Giardino pubblico, giardino privato: solo un'antinomia? Breve saggio in elogio del giardino privato

Alcuni anni fa durante un caldo pomeriggio estivo visitando alcuni giardini della Lucchesia mi sono accodato velocemente ad una folla di turisti per seguire l'ultimo giro di visite ad una bella villa faticosamente rintracciata dopo lunghi giri in macchina, con il supporto di una mappa turistica (non esisteva ancora il GPS).
Ricordo la guida, una ragazza bionda, molto competente e gentile, ci ha raccontato la storia del giardino: al turista poteva sembrare di visitare un luogo familiare anche perchè gli stili e le 'stanze' richiamavano i molti luoghi di un 'deja -vù'. Forse anche per questo motivo, questa situazione ispirava rispetto verso i proprietari di un bene di rilevanza storica, in grado di suscitare emozioni e richiami ad un passato anche familiare che traspariva ovunque.
Accidentalmente, muovendomi temporaneamente in modo distratto, ho girato un angolo e mi sono diretto in avanti. D'improvviso mi sono reso conto di essermi introdotto in uno spazio privato: il proprietario in costume da bagno, seduto semi-assopito su una poltroncina, leggeva il giornale all'ombra, davanti alla piscina nascosta da quattro lunghe siepi topiate, posta in una zona periferica del giardino. Non so se si fosse accorto della mia involontaria intrusione, in ogni caso ha continuato a leggere il suo giornale come niente fosse, mentre io mi allontanavo.

Non è rara la circostanza di proprietari di giardini e parchi storici che consci di possedere un bene di interesse collettivo ne consentano la visita ai turisti, magari durante alcuni specifici giorni di ogni mese. Si tratta spesso di un turista colto, raffinato, rispettoso. Un turista che è disposto a seguire un'ora di visita culturale sotto il sole di una giornata di luglio non è un turista qualunque.
Alcuni però ritengono che il fatto che vi sia gente disposta ad accettare visite nel proprio spazio privato, o parte di esso, debba indurre altri a fare la stessa cosa, quasi come se i turisti fossero tutti uguali ed i luoghi tutti con caratteristiche ispiranti lo stesso rispetto verso la natura, l'ambiente ed i suoi curatori, privati, o pubblici che siano.
Il giardino privato, storico e non, oggetto di visita, o casualmente rinvenuto in mezzo alle campagne è uno spazio privato ed implica, a mio modo di vedere, la condivisione di un regolamento non scritto, di sottintesi, o forse valori, sensibilità, cure, che non tutti riconoscono sempre come degni di attenzione, o che forse distratti a volte trascurano.
Il progettista del giardino avrà l'abilità di far percepire all'occasionale visitatore quali siano gli spazi più privati, forse anche nell'illusione di poter riuscire ad intercettare la sensibilità di chiunque vi passi, facendo emergere in lei/lui la curiosità del bambino che esplora il mondo e rispetta ciò che è bello e vicino alla sua esperienza ed ai suoi ricordi.
Alcune persone però mostrano di non percepire quasi alcuna differenza tra ambito pubblico e privato.

La normativa sulla privacy ha creato un senso molto più ampio e vago di ciò che sia il nostro ambito privato, riconducendovi situazioni che potrebbero forse essere classificate e tutelate in un diverso contesto. Questa circostanza ha contribuito a creare uno schieramento contrapposto di difensori ed oppositori della 'privacy', ovvero dell'esigenza di tutelare la sfera privata individuale.
Il personaggio pubblico, ad esempio il politico, il cui mestiere prevede in democrazia che presenti idee frutto della sintesi di un ampio schieramento, pare non debba avere un proprio spazio privato in cui poter esprimere in modo spontaneo, a volte incoerente, il suo più personale modo di vedere e di vivere, commettere errori, ammetterli se è il caso, senza quindi usare sempre il metro della vita di tutti i giorni. Allo stesso modo l'attore non dovrebbe poter vivere una vita diversa da quella dei personaggi che interpreta ed il cantante non dovrebbe poter essere l'opposto dei personaggi delle canzoni che il suo paroliere gli ha fatto interpretare. La vita privata permette anche questo: fermarsi, ragionare con le persone più intime e forse cambiare.
Sono gli utenti dei media (Tv, giornali, internet) che dovrebbero forse cercare di capire quanto spazio sia disponibile per una coerenza e trasparenza del personaggio pubblico e quindi quanto possano, o meno essere utili le informazioni sulla vita privata altrui.

Giardino paesaggistico-giardino privato, un'antitesi?

Premessa storica sui giardini

Il giardino paesaggistico è nato a fine settecento e si è sviluppato cavalcando anche i miti romantici della natura selvaggia che tende a prevalere sull'uomo, con grande rilievo dell'aspetto naturalistico del giardino, rispetto all'elemento antropico, a volte rappresentato da ruderi di edifici, che richiamando un antichità decadente evidenziano però l'essenzialità della presenza di opere umane, che differenzino lo spazio costruito da quello naturale.
Ciò che realmente sembra dividere molti paesaggisti è la dicotomia formale-informale e quindi ciò che il paesaggio, o il giardino (gli americani spesso indicano con 'landscape' entrambi i termini), vogliono trasmettere al visitatore. Per alcuni il giardino all'italiana sarebbe troppo formale, immutabile ed a volte celebrativo, eppure anche il giardino paesaggistico classico ha i suoi formalismi, sebbene meno marcati, e un giardino storico di questo tipo è spesso una componente artificiale, inserita in un paesaggio antropizzato, in continuo cambiamento.
La realizzazione di un giardino paesaggistico ha però il fine di creare uno spazio informale, collegato al paesaggio esterno, che può arrivare fino ad avvolgere l'abitazione con piante rigogliose e ben si presta ad esempio a nascondere un edificio moderno, anche cittadino, ripristinando elementi di naturalità.
Il giardino formale per contrapposto può permettere di creare un luogo riservato ed isolato dal contesto naturale o agrario, o dalla componente più informale e paesaggistica del giardino, proponendo uno spazio riservato dove una vegetazione sempreverde, organizzata in modo geometrico ed a volte topiata, crea l'illusione che il tempo si sia fermato.
Elementi formali, ravvivati dalla presenza di rose, glicini, pergolati ed alberi potati a candelabro sono inoltre presenti nel 'giardino romantico'.

Il giardino privato inserito nel paesaggio e la promozione turistica del territorio

L'esteriore immutabilità di un giardino formale può infondere sicurezza e ben si concilia con la privacy familiare. A volte anche giardini paesaggistici hanno una zona più formale a ridosso dell'edificio abitato, per questo motivo una sintesi dei diversi stili di giardino può forse aiutare il progettista a creare zone diverse ('stanze') per esigenze differenti, che se ben espresse sono percepite nel loro ruolo dal visitatore.
Il giardino paesaggistico nella sua accezione più pura è però strettamente collegato col paesaggio circostante che, se è un paesaggio vivo, espressione dell'economia del territorio, non può prescindere dalla popolazione del luogo, che lo anima nelle sue attività lavorative; per questo motivo, ad esempio, un paesaggio agricolo senza agricoltori, bestiame e macchine agricole all'opera è un paesaggio morto ed il messaggio turistico che lo promuove è un artefatto.
Mantenere il paesaggio tradizionale, come veicolo di turismo, significa quindi incentivare, o quanto meno non disincentivare le sue attività produttive tipiche e la loro omogenea e diffusa dislocazione sul territorio, così come la sua vivibilità, anche attraverso politiche economiche territoriali chiare.
In questo senso la promozione turistica attraverso politiche di marketing territoriale, nel valorizzare anche le tipicità 'private' di un territorio, può rischiare di indurre una completa accessibilità ad esso, come elemento essenziale per cogliere gli elementi del messaggio proposto. Una tale circostanza si scontrerebbe nelle zone rurali con le esigenze del tessuto produttivo e degli abitanti/proprietari di spazi privati, originando un turismo di massa, non sostenibile. E' quindi forse utile superare gli slogan ambigui ed indicare sempre ai turisti una modalità ed alcune chiare regole nella fruizione del territorio; non esistono infatti luoghi in cui la popolazione sia più ospitale, ma territori in cui il turismo sia programmato in maniera più, o meno sostenibile.
Promuovere un territorio agricolo tipico non significa infatti poter pensare di entrare in tutte le stalle, cantine vinicole, caseifici, o poter percorrere tutti i sentieri rurali e strade campestri, visitare le case degli agricoltori, o presunti tali, entrare nei cortili, nelle cascine, aspettandosi di essere ben accolti; così come promuovere una qualunque zona ricca di castelli non significa poterli visitare tutti: esistono comunque degli spazi privati inaccessibili.
La non completa accessibilità dei luoghi rende il territorio complessivamente più misterioso ed incentiva la cura privata di spazi realizzati per la vita familiare, con riqualificazione di tante porzioni di paesaggio, spesso secondo i più tipici riferimenti estetici, riconducibili alle attività tradizionalmente svolte dalla popolazione (es. l'agricoltura).

Anche nei paesi comunisti sono spesso presenti spazi personali privati, mentre più frequentemente l'abolizione della proprietà privata è riferita (come indicato da Marx) a quella dei mezzi di produzione. E' quindi verosimile ritenere che anche in queste nazioni vi sia/vi sia stata una tutela dello spazio privato e quindi della privacy, così come della proprietà di piccoli beni e ricordi (ad es. le caratteristiche antiche icone religiose russe; o i ciondoli, amuleti ed altri beni che vengono lasciati ai discendenti come segno della propria identità familiare). Questa circostanza ci può far dedurre che la piccola proprietà personale sia una esigenza individuale, non monetizzabile, essa prescinde dal sistema politico ed è parte dell'identità personale e familiare, la sua perdita suona a volte come un'offesa e genera un senso di smarrimento, per una sorta di invasione dello spazio personale privato, che non pare aver ragione di essere nemmeno in un sistema collettivista.

L'organizzazione degli spazi nel giardino privato immerso nel paesaggio

La tutela degli spazi privati nell'ambiente rurale è da sempre possibile in molti luoghi grazie ad una sorta di codice comportamentale non scritto, analogo a quello che pare accomunare il proprietario di un giardino storico privato ai suoi più tipici visitatori.
In passato, le aziende agricole avevano spesso un piccolo giardino privato dove soggiornava la famiglia dell'agricoltore, durante la stagione calda. Esso era espressione delle necessità della vita quotidiana: una zona ad orto-giardino, una zona più curata e circoscritta da steccati a ridosso dell'abitazione, pergolati, piccoli boschi per procurarsi la legna, recinti per gli animali da cortile, muretti a secco e di contenimento del suolo, a volte pollai scavati nella roccia calcarea, piccoli manufatti e molte attrezzature, tutto in una sorta di continuità con il paesaggio circostante in cui, ove permane, un tal giardino si inserisce perfettamente.
Quindi anche gli agricoltori suddividevano di fatto il loro giardino in 'stanze', che esteriormente trasmettevano un messaggio all'occasionale visitatore, in genere un altro agricoltore che, per necessità operative, si trovava ad attraversare centri abitati ed a volte luoghi privati: '...di qui puoi passare, qui no (aiuola, siepe, bordura, piccole recinzioni, oggetti personali)'.
Il visitatore, interessato a vedere permessa la propria necessità di transito, ha in genere cura di attraversare gli spazi privati solo se strettamente necessario, possibilmente in momenti in cui non vi sia nessuno che possa dirsi consapevole di un passaggio, forse gradito, come parte di una vita comunitaria, e comunque spesso non ostacolato, per una sorta di colleganza nel condividere le aspre fatiche e difficoltà del lavoro agricolo e della vita rurale quotidiana. La rivendicazione di presunte servitù, quando si verifica, o di un uso ricreativo e/o turistico di spazi privati, o comunitari, crea maggiori necessità di sicurezza personale e di privacy, spingendo i proprietari locali a recintare, specialmente gli appezzamenti a ridosso delle abitazioni, che divengono quindi ville in un territorio che finisce col perdere la sua identità agricola e la sua vita comunitaria.
Ma la suggestione offerta, ammirando il paesaggio nel suo insieme, dalla presenza di case, ville, villaggi, che si collocano senza soluzione di continuità in un paesaggio agricolo economicamente vitale non è la stessa di un giardino circondato da alte recinzioni, molto simile ad un spazio verde di città.

Appare quindi utile rispettare e tutelare gli spazi privati e l'altrui necessità di privacy: L'assenza di recinzioni, è evidente, non implica che chiunque sia ospite gradito e la scomparsa, o trasformazione di spazi privati accessibili, unità vive caratterizzanti il paesaggio rurale, in ville recintate, frammenta il paesaggio ed altera i rapporti di collaborazione sussistenti localmente, elementi utili per il conseguimento di interessi comuni e per l'esercizio dell'attività agricola. Per questo motivo la realizzazione di veri giardini paesaggistici non può che trarre linfa vitale da un bilanciamento delle politiche turistiche territoriali, con le esigenze di vita delle popolazioni, a partire da un costante rispetto dei rapporti di proprietà sussistenti sul territorio e degli spazi condivisi da piccole comunità locali, evitando in particolare di imporre utilizzi e vincoli collettivi non strettamente necessari.

Spunti di approfondimento sul tema:

L'ente Provincia di Mantova sta preparando un decalogo dell'accoglienza turistica che valorizzi le peculiarità del territorio ai fini di un turismo concepito come sostenibile dove al benessere del turista corrisponda anche quello dei residenti. Notizia pubblicata nella newsletter della Provincia di Mantova del 22 luglio 2010.

Fonte/i: -

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 31 luglio 2010



I commenti per questo articolo sono stati chiusi.


Alcuni articoli tematicamente collegati

If a reasearch from your equipe has been reviewed into this article and you realize there is a lack in our source-reporting, feel free (->)to send by email (e.g.) a WebSite address referring to the research/ers (specifying the web-address of this article), so that they could be linked (note: sometimes are also links within the article).
Every report about outdated links and articles will be pleased as well.

- Please, don't send curricula and not related data.