Profilo agricolo di una nazione: il Brasile
'The New Agriculturist' (UK) - novembre 2007
Il Brasile è una superpotenza agricola. Esso produce più caffè, canna da zucchero,
cassava, banane e sisal
(--> Agave sisalana, pianta tessile) di qualunque altro paese al mondo e si posiziona seconda
a livello mondiale nella produzione di arance, cacao e soia. Vi è poi anche un'ampia domanda
internazionale per le sue produzioni di bestiame e pollame e infine questo paese ha un ampio
potenziale idroelettrico nella regione amazzonica prevalentemente non sfruttato.
Sebbene sia inserito tra le nazioni con redditi compresi nella media mondiale, in Brasile
esiste estrema povertà e disuguaglianza, se si considera che il 5% della popolazione possiede l'85%
della ricchezza e in tal senso il Dipartimento britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFID)
stima che un quarto dei brasiliani viva con meno di un dollaro al giorno. Solo il Sudafrica ha
una più ineguale distribuzione del reddito.
Quasi l'80% degli abitanti rurali brasiliani, circa 30 milioni di persone vive in povertà ed
ha accesso limitato all'istruzione, alla salute ed altri servizi pubblici. Molte famiglie rurali,
impossibilitate a sopravvivere con le sole attività di coltivazione, incrementano i loro redditi
realizzando e vendendo prodotti artigianali. Il lavoro minorile è ampiamente diffuso con il 40%
dei bambini tra i 10 ed i 14 anni che lavorano per rafforzare le entrate familiari.
Le donne dirigono il 27% delle attività domestiche nelle aree rurali povere, poiché i mariti
migrano alla ricerca di lavoro stagionale. La rapida modernizzazione dei sistemi di coltivazione,
l'introduzione del sistema salariale e le questioni collegate con la proprietà della terra hanno
raramente avvantaggiato la popolazione povera e la conseguente migrazione di popolazione rurale
verso i centri urbani nel sud-est del paese ha ingrossato le famose 'favelas', bidonvilles di Rio
de Janeiro e San Paolo.
Una delle più povere regioni ed incline alla siccità è la semi-arida Caatinga posta a nord-est,
che costituisce la più ampia concentrazione di povertà rurale presente in America Latina. Con una
dimensione pari a più di due-terzi di quella dell'Europa occidentale e con una popolazione che
raggiunge i 25 milioni di abitanti, Caatinga è parte del 'poligono della sete', che si estende
dalla zona nord dello stato di Bahia alla costa compresa tra Natal e Sao Luis. Il suolo pietroso
e superficiale della regione di Caatinga costringe molte famiglie a praticare un'agricoltura di
sussistenza e circa 11 milioni di persone nella regione vivono senza disporre di acqua da bere pulita.
La mortalità infantile è, in questo luogo, superiore al 25%.
Una questione di proprietà
Una causa importante di povertà nel nord-est del Brasile e nelle regioni centrali è la
disuguaglianza nella titolarità delle terre. La maggior parte delle 4 milioni di aziende agricole
del paese sono di ridotte dimensioni e dedite ad una produzione di sussistenza, con agricoltori
senza terra , che affittano piccole tenute dai ricchi proprietari terrieri, lavorando contemporaneamente
varie ore al giorno per ottenere ridotti salari nelle piantagioni dei proprietari dei loro terreni.
L'ascesa dell'agri-business ha visto lo sfratto degli inquilini, così come la fusione di piccole aziende
in più ampie imprese commerciali.
La disuguale distribuzione della terra è stata una caratteristica del Brasile fin dall'epoca coloniale
ed ha condotto recentemente all'ascesa di un numero di gruppi attivisti, che si riuniscono sotto la bandiera
del Movimento Rurale dei Lavoratori senza Terra (MST). L'MST svolge campagne a favore della riforma agraria
e coordina azioni dirette contro l'agri-business, che ha escluso molti piccoli agricoltori dal possesso
della terra.
Attento alla situazione critica dei poveri e dell'assenza di terra agricola, il governo brasiliano
ha introdotto una serie di iniziative per ridurre la povertà e sostenere gli agricoltori . Il presidente
Lui Inacio Lula Da Silva ha raggiunto la vittoria nel 2002 con politiche a favore dei meno abbienti in cima
alla sua agenda di governo, impostando l'ambiziosa campagna 'Zero Fame' (Fome Zero) per fornire provviste
alimentari di base a milioni di famiglie. Dopo una convincente rielezione nel 2006, nonostante parecchi
scandali di corruzione nella fase pre-elettorale, Da Silva ha consolidato il programma sociale nazionale
chiamandolo 'Sussidio Familiare' (Bolsa Familia).
La fornitura di un sostegno finanziario ai piccoli agricoltori ed un migliorato accesso all'istruzione
scolastica sono stati ben accolti ma, nonostante qualche successo si prevede che il Governo Lula perda
l'appuntamento con il 'UN Millennium Development Goal'
(= 'Obbiettivo ONU di
Sviluppo del Millennio') di dimezzare, entro il 2015, il numero di persone il cui reddito è inferiore ad
un dollaro al giorno.
Bio-etanolo: cura o maledizione?
L'impegno del Governo verso i bio-carburanti ha esacerbato la contrapposizione tra proprietari
terrieri e gruppi senza terra. La produzione di bioetanolo, principalmente dalla canna da zucchero è
in piena espansione specialmente nello stato di San Paolo, stimolata in parte dai recenti accordi per
incrementare il commercio con gli Stati Uniti. Come principale esportatore, il Brasile forniva nel 2006
il 70% del bioetanolo mondiale e progetta di incrementare la produzione dagli attuali 16 miliardi di litri
l'anno a 200 miliardi di litri entro il 2025.
Molta della terra attualmente dedicata alla produzione di canna da zucchero era usualmente pascolata
e ciò ha determinato la preoccupazione che un'altra produzione da esportazione in piena espansione, il bestiame,
sarà spostata più in là nell'interno dell'Amazzonia, causando una grande deforestazione.
Questo fatto riflette il recente boom della soia in Mato Grosso, che ha visto la distruzione di immense
aree di foresta amazzonica e di molta della savana della regione di Cerrado.
Sebbene il bioetanolo è stato considerato da alcuni come una panacea economica, si teme che la monocoltura
di canna da zucchero porterà pochi benefici ai poveri, accendendo invece ulteriori discussioni su
degradazione dell'ambiente, fame e disoccupazione e approfondendo le dispute agrarie.
Un bilancio
Il contrasto tra la ricerca del business agricolo ed il bisogno di una riforma agraria è
probabile sia il tema prevalente nell'avanzata di questo paese verso lo sviluppo. Mentre la minoritaria
élite fondiaria si avvantaggia dei benefici di una crescente domanda mondiale di colture redditizie,
la comunità di organizzazioni non governative sta riverberando gli obbiettivi dei 'Senza Terra' e sta
richiamando l'attenzione affinché la sovranità alimentare divenga una parte centrale della politica di
sviluppo del Brasile. Se il Brasile vuol fare un significativo progresso in quest'area deve trovare un
equilibrio tra l'imbrigliare la sua immensa ricchezza naturale, tranquillizzare la potente lobby
dell'agribusiness e rafforzare la protezione ambientale, formulando contemporaneamente stabili politiche
e alleviando la povertà.
Informazione statistica sul Brasile:
- Nome ufficiale: Repubblica federale del Brasile
- Popolazione: 190 milioni di abitanti (stima del 2007)
- Superficie: 8,547,403 chilometri quadrati.
- Incremento di popolazione: 1.03% (stima del 2007)
- Aspettativa media di vita: 72.24 (uomini 68.3; donne 76.38)
- Gruppi etnici: bianchi (53.7%), meticci (38.5%), neri (6.2%) asiatici (0.5%), amerindi (0.4%), non specificati (0.7%).
- Lingue parlate: portoghese, spagnolo, inglese, francese ed alcune lingue indigene
- Inflazione: 3.14% (2006)
- PIL (prodotto interno lordo): R$2322 bn (2006) - circa US$1067 bn
- PIL pro capite: US$ 5,862 (2006).
- PIL per settore: Agricoltura 8%, Industria 38%, Servizi 54% (stima del 2006)
- Uso della terra: Arabile (6.93%), colture permanenti (0.89%), altro (92.18%) (2005)
- Principali attività produttive: Agricoltura (soia, carne, zucchero, frutta, ortaggi); estrazione mineraria di ferro; lavorazione di ferro, acciaio, petrolio e suoi prodotti derivati; prodotti alimentari e legnosi; manifattura calzaturiera, tessile, automobilistica, aerospaziale, petrolchimica, elettronica; servizi finanziari.
- Prodotti agricoli: caffè, soia, frumento, riso, mais, canna da zucchero, cacao, agrumi; carne bovina.
- Risorse naturali: bauxite, oro, minerali ferrosi, manganese, nichel, fosfati, platino, stagno, uranio, petrolio, legname ed impianti idroelettrici.
- Produzione di merci da esportazione (commodities): attrezzatura per i trasporti, minerali ferrosi, soia, calzature, caffè, automobili.
- Partners esportatori: Stati Uniti, Cina, Argentina, Germania, Giappone, Italia, Francia, Gran Bretagna.
Fonte/i:
Autore dell'articolo:
Luca Federico Fianchini, 30 novembre 2007
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