Scheda - 4° Convegno Internazionale sui Beni Culturali Territoriali - Pollenza 2008
Articolo di Luca Federico Fianchini
Precedenti edizioni: Urbino (2001), Treja (MC) e di nuovo Urbino.
'Territori contesi: Campi del sapere, identità locali, istituzioni,
progettualità paesaggistica'
Pollenza (MC), 11-13 luglio 2008
Indice dei paragrafi:
- Presentazione del convegno
- Sintesi dei principali interventi utili per gli operatori dell'agricoltura
- Sintesi dei principali interventi di possibile interesse per i tecnici dell'architettura del paesaggio
- Applicazioni GIS e paesaggio
- Il paesaggio rurale del maceratese
- Paesaggio rurale e didattica universitaria e della scuola
- Altri tipi di paesaggio
- Un progetto di corso di laurea interfacoltà in progettazione del paesaggio
- La tavola rotonda: sintesi dei principali interventi e alcune considerazioni sul paesaggio e la politica agraria nelle Marche
Presentazione del convegno:
Tra l'11 ed il 13 luglio si è svolto a Pollenza (MC) il 4° Convegno Internazionale sui Beni
Culturali Territoriali intitolato, in questa edizione: “Territori contesi: Campi del sapere, identità
locali, istituzioni, progettualità paesaggistica”.
Il primo convegno di questa serie si svolse ad Urbino
nel 2001, poi a Treja (MC) e poi di nuovo ad Urbino. Quest'anno l'evento ha avuto luogo a
(->) Pollenza (fonte: Wikipedia) un
antico comune di 6400 abitanti in prossimità del capoluogo Macerata.
Il convegno è stato seguito, durante il suo svolgimento, dallo stesso Sindaco
della cittadina di Pollenza, dottoressa Sabrina Ricciardi (membro della direzione dell'Associazione Italiana Insegnanti
di Geografia, sezione Marche).
L'evento, suddiviso in due sezioni parallele di approfondimento tematico, che hanno avuto luogo nelle
sedi del teatro comunale Giuseppe Verdi e nella sala dei convegni del comune di Pollenza, ha
avuto la forma di un convegno ristretto in ambito universitario con la partecipazione, nella tavola rotonda,
anche di alcuni esponenti politici locali, di funzionari delle amministrazioni, oltre ad alcuni cittadini di
Pollenza ed a qualche studioso interessato a prendere conoscenza del lavoro effettuato da numerosi ricercatori
e gruppi di studio sul paesaggio, facenti riferimento in gran parte ad associazioni di studiosi della
geografia.
La fruizione delle sezioni di approfondimento è avvenuta in modo ottimale, nonostante le giornate afose, essendo la platea
di utenti del convegno giunti sul luogo perfettamente commisurata alle strutture poste a disposizione dal comune di
Pollenza (la sala convegni comunale ed il teatro cittadino Giuseppe Verdi).
In definitiva si può dire che il convegno possa essere perfettamente riuscito nell'intento di proporre delle diverse
sensibilità ed esperienze nell'ambito degli studi paesaggistici, ispirandosi direttamente alle nuove concezioni
derivanti dalla
(->) Convenzione Europea sul Paesaggio.
I principali interventi utili per gli operatori dell'agricoltura
Gli strumenti per una buona politica di sviluppo rurale sappiamo che ci sono e sono stati ben presentati in questo
convegno nei seguenti interventi:
(1) La tutela del paesaggio nella programmazione comunitaria della Regione Marche per il periodo 2007-2013
Francesco Buoncompagni (Esperto task force ambiente e fondi strutturali Ministero Ambiente e dottore di ricerca
presso l'Istituto di Geografia dell'Università di Urbino), ha trattato nel suo intervento, con chiarezza ed efficacia,
la tutela del paesaggio nella programmazione comunitaria della Regione Marche per il periodo 2007-2013. In particolare egli
si è soffermato sui Fondi Strutturali, i quali sono distribuiti attraverso il POR (fondo FESR) ed il PSR (fondo FEASR), indicando
le relative dotazioni economiche e settori sovvenzionati da ciascun asse, con particolare riferimento al paesaggio
(asse 5 del POR: valorizzazione dei territori, con il 16% delle risorse; asse 3 del PSR per le infrastrutture rurali;
asse 4 del PSR: per la iniziativa Leader + e le sovvenzioni ai GAL) e l'ambiente (asse 3 del POR: efficienza energetica
e rinnovabili, con il 14% delle risorse economiche disponibili ed asse 2 del PSR con le misure agro-ambientali) ed
infine l'asse 6 del POR per l'assistenza tecnica degli altri assi e l'asse 1 del PSR, comprendente le sovvenzioni strutturali
per le aziende agricole, che permettono loro di fare investimenti strutturali adeguati e migliorare le loro condizioni
di sussistenza.
(2) Gestione del paesaggio e politica agraria: il caso delle Marche
(2) Un altro intervento che ha trattato temi di interesse per i tecnici del settore agricolo è frutto di un lavoro
realizzato da
(->) Elena Viganò,
Laura Viganò (ricercatrice dell'INEA presso l'Università di Urbino), Lucia Falcioni,
(->) Gervasio Antonelli.
In questa relazione, esposta dalla dottoressa Viganò, è stato trattato in particolare dell'avanzamento (spontaneo) del bosco
nei territori rurali.
In tale ambito è stato sottolineato che quella visione di ispirazione ambientalista che considera utile l'espansione incontrollata del
bosco è sbagliata, poiché l'espansione del bosco è innanzitutto segno dell'abbandono dell'attività agricola, molto marcato tra il 1992
ed il 2002.
L'incremento del bosco, in parte ottenuto anche grazie alle misure di imboschimento previste dal Piano di Sviluppo
Rurale (PSR), interessa nella sua componente di imboschimento spontaneo una superficie pari a quella dell'imboschimento
artificiale di terreni agricoli in particolare nelle zone di alta montagna. L'impatto dell'avanzamento del bosco è sia
ambientale, che sociale, che economico e comunque crea come conseguenza l'uniformazione e la banalizzazione del paesaggio.
L'approccio a questo incremento della superficie boscata può essere duplice: critico, o non-curante; sulla base di questo
metodo di valutazione i relatori hanno poi analizzato le misure agroambientali del PSR marchigiano, ne hanno valutato la coerenza
con gli obbiettivi comunitari e con il Piano Strategico Nazionale (PSN) ed hanno infine rilevato la utile prevalenza di un
approccio critico, ma altresì evidenziato anche che il problema dell'avanzamento dei boschi non sarebbe stato affrontato in modo
integrato tra le diverse misure del PSR. In tal senso è stato evidenziato che nel PSR della regione Marche siano state
poco sovvenzionate le misure dell'asse 3, che prevedono sovvenzioni per le infrastrutture rurali.
Nella sezione di approfondimento tematico intitolata 'Paesaggi della ruralità tra passato presente',
condotta dal
(->) Prof. Silvino Salgaro, docente ordinario di Discipline Storiche, Artistiche, Archeologiche e Geografiche presso
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Verona, si segnalano i seguenti interventi:
Quello dello stesso Prof. Salgaro, che ha presentato una relazione intitolata:
(3) 'I paesaggi dell'obsolescenza: le risorgive',
che ha trasmesso ai presenti le conoscenze alla base del fenomeno delle risorgive, caratteristiche dei paesaggi rurali
e montani del nord Italia.
Durante il suo intervento egli ha soprattutto focalizzato l'attenzione sulla necessità di realizzare uno sviluppo territoriale,
che non museifichi il paesaggio, ma che contemporaneamente permetta che ogni territorio, pur ospitando attività in competizione con
altre economie, mantenga le sue caratteristiche tipiche. Egli, infatti, ha osservato che, mentre il paesaggio industriale si può
recuperare, la trasformazione del paesaggio rurale, quando si verifica, diviene definitiva; ha quindi auspicato una maggiore tutela del
paesaggio rurale.
In tale direzione il Prof. Salgaro ha segnalato l'importanza di ben comprendere il 'Genius Loci' ed in particolare il valore
ambientale e culturale dei luoghi nella pianificazione paesaggistica.
- Altro intervento di interesse agrario è stato quello intitolato: 'Il ruolo dei consorzi di bonifica nella valorizzazione
del territorio: nuovi strumenti per apprezzare il paesaggio, relazione esposta da Raffaela Gabriella Rizzo dell'Università di
Trieste.
Temi di interesse dell'agricoltura e del turismo rurale e agriturismo sono stati infine trattati durante alcuni
interventi nella sezione 'Paesaggi delle reti turistiche: Banalizzazione, o valorizzazione', in cui, in due diverse relazioni è stato
trattato l'argomento del turismo rurale in Abruzzo e sono state poste in luce alcune iniziative di sviluppo locale
interessanti anche il settore dell'agriturismo e dei prodotti tipici.
I principali interventi di interesse degli studi sul paesaggio
(1) Applicazioni software GIS open-source per la gestione di geodati sul paesaggio marchigiano
Un intervento di matrice più tecnica è stato condotto, durante la prima sezione del convegno, da alcuni
ricercatori dell'Università di Camerino:
(->) Elena Ippoliti,
responsabile scientifico del dipartimento interfacoltà 'ProCAm' dell'Università di Camerino (->),
(->) Mariateresa Cusanno (file '.pdf') e
(->)Daniele Rossi, che hanno trattato la relazione 'Mappe, modelli e tecnologie innovative per conoscere, valorizzare e
condividere il patrimonio urbano. I geodati: interoperabilità e diffusione online'.
In questo intervento essi hanno informato i presenti circa la loro attività di sperimentazione di mappe
georeferenziate in 3D, con interrogazione di modelli tridimensionali, creazione di modelli di spazi urbani per
il GIS e sviluppo di applicazioni per migliorare l'efficienza informativa, l'accessibilità e la condivisibilità dei GIS.
Essi hanno fatto uso, nella loro attività, di applicazioni GIS utilizzanti alcuni software 'open-source'
e 'proprietari', tra cui in particolare GRASS e QGIS, con supporto di database PostgreSQL e Post Gis ed interfacciate,
per una fruizione via web dei dati, per mezzo di software 'Web–Gis', 'Map server' e '2,5 d Map'. L'utilizzo del QGIS
associato a GRASS è stato realizzato in particolare per semplificare l'approccio a quest'ultimo nei casi in cui si poteva
avere difficoltà nell'utilizzare la sua più complessa interfaccia utente. I tre ricercatori che hanno svolto questo studio hanno
operato su situazioni pratiche di interesse locale delle Marche; in tale ambito essi hanno evidenziato il problema, nella
gestione dei geodati, della differenza di formati e scale adottati da differenti pubbliche amministrazioni, che ha
reso complesso il loro utilizzo. Sono state inoltre descritte, durante questa relazione, le utili iniziative in favore
dell'OPEN source ed in particolare il
portale del CNIPA ('Osservatorio Open-source') e la istituzione nel 2007, ad opera del Ministro per le Innovazioni e
le Riforme nella Pubblica Amministrazione del Governo italiano, Luigi Nicolais, della
(->) Commissione Open Source.
Interessanti sono stati alcuni spunti che hanno permesso di meglio conoscere
il paesaggio rurale marchigiano, uno tra i più apprezzati d'Italia e di promuoverlo all'attenzione degli studiosi convenuti.
(2) 'L'itinerario degli affreschi devozionali mariani tra San Severino, la villa delle Cagnore,
il castello di Aliforni e Valdiola'
In questo intervento è stata esposta la relazione dell'architetto libero professionista Luca Maria Cristini,
storico dell'architettura, che ha trattato con il supporto di immagini, la storia ed il significato simbolico delle edicole
sacre, che adornano le campagne del maceratese e contribuiscono, con le antiche querce ed i
residui elementi delle strutture agricole rurali e fondiarie, a trasmettere al paesaggio quella immagine di antichità,
che è stata anche trattata dall'intervento di Antonella Cesaroni, architetto libero professionista, che ha esposto
la 'Metodologia per una conservazione e valorizzazione delle tipologie architettoniche del paesaggio sacro delle
Marche – primo ventennio del ventesimo secolo – il caso del Santuario del SS. Crocifisso in Treja (MC), tra esigenze
sacre e nuove tecnologie'.
Un gruppo di interventi ha riguardato i 'paesaggi nella didattica universitaria
e della scuola'; in questo ambito vi sono state in particolare due relazioni particolarmente interessanti, la prima di esse era intitolata:
(1) 'Istantanee maceratesi: dall'autoritratto al paesaggio interculturale',
L'attività derivata dal progetto è consistita, come riferito, in un percorso di ricerca che si è valso della collaborazione
dei parenti anziani degli studenti, che hanno fornito loro elementi per un lavoro documentale scolastico sul paesaggio
agrario della provincia di Macerata, volto a descriverne l'evoluzione e le modificazioni negli ultimi 60 anni.
Il lavoro sul paesaggio agrario realizzato è stato dedicato a
(->) Ghino Valenti
(-> Un profilo di questo studioso), un personaggio storico dell'agricoltura maceratese, già insegnante alla
Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, che svolse, nella seconda metà dell'ottocento, un'indagine sul
territorio agricolo maceratese.
Un secondo intervento sul paesaggio e la sua didattica è stato quello della Dott.ssa
(->) Susanna Cancelli, che ha esposto
i risultati di un lavoro svolto con il Dottor Montanari dell'Università Cattolica di Milano, intitolato:
'I sentieri del viandante nel territorio bresciano':
Durante questo intervento la relatrice si è soffermata su alcuni aspetti della pedagogia applicata alla didattica
scolastica, nell'insegnamento del paesaggio.
Nel lavoro esposto, tali metodologie sono state applicate con riferimento all'apprendimento degli elementi
storici delle edicole sacre, intuibili attraverso un rapido approccio visivo. Le edicole sacre sono localizzate
in luoghi particolari aventi, per il viandante, uno specifico significato simbolico.
Successivamente, come riferito, il metodo didattico applicato prevede l'effettuazione di verifiche riguardanti
la memorizzazione dei concetti insegnati.
L'obbiettivo dichiarato di questo metodo di insegnamento è far sì che gli studenti di scuola elementare
sviluppino, durante gite all'aria aperta, una maggiore sensibilità sensoriale nel rilevare automaticamente gli
elementi caratteristici del paesaggio, particolarmente quelli relativi alle sue componenti di interesse sociale,
predisponendo così i bambini all'analisi paesaggistica.
Non bisogna però dimenticare il titolo di questo convegno e cioè 'Convegno Internazionale sui
Beni Culturali Territoriali'. Questo titolo richiama la nostra attenzione sul fatto che oggetto di interesse era
l'ambito molto più ampio di iniziative portate avanti a livello locale da amministrazioni ed università italiane
e straniere nella tutela del paesaggio, inteso in senso lato così come descritto nella
Convenzione
Europea sul Paesaggio.
Considerando il termine 'paesaggio' in senso più ampio si riportano ora le seguenti relazioni riguardanti
alcuni specifici tipi di paesaggio, differenti da quello rurale:
(1) 'Le tonnare: Architettura del paesaggio tra mare e terra'
Il recupero delle tonnare edifici storici del lungomare di Palermo è descritto in modo chiaro e brillante
da una giovane dottoressa siciliana, che ha esposto la relazione intitolata 'Le tonnare: architettura del paesaggio
tra mare e terra', in cui ha portato ai nostri occhi un paesaggio costiero, di mare, ma pur sempre paesaggio, secondo le
più recenti visioni in materia, poichè legato alle attività produttive locali e parte della memoria storica di popolazioni,
che vivono in questi luoghi e che non possono che gradire il ripristino di strutture dismesse da lungo tempo,
ma che sono parte del luogo in cui trascorrono le loro giornate. La Convenzione Europea del Paesaggio indica
infatti, all'articolo 2, che essa si applica anche ai paesaggi terrestri, le acque interne e marine e concerne sia i
paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia i paesaggi della vita quotidiana, sia i paesaggi degradati.
(2) 'Dai mulini a vento ai generatori eolici: una trasformazione del paesaggio spagnolo'
(2)Il passaggio dai mulini a venti ai generatori eolici nel paesaggio spagnolo, è un argomento che è stato oggetto di
relazione nella prima giornata del convegno, condotta dal
(->) Prof. Paolo Rovati professore associato presso l'Università di Macerata.
(3) 'Beni culturali e paesaggi del conflitto'
(3)Un altro intervento significativo per ben comprendere il concetto ampio di paesaggio previsto nella nuova accezione
derivata dalla Convenzione Europea sul Paesaggio è la relazione della
Prof.ssa Maria Clotilde Giuliani Balestrino, Professore Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Genova, che era parte di una sezione di approfondimento dedicata ai paesaggi delle
zone in guerra, in conflitto ed in espansione demografica.
Nel suo intervento la Prof.ssa Balestrino si è soffermata, con supporto di diapositive, ad illustrare alcuni
paesaggi significativi per aspetti storici e drammatici di livello collettivo: i paesaggi del conflitto, della
discriminazione (es. i lager nazisti, i ghetti nel Sud Africa dell'Apartheid e del post - Apartheid, il paesaggio
del muro di Berlino), ed i paesaggi della guerra.
Un altro intervento che era stato inserito nella sezione paesaggi della
didattica universitaria e della scuola e che qui è stato segnalato alla fine, dato il particolare argomento trattato, è
l'intervento dell'Architetto
(->)Andrea Pochini, libero professionista e professore a contratto presso l'Università degli Studi di Perugia,
che ha riferito riguardo un progetto di corso di laurea inter-facoltà in progettazione del paesaggio, durante la relazione
intitolata:
(5) 'Paesaggio e formazione universitaria: sfida ed opportunità'
Nel suo intervento l'Architetto Andrea Pochini ha dettagliatamente spiegato un progetto di adeguamento, ai requisiti richiesti dal Decreto 270
del 2004, del Corso di Laurea in Paesaggismo, attivo presso l'Università di Perugia e noto come
(->)'Gestione Tecnica del Paesaggio' (GTP).
Ciò che egli ha riferito in questo intervento sarebbe finalizzato a cogliere le opportunità offerte dal nuovo decreto
(non ancora appplicativo), offrendo da un lato le professionalità richieste dalla Società e dall'altro soddisfacendo
i requisiti necessari.
Il corso 'Gestione Tecnica del Paesaggio' si era avvalso finora di
(->)Settori Scientifici Disciplinari (SSD) ricompresi nelle seguenti Facoltà:
Agraria, Architettura, Lettere, Giurisprudenza e Medicina, sotto la direzione della Facoltà di Agraria; egli però
riferisce che attualmente le Facoltà di Agraria non avrebbero, nell'ottica
del decreto 270, adeguati Settori Scientifici Disciplinari (SSD) per organizzare un corso così interdisciplinare come è
stato finora il GTP.
Per questo motivo secondo l'Architetto Pochini sarebbe necessario che corsi come il GTP divengano
'corsi interfacoltà', cosicché possano garantire gli insegnamenti necessari e contemporaneamente l'inter-disciplinarietà ed integrazione
delle conoscenze tipica delle nuove professioni, come quella di paesaggista, attraverso la collaborazione di Settori Scientifici
Disciplinari attivi in differenti Facoltà.
Il percorso formativo corrispondente al GTP, a livello nazionale, sarebbe riconducibile, secondo quanto riferito,
nell'ambito della classe di laurea 21 (Scienza della Pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale)
e permetterebbe di formare una figura professionale in grado di scegliere successivi percorsi formativi
di secondo livello, dopo un percorso triennale coinvolgente Settori Scientifici Disciplinari facenti riferimento alle Facoltà di
Agraria, Architettura, Economia, Ingegneria e Sociologia.
La tavola rotonda: sintesi dei principali interventi e alcune considerazioni su paesaggio
e politica agraria (per l'elenco dei partecipanti alla tavola rotonda, vedere in fondo a questa pagina)
La tavola rotonda, ha avuto luogo, presso il teatro comunale 'Giuseppe Verdi' di Pollenza, durante il secondo
giorno di convegno (sabato 12 luglio 2008) ed ha visto la partecipazione di alcuni docenti universitari, funzionari ed
assessori della amministrazioni locali marchigiane.
Gli argomenti trattati nella tavola rotonda sono stati usati qui anche come spunto per proporre alcune riflessioni.
Inoltre l'Architetto Sargolini ha sostenuto l'importanza, a conclusione della tavola rotonda, di cominciare a pensare
il paesaggio nella forma di unità di paesaggio, non semplicemente estetiche, ma come sintesi di aspetti produttivi,
ambientali, estetici, ecc. .
Nel complesso degli interventi molti gli spunti emersi nel dibattito, di cui di seguito si prova a fare
una sintesi complessiva ed organica, con alcune annotazioni e delle considerazioni finali
Ciò che comunque è necessario evidenziare è che purtroppo, analizzando il complesso degli interventi che hanno
avuto luogo durante la tavola rotonda, il tema del paesaggio agrario è stato solo sfiorato; ciò forse si è verificato
a causa del molto vasto ambito culturale e quindi della notevole quantità di temi di interesse
generale sul paesaggio che erano al centro della discussione.
Questa incompleta lettura del paesaggio marchigiano è stata forse avviata nel momento in cui gli agricoltori sono
stati presentati, in qualche intervento, più come non propensi a capire l'importanza del vincolo paesaggistico, a tutela della
bellezza del paesaggio (che impone loro di fare attenzione, ad esempio, ai colori usati per le opere realizzate, particolarmente
muretti e recinzioni), che come elementi centrali di una politica di sviluppo rurale che da anni in Europa li rende sì
responsabili, ma anche protagonisti della tutela del paesaggio e quindi anche dei suoi aspetti estetici. Per incentivare
questa azione di tutela è noto essi possono accedere anche a delle sovvenzioni della Comunità Europea.
Purtroppo non essendo stata offerta la possibilità di effettuare domande ai partecipanti alla tavola rotonda non è
stato possibile neanche cercare di capire perché nel territorio maceratese, parlando con gli agricoltori, si abbia l'impressione
che vi sia una scarsa informazione riguardo le sovvenzioni a loro disposizione e le norme di loro immediato interesse
(es. psr, agriturismo, smaltimento reflui, iap), particolarmente considerando che l'attività produttiva agricola è
quella che più 'dipinge' il territorio collinare marchigiano e, grazie alla differenziazione e rotazione delle colture,
in appezzamenti non molto grandi, si manifesta nella forma di un mosaico di colori, che sono una componente estetica
importante, utile da trasmettere nella promozione del turismo rurale.
Seppur i dati statistici dell'agricoltura marchigiana non siano particolarmente rilevanti rispetto alla media nazionale,
per la presenza di una SAU media regionale molto ridotta (SAU=superficie agricola utilizzata in ciascun azienda)
(grafico 1; fonte: censimento ISTAT 2001, per le Marche) ed un calo del 23%, in prov. di Macerata, del numero totale di
aziende tra il 1990 ed il 2000 (dati 5° censimento ISTAT), non si può non notare che la ridotta dimensione aziendale
è il principale fattore che rende più variegato il paesaggio collinare marchigiano; ciò dovrebbe incentivare a fornire
maggiori informazioni sul territorio alle aziende agricole, probabilmente non informatizzate, riguardo ad esempio le sovvenzioni
offerte loro dalla Comunità Europea. Un incremento dell'abbandono dell'attività agricola da parte di altre piccole
aziende, se in alcuni casi aumenterebbe la dimensione aziendale media, creerebbe però un paesaggio locale più omogeneo e
meno caratteristico.
Grafico 1: Distribuzione % delle aziende, della SAU, delle giornate di lavoro per manodopera extra-familiare,
in differenti classi dimensionali di aziende agricole, nelle Marche, nell'anno 2000 (Fonte: Censimento ISTAT del 2000)
Inoltre come un assessore provinciale ha fatto notare, nel maceratese il bosco è in espansione disordinata e questo
fatto, sintomo dell'abbandono dell'attività agricola (come evidenziato anche durante una relazione del convegno), non è
un aspetto positivo per il paesaggio ed inoltre favorisce gli incendi boschivi e la proliferazione dei cinghiali,
i quali rendono sempre più precaria la realizzazione di una redditizia agricoltura.
Infine il territorio abbandonato è più soggetto a frane (in prov. di Macerata si
trovano 6585 frane poligonali e 1824 aree soggette a frana, per una superficie franosa totale di 420,95 Kmq; dati
indagine frane APAT 2007), anche se và notato che, tra gli utilizzi del suolo, quello agricolo è tra i più suscettibili
a frane, se le operazioni colturali non sono gestite in modo ottimale(grafico 2; fonte: rapporto frane APAT 2007).
Per questo altro aspetto della cura del paesaggio, su cui sarebbe stato interessante ricevere informazioni, è l'ambito
dei cantieri di ingegneria naturalistica attivi e la cui conoscenza ha
un ruolo fondamentale nel comunicare agli abitanti di questa regione che vi sono degli strumenti per salvaguardare la
bellezza del paesaggio, anche laddove la necessaria creazione di infrastrutture lo deturpa in modo piuttosto grave (ad.
es. nell'alto maceratese sono in corso sbancamenti per la realizzazione dell'ultimo tratto della superstrada della Val
di Chienti).
Grafico 2: Indice di franosità % in corrispondenza di differenti possibili usi del suolo (Fonte: APAT -
Rapporto frane 2007, per le Marche)
La responsabilità degli agricoltori di cui si parlava nel dibattito è stata in parte ridotta da chi ha parlato di
complessità del sistema normativo e lagnanze degli urbanisti circa la scarsa abilità del legislatore nel predisporre
strumenti idonei ad un'agevole progettazione e mantenimento del paesaggio; a questa presunta scarsa abilità del legislatore
è stata poi attribuita la responsabilità del fatto che le leggi urbanistiche sarebbero spesso disattese.
In effetti viene spontaneo domandarsi cosa possa pensare l'agricoltore quando, dovendo curare con attenzione insignificanti
dettagli estetici nella sua azienda, veda sorgere vicino ad essa, ad esempio, un grosso impianto fotovoltaico, od un'attività
commerciale, o un capannone industriale, magari in aperta campagna.
Si propone quindi come naturale la necessità di auspicare un utilizzo equilibrato della normativa a tutela dell'estetica
del paesaggio (
->Codice Urbani,
dei beni culturali e del paesaggio) e verificare la coerenza tra gli strumenti
normativi approntati dagli enti locali e gli obbiettivi più generali di tutela del paesaggio.
Infatti il paesaggio, come ha sottolineato l'Assessora alla Cultura di Ascoli Piceno Olimpia Gobbi, non può essere
tutelato solo nelle aree protette (ndr.
Parco dei Sibillini).
Molto apprezzata dalla platea è stata la proposta di fornire agli agricoltori una maggiore informazione circa l'importanza
del vincolo paesaggistico, per mezzo delle figure professionali che più naturalmente sarebbero vocate ad un contatto
professionale con gli agricoltori sul territorio marchigiano: i geometri.
L'informazione è certamente un cardine nella comunicazione delle politiche sul territorio, essa necessita però di essere
sempre coerente, altrimenti il messaggio ricevuto può avere un risultato opposto, per questo motivo forse una comunicazione
efficace dovrebbe avvenire attraverso la realizzazione di campagne mediatiche locali, rivolte a tutti gli agricoltori e non solo
a quella parte di essi che è utente di servizi professionali, al fine di incentivare la ripresa di
un'agricoltura, anche part-time, che può integrare il reddito precario di tante famiglie e recuperare così una cultura
della tutela di un territorio fondiario molto frammentato e spopolatosi, particolarmente dopo il terremoto del 1997.
In merito agli impianti agro-zootecnici in uno degli interventi è stato auspicato un maggior recupero, da parte degli
agricoltori, di edifici agricoli esistenti, rispetto alla creazione di nuove strutture, che possono avere un maggiore
impatto sul paesaggio. In questo senso non si può però non considerare che laddove vi fossero grandi impianti zootecnici
siano comunque necessarie delle strutture moderne in grado in particolare di soddisfare i requisiti sul benessere degli animali e
parallelamente è necessario evidenziare che nel nuovo PSR marchigiano mentre vi sono misure di sovvenzione delle nuove strutture
agricole (Asse1), i fondi per le infrastrutture rurali (Asse3), tra cui il ripristino del patrimonio edilizio esistente, sarebbero
più ridotti, come segnalato in una delle relazioni condotte durante il convegno.
Per aumentare la sensibilità complessiva della gente verso l'importanza di tutelare la bellezza del paesaggio, l'Assessora
alla Cultura di Ascoli Piceno ha segnalato di essersi fatta promotrice, nella sua provincia, del festival “Saggi Paesaggi” che
coinvolgendo artisti di vari ambiti culturali cerca, attraverso di essi, di far giungere alla popolazione un messaggio
più comprensibile e diretto riguardo l'importanza della tutela del paesaggio. I risultati sono attualmente in corso di
verifica, per mezzo di un meccanismo a 'feedback', ovvero direttamente mirato ad interpellare la gente su quanto il messaggio
sia stato recepito.
Per questo è necessario, come sottolineato anche in altri interventi, che vi sia una notevole coscienza collettiva sul valore
di questo bene affinchè possa essere realmente tutelato, mentre non si può tutelare un paesaggio se non vi è una specifica
sensibilità della gente a riguardo, come ha anche segnalato l'Architetto Minetti, dell'Assessorato
all'Ambiente della Regione Marche, nella conclusione del suo intervento. Questa coscienza pare, secondo statistiche diffuse
durante il convegno, che nelle Marche raggiunga il 72% nella popolazione dei piccoli centri urbani.
L'Assessora alla Cultura di Ascoli Piceno ha infine sottolineato l'importanza di coinvolgere la gente nella 'Governance', ovvero
nella fase decisionale della progettazione del paesaggio. Questo è infatti uno degli elementi fondanti della Convenzione
Europea del Paesaggio, su cui si baserà il nuovo piano paesistico regionale delle Marche; la Convenzione prevede infatti
un ruolo attivo delle popolazioni nella progettazione delle opere che interessino i territori in cui vivono.
L'aspetto della 'Governance' nella progettazione del paesaggio è stato approfondito anche nell'intervento del Prof. Paolo
Doccioli, docente di Geografia Economica presso l'Università di Firenze, che in particolare ha sottolineato l'importanza
di una 'Governance' che non agisca solo sull'ambito estetico, nel progettare il paesaggio.
In ambito politico si può sottolineare l'intervento dell'Assessore alla Protezione civile, Patrimonio e Polizia Provinciale
di Macerata Giorgio Canella, che ha sinteticamente riassunto le competenze della provincia il cui esercizio interviene
sull'estetica del paesaggio ed in particolare i vari strumenti pianificatori, costantemente aggiornati, che forniscono una
grande quantità di dati sulle caratteristiche dell'intero territorio maceratese
(-> Piano Territoriale di Coordinamento
della provincia di Macerata).
Seppure la Convenzione Europea del Paesaggio tuteli qualsiasi paesaggio, è utile notare che il paesaggio tradizionale del
maceratese, possibile veicolo di turismo rurale, è prevalentemente un paesaggio agricolo e boschivo, decorato dalla presenza
di edifici sacri e castelli anche antichi, ma, salvo poche eccezioni questo paesaggio, a differenza di quello di regioni
adiacenti come la Toscana o l'Umbria è, per ragioni di maggior isolamento geografico, più parte della storia e della cultura
popolare agricola locale, che della storia nazionale italiana. Per questo, si conferma la necessità di pensare ad una maggiore
tutela del paesaggio (agrario) incentivando maggiormente le attività agricole e ottenendo per conseguenza la utile permanenza
umana, nelle zone marginali alto-collinari.
Questo paesaggio del maceratese ancora sussistente, ma a rischio di estinzione, pare stia anche richiamando molti turisti
inglesi ed, in effetti, se diamo uno sguardo ad un documentario sulla campagna inglese, o alla qualità informativa sulle
politiche agrarie dei comunicati di importanti associazioni ambientaliste inglesi come 'Natural England'
(
-> un articolo esemplificativo)
possiamo renderci conto che in Gran Bretagna vi sia una maggiore coscienza, particolarmente in questi
ambienti, del ruolo che possono svolgere gli agricoltori nella tutela del paesaggio. Forse questi turisti inglesi stanno
cercando nel maceratese un'immagine della campagna non molto distante da quella in cui sono cresciuti loro, od i loro
genitori. Questa immagine della campagna marchigiana in prospettiva rischia di cambiare completamente nei prossimi anni
per lasciare spazio ad un contesto selvatico, parzialmente urbanizzato, non molto diverso da quello di altri luoghi, in
cui la popolazione, non più agricola, nega tale origine e perde la sensibilità verso la bellezza del territorio rurale
tradizionale.
Una proposta, che non è certamente la soluzione, ma che potrebbe essere di aiuto, è quella di inserire e far interagire,
nelle commissioni consultive per la pianificazione di territori, come quello marchigiano, che sono ancora prevalentemente
agricoli, un maggior numero di professionisti di formazione agraria, oltre a sociologi e divulgatori agrari ed esperti in
comunicazione, aventi anche una buona conoscenza delle realtà locali.
Altri interventi, oltre a quelli descritti, apparivano interessanti nel loro titolo, ma purtroppo alcuni iscritti a
parlare non si sono presentati mettendo in parziale ombra un convegno che comunque ha offerto interessanti spunti, mostrando
come gli studi paesaggistici siano molto più interdisciplinari di quanto comunemente si creda e lascino quindi spazio alle
più variegate sensibilità in grado di interpretare e tutelare quegli elementi del paesaggio che molti di noi, invece, colgono solo a livello
complessivo nella sua bellezza estetica.
Links di approfondimento sui agricoltura e paesaggio nelle Marche:
--> NOTE:
Le considerazioni riportate in questo articolo sono frutto di un'autonoma valutazione di circostanze e contenuti,
operata dall'autore.
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pensieri/lavori (cosa possibile nel caso di report di convegni), essi possono effettuare una segnalazione alla
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Si segnala che non è però prevista la possibilità di aggiungere parti delle relazioni, non riportate
dall'autore dell'articolo, se non per completare il senso di ciò che fosse eventualmente necessario modificare.
Partecipanti alla tavola rotonda di sabato 12 luglio 2008:
- L'Architetto Claudio Agostinelli, responsabile del settore urbanistica dei comuni di Pollenza e Montefano.
- L'Architetto Piergiorgio Bellagamba della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno.
- Prof. Paolo Doccioli, docente di geografia economica presso l'Università di Firenze.
- Olimpia Gobbi, Assessora alla Cultura della provincia di Ascoli Piceno.
- Architetto Antonio Minetti del Servizio Ambiente e Paesaggio della Regione Marche.
- Giorgio Canella, assessore con deleghe al Genio e Protezione Civile, Patrimonio e Polizia Provinciale di Macerata.
Fonti:
- Comunicati stampa n.° 40 dell'8 luglio 2008, n.° 42 dell' 11 luglio 2008 e n.° 43 del 12 luglio 2008, realizzati
dall'addetto stampa del comune di Pollenza, Luca Muscolini.
- Appunti di alcune delle relazioni, selezionate sulla base di un presunto maggiore interesse dei temi trattati
per gli operatori dell'agricoltura e del paesaggio.
- Dati del 5° censimento dell'agricoltura realizzato dall'Istituto Nazionale di Statistica ISTAT, per la regione Marche.
- Indagine APAT 2007, sulle frane in Italia - Regione Marche.
- Elenco dei contributi scientifici, sezioni e relatori.
Fonte/i: (varie - vedere sopra)
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 20 luglio 2008
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