Economia dei biocarburanti: Quanti acri sono necessari per i biocarburanti?
Gli economisti si stanno sforzando di delineare l'impatto sulla domanda di terreni agricoli della Legge sull'Indipendenza e Sicurezza energetica del 2007 - Articolo di Cole Gustafson, economista del settore dei biocarburanti, presso il Servizio di
Divulgazione Tecnica dell'Università Statale del Nord Dakota (USA)
L'etanolo ha ricevuto un esame accurato dai mass media nazionali che si
interrogavano sull'impatto della industria nazionale (dei biocarburanti) sulla disponibilità ed i
prezzi degli alimenti. Il nodo cruciale di queste questioni è stato che l'espansione dell'industria dell'etanolo
ha richiesto molti più acri di terreno agricolo per la produzione di mais, che ha avuto come risultato una più
ridotta disponibilità di superficie per la produzione di alimenti. L'industria dell'etanolo ha contrastato
queste argomentazioni affermando che i sottoprodotti utilizzabili come alimento sono adesso disponibili come
alimento sostitutivo per il bestiame e che i prezzi dei carburanti sarebbero stati considerevolmente più alti
se l'etanolo non fosse stato disponibile.
Questa non è un argomentazione insignificante. Ci si aspetta che gli Stati Uniti producano più di 9 miliardi di
galloni di etanolo quest'anno. Posto che gli attuali impianti per la produzione di etanolo producano 3 galloni
(1 gallone USA=3,78 litri->3galloni=11,34 litri) di etanolo per ogni bushel di mais (se il peso ettolitrico del
mais è 70 kg/hl, 1 bushel = 25,445 Kg; -> produzione di 11,34 litri di etanolo per ogni 25,445 Kg di mais),
nel 2008 sono necessari 3 miliardi di bushel di mais (= 763.500.000 q di mais).
Con una media nazionale di produzione per acro (1 acro=4.046 mq) di 150 bushels (150 bushel/acro =
38,17 q/acro = 94,34 q/ettaro) saranno utilizzati 20 milioni di acri (8.092.000 ettari).
Mentre entrambi i lati dello schieramento possono dibattere circa l'impatto di come
siamo arrivati fin qui, è necessaria un'analisi più costruttiva per assistere gli agricoltori e gli allevatori con
pianificazioni strategiche cosicché essi possano rispondere in modo ottimale
alla legge del 2007 per la Sicurezza ed Indipendenza Energetica (=2007 Energy Independence and Security Act).
L'obiettivo nazionale della nuova Legge 2007 per la Sicurezza ed Indipendenza Energetica fissa una produzione
annua di 36 miliardi di galloni. L'obbiettivo di produzione per quest'anno è 4 volte superiore a quello, precedentemente
fissato nella Legge di Riferimento per i Carburanti Rinnovabili del 2005, ad una produzione di 7.5 BGY. Questo
obbiettivo iniziale è stato superato l'anno scorso.
Un'importante distinzione nella nuova Legge del 2007 per la Sicurezza ed Indipendenza Energetica è costituita dai
differenti tipi di biocarburanti definiti nella legge. I tipi previsti sono i biocarburanti convenzionali, i
biocarburanti 'avanzati' ed i biocarburanti cellulosici. I biocarburanti convenzionali sono costituiti principalmente
dall'etanolo tradizionalmente derivato da piante di mais. I biocarburanti cellulosici sono quei carburanti che
potenzialmente possono essere prodotti a partire da un'ampia varietà di foraggi come fieno di paglia, prati, prodotti
del legno e rifiuti dei giardini urbani. I biocarburanti avanzati sono una categoria speciale
nella quale si può ricomprendere l'etanolo prodotto dalla barbabietola da zucchero e dalla canna da zucchero.
Ciascuna categoria può essere tecnicamente definita sulla base del suo contributo alla riduzione di emissione di gas
serra (20% per i biocarburanti convenzionali, 50% per gli avanzati e 60% per i cellulosici).
Gli economisti si stanno sforzando di delineare l'impatto della Legge del 2007 per la Sicurezza
ed Indipendenza Energetica sulla domanda di terreni agricoli.
Attualmente sta emergendo un'ampia varietà di scenari. Questi scenari differiscono in prima istanza per i loro
aspetti ipotetici riguardanti la tecnologia e la politica di settore. Per scopi divulgativi, io illustrerò due scenari
finali tra quelli possibili.
Il primo scenario finale considera che la produzione di etanolo e l'attuale legislazione riguardante
l'etanolo rimarrà statica. In questo caso vi sarà una incredibile domanda delle attuali risorse agricole. Con produzioni di mais
stagnanti, molte più superfici saranno richieste per la produzione del mais affinché venga raggiunto l'obbiettivo finale di
produzione maidicola necessaria per la produzione di biocarburanti convenzionali. In aggiunta a ciò, un ulteriore
superficie sarà necessaria per produrre colture per i biocarburanti del gruppo degli 'avanzati' e dei 'cellulosici'.
Mentre se anche ulteriore nuova superficie può essere diretta verso la produzione di colture agricole, la maggior parte di questa
sarà sottratta ad altre colture.
Lo 'Scenario Numero 1' darebbe luogo ad una estrema pressione sulle già scarse forniture di
alimenti zootecnici e cibo. I critici delle energie rinnovabili spesso basano le loro argomentazioni su questo scenario.
Mentre questo scenario potrebbe
aver luogo non vi dubbio che sia le tecnologie e/o le politiche di settore rimarrebbero stabili. Più probabilmente, le
tecnologie statunitensi per l'agricoltura continueranno ad evolversi allo stesso modo che si è verificato nello scorso
secolo. Parimenti, la politica energetica ed agricola federale si adatterà a questa nuova posizione.
La prossima volta discuterò lo scenario numero due. Nell'ambito di questa visione, è possibile che nessuna superficie
agricola addizionale sarebbe richiesta per soddisfare il nuovo obbiettivo nazionale di produrre 36 BGY di biocarburante.
Ancora è improbabile o estremo (questo livello produttivo, poichè) tre importanti innovazioni tecnologiche e cambi nelle
politiche dovranno accadere. Ne parlerò ulteriormente la prossima volta.
Domanda: Esistono sottoprodotti dell'etanolo cellulosico, simili ai grani di distilleria provenienti dall'attuale
processo di produzione di etanolo? (Domanda posta da: Bill, White River, Sud Dakota).
Risposta: Esiste un sottoprodotto chiamato lignina, proveniente dal processo di produzione di etanolo dalla
cellulosa. Comunque, sia che il processo di conversione cellulosica sia termico, che enzimatico, esso è un processo più completo
di quello della produzione di etanolo dal mais. Se vi sono rimasti ancora nutrienti nel sottoprodotto essi sono in quantità
ridotta. Il suo unico valore reale è come fonte di energia e più probabilmente sarà bruciato come carburante nell'impianto.
Un collega paragona la lignina allo spago che circonda una balla di fieno di Panicum virgatum (switch-grass). E' fibroso e quindi
il bestiame non potrà mangiarlo. E quindi bruciarlo è l'unica cosa che puoi fare con esso.
Autore dell'articolo:
Rich Mattern, per la rubbrica 'NDSU - News Columns', 5 giugno 2008
Fonte/i: Cole Gustafson, economista dei biocarburanti presso la Università Statale del Nord Dakota (USA)
Sito fonte:
Nord Dakota State University (USA) - Extension Service - 'News columns'
Pubblicato da Agrolinker, in data 8 settembre 2008; Traduzione di Luca Federico Fianchini.
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