problema in modo complessivo, affrontandone i diversi aspetti, con rispetto per tutte le
esigenze coinvolte nel subire e nel produrre, purchè solo involontariamente, i rumori.Lo strumento in questione esiste ed è la Legge Quadro n.447 del 26/10/1995, sull'inquinamento acustico (così come la legge regionale L.R.n.18 del 3/10/2001, che completa la prima nel Lazio), la quale coglie da un lato l'esigenza di tutela di coloro che abitano le zone circostanti il giardino e dall'altro impone misure volte a ridurre le emissioni acustiche. Tali misure possono in una certa misura essere conseguite attraverso migliorie nella progettazione del verde, che si frappone come una barriera anti-acustica nella zona in cui esso è presente. E' quindi opportuno, laddove se ne ravvisasse la necessità, utilizzare appieno le potenzialità offerte dalle strutture vegetali, per rendere realmente confortevole la vita nei quartieri che possono disporre di parchi e giardini. Oltre alla legge quadro ed alle leggi regionali derivate, ne esistono molte altre, che normano una molteplicità di ulteriori situazioni più specifiche (es. rumori per traffico aeroportuale, o ferroviario, di cui si troverà maggiore informazione in corrispondenza del seguente collegamento ipertestuale relativo ad una pagina dedicata alle normative sull'inquinamento acustico della provincia di Cuneo). Il cuore del problema resta però il calare le normative esistenti nella realtà quotidiana, differente nelle diverse zone d'Italia. |
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