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Naturalmente analizzando questa cosa da un punto di vista strettamente produttivo c'è da
auspicare che l'OCM venga presto modificata eliminando queste novità dannose alla viticoltura
italiana, ma questo esempio può servirci in parte per mostrare come la politica agricola incida
anche in tempi brevi sull'estetica del paesaggio e per capire che modificando le politiche
agricole si può riportare la gente nelle zone rurali conseguendo quella multifunzionalità,
che stà perdendo lo smalto e che è essenziale perchè il territorio rurale rimanga socialmente
vivo e idro-geologicamente stabile, grazie alle notevoli attività di manutenzione che l'agricoltore
nei secoli svolgeva (ed in parte ancora svolge) sul paesaggio, in contemporanea all'esercizio
dell'attività agricola e di sfruttamento dei boschi, per produrre quella legna che proprio ora,
anch'essa, sta recuperando importanza come combustibile naturale ed ecologico con la recente
brusca salita del prezzo del petrolio.
In questa attività di tutela dell'ambiente rurale collinare e montano la Comunità Europea ha
investito molte risorse economiche negli anni passati per la creazione, fra gli altri, di
elementi paesaggistici che si erano persi per usura e abbandono e che hanno anche utili funzioni
per l'agricoltura e per la stabilità del suolo e cioè: siepi, filari, fasce boscate, muretti,
aree umide, aree di riproduzione della fauna, boschi cedui ed a fustaia, viabilità forestale,
diversificazione delle colture con incremento delle rotazioni e delle colture intercalari.
Queste misure fornendo un reddito aggiuntivo all'agricoltore mantenevano la presenza umana
anche su territori isolati (è notizia recente che in Italia vi siano 470.000 frane attive
(
(->) 'Rapporto sulle frane 2007 dell'APAT') ed esse sono sicuramente agevolate dall'incuria e
dalla mancanza di regimazione delle acque superficiali, laddove l'agricoltura recede lasciando
spazio ai boschi, o alle costruzioni).
Un'altra recente modifica significativa della Politica Agricola comunitaria, che inciderà
molto sull'aspetto delle nostre campagne è stata lo sblocco della superficie a set-aside per il 2008
(->) (Regolamento CE 1107/2007), per compensare alla scarsità di frumento verificatasi
quest'anno. Questa nuova norma ha ovviamente spinto molte associazioni impegnate nella tutela
dell'ambiente, della biodiversità e del paesaggio a chiedere, il rafforzamento delle sovvenzioni
all'azienda agricola per avere un'effetto di stabilizzazione dei vantaggi prodotti sull'ambiente
rurale dalla politica di sviluppo rurale degli anni scorsi
(->) (un monito in questo senso vi è stato da parte di 'Natural England', il 20 novembre 2007.)
Questi stessi richiami al ruolo ambientale dell'agricoltore si ritrovano nel
(->) rapporto
FAO 'State of Food and Agriculture (SOFA)' per il 2007, recentemente rilasciato e ben
riassunto in questo articolo del 16 novembre 2007, pubblicato sull'
(->) inserto settimanale 'Terra terra' del Manifesto, nella sua sezione dedicata all'agricoltura.
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