'Dare un significato ai nomi delle piante' (articolo sull'importanza di disporre di nomi scientifici in latino per le piante)

Molti sono i nomi di piante che si devono imparare. Perchè essi sono scritti proprio in latino? Questa è una lamentela comune tra i giardinieri, riferisce un divulgatore orticolo dell'Università dell'Illinois.
'C'è una ragione,' ha spiegato Martha A. Smith, 'gli orticolturisti non sciorinano i nomi semplicemente per un loro piacere. I nomi latini sono unici per ogni pianta; a differenza dei nomi comuni. Un modo per aiutarvi a ricordare i nomi è capire un pochino di latino. Una volta che voi conoscete il significato delle comuni radici latine, i nomi delle piante in latino cominciano ad avere un significato.'
Una pianta avrà uno ed un solo nome latino. La stessa pianta potrà, ad ogni modo, avere parecchi nomi comuni.

Ella ha spiegato: 'Avendo lavorato nel settore del verde in quattro diverse regioni produttive degli Stati Uniti, ho potuto fare esperienza riguardo il comune incubo dei nomi comuni. La Granny's Sunbonnet (lett. 'cuffia solare della nonna') del Texas non è la stessa che nel New England. Per chiarezza i giardinieri usano il latino per assicurarsi che stiano parlando della stessa pianta'.

'Mi telefonarono per parlarmi di un pioppo giallo, io immediatamente ho allineato la mia risposta alle caratteristiche del genere Populus, perchè il suo nome comune è poplar (pioppo) ...errato! Chi mi chiamava in realtà aveva bisogno di informazioni riguardo il Liriodendron tulipifera (albero dei tulipani), il cui acronimo è pioppo giallo, pioppo tulipano, magnolia tulipano, albero bianco, e albero dei tulipani! Se voi chiamate un vivaio dalle parti vostre e chiedete un acero rosso, intendete riferirvi all'Acer rubrum, Acer palmatum var. atropurpureum 'Bloodgood', or Acer platanoides 'Crimson King'? Tutti sono aceri che condividono lo stesso nome comune, ma sono molto differenti l'uno l'altro'.

La dott.ssa Smith ha anche riferito che è importante capire come il nome sia scritto. La prima parola è il genere la seconda parola l'epiteto specifico (la specie). Acer è il genere dell'acero.

'Paragonate questo (il genere) al vostro cognome', ella ha detto. 'La componente descrittiva specifica (epiteto) segue, avendo usualmente un qualche tipo di elemento descrittore nel nome della pianta che la separa (=a livello di classificazione tassonomica) dagli altri aceri'. 'Paragonate questa ai vostri fratelli e sorelle. Tutti voi avete in comune il cognome Smith, ma siete individui differenti. L'Acer rubrum è differente dall'Acer platanoides, proprio come Mary Smith è differente da Joe Smith.'

Smith ha ricordato che quando ella per la prima volta incominciò ad imparare i nomi delle piante trovò una grande guida intitolata semplicemente 'Gardener's Latin' (=il latino del giardiniere), scritta da Bill Neal.

La dott.ssa Smith aggiunge: 'Io fui in grado di collegare la maggior parte dei nomi con la pianta usando le descrizioni in latino. Il vedere in latino la radice “ruber” mi ha suggerito che questa pianta aveva qualcosa che la riguardasse che fosse rosso, poichè 'ruber' significa rosso, o rubicondo (=di color rosso accesso, vermiglio). Acer rubrum è l'acero rosso, che descrive la sua bella colorazione autunnale. La radice 'lacteus' significa bianco latte. Artemisia lactiflora offrirà fiori bianchi al vostro giardino. Se state seguendo uno schema di colori con foglie e fiori blu, cercate la radice 'glauca', o 'glaucus' nel nome della pianta, ma state lontani da 'aurea', o 'aureus', o 'croceus' che indica un attributo riferito al giallo.

Smith ha suggerito con riferimento al nome Campanula rotundifolia 'alba': cosa ti dice il nome latino riguardo questa pianta? Lei ha spiegato che 'campan' significa campana e si riferisce ai fiori a forma di campana, 'rotund' sta per rotondo e 'folio' significa foglia, e alba significa bianca. Quindi questa pianta ha fiori a forma di campana, foglie rotonde e qualche cosa che risulta essere bianca, presumibilmente il colore dei fiori.

Autore dell'articolo: Debra Levey Larson, 3 marzo 2010

Fonte/i: Martha A. Smith

Sito fonte: University of Illinois College of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences

Pubblicato da Agrolinker, in data 31 maggio 2010; Traduzione di Luca Federico Fianchini.



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