Rivelati i risultati dell'indagine nazionale statunitense sui vivai

La ricerca effettuata riporta differenze regionali nelle tecniche di produzione e nelle tecnologie utilizzate. Il settore delle imprese del verde ('green industry') statunitensi è rappresentato da alcune grandi associazioni nazionali tra cui l'(->)ANLA (Associazione Statunitense del settore Vivaistico e del Giardinaggio) e dall' (->)Associazione Planet (Professional Landcare Network), attiva dal 2005 che riunisce l'ex ALCA (fondata nel 1961) e la ex PLCAA (fondata nel 1979), per un settore che è molto ampio e che è stato recentemente oggetto di una rilevante indagine di lungo periodo di cui ci dà notizia la Società Statunitense di Orticoltura.
L'indagine riferisce che l'industria del verde (green industry), compresi i produttori vivaistici ed i serricoltori (greenhouse producers), le aziende di servizi per il giardinaggio, ed i distributori all'ingrosso ed al dettaglio (wholesale and retail distributors), è cresciuta vertiginosamente (has grown dramatically) durante le due decadi passate, divenendo un settore sempre più (increasingly) importante nell'agricoltura statunitense.
Nel 2002 l'industria del verde ha generato 1.960.000 posti di lavoro (1.96 million jobs) e 147,8 miliardi di dollari di vendite. Nel 2006 le vendite di piante vivaistiche ed in serra ha raggiunto i 16,9 miliardi di dollari. Nonostante (despite) la sua crescente importanza, le tecniche di produzione e di gestione seguita in questo settore industriale non sono stante comunque ben documentate.
Per aiutare a riempire la mancanza di informazioni (To help fill the information void) sulle tecniche di gestione nell'industria vivaistica, è stata introdotta nel 1988 l'indagine vivaistica nazionale (National Nursery Survey). Da allora ogni cinque anni (Every five years since then), un comitato inter-statale di ricerca sull'economia ed il marketing denominato 'the Green Industry Research Consortium' (Il Consorzio di Ricerca dell'Industria del Verde) conduce l'indagine per fornire un'analisi statale e regionale delle tecniche di produzione in serra (nursery production practices).
Alan W. Hodges, Charles R. Hall, Bridget K. Behe, and Jennifer H. Dennis hanno pubblicato i risultati della recente indagine nel numero di ottobre 2008 del Giornale 'HortScience' della Società Statunitense di Orticoltura. I ricercatori hanno riconosciuto che l'uso di pratiche e tecnologie differisce da regione a regione (across regions) a causa del variare (due to varying) delle condizioni economiche ed ambientali. Secondo quello che riferisce il gruppo di ricerca (According to the research team) i risultati di quest'indagine sono di particolare interesse particolarmente considerando la recente enfasi riguardo la necessità di produrre piante (emphasis on producing plants) in una maniera ambientalmente sostenibile (in an environmentally sustainable manner).
Sono state identificate otto regioni geografiche per un'analisi dei dati raccolti, tra le quali sono comprese: Appalachia, Great Plains, Midwest, Mountain, Northeast, Pacific, South Central, and Southeast. Le regioni rappresentavano zone agro-climatiche ed erano abbastanza corrispondenti alle 'Regioni di Produzione Agricola' (Farm Production Regions) del Ministero dell'Agricoltura Statunitense.
Le informazioni accumulate nello studio coprivano otto principali argomenti: cifre (figures) dell'impiego temporaneo e permanente, substrati di radicazione per vivaio, irrigazione, piante autoctone, produzione, gestione integrata delle colture (integrated pest management), brokeraggio, contratti di produzione, e computerizzazione. Le risultanze di analisi più approfondite che possono essere utili al settore vivaistico ed all'industria serricola sono state inserite nel report complessivo.
L'analisi dei dati dell'indagine nazionale per l'industria vivaistica e serricola negli Stati Uniti ha mostrato che ci sono marcate differenze regionali nelle pratiche produttive e nelle tecnologie utilizzate. Per esempio i vivai nelle regioni settentrionali ed interne riferivano che utilizzavano lavoro stagionale più che nei vivai di altre regioni.
Nella regione sud-est è stato trovato che è praticata di più la gestione integrata delle colture, prevalentemente a causa delle condizioni calde ed umide. La maggior parte delle regioni sopra segnalate ai fini di questa indagine ha una quota significativa della produzione totale delle piante native statunitensi, avvicinandosi, o superando una quota del 20% sul totale delle vendite, eccetto per la regione pacifica che ne produce il 13%. Dal punto di vista dell'informatizzazione la regione montuosa ha il più alto livello di adozione di tecnologie informatiche per la produzione, commercializzazione e gestione.
E' interessante notare (interestingly) che i dati sull'uso dell'acqua e sulla tecnologia di irrigazione hanno indicato un andamento (pattern=modello, disegno, motivo) non chiaro rispetto alle differenze regionali riguardanti carenza d'acqua. Le questioni sulla conservazione dell'acqua e la qualità stanno sempre più influenzando la capacità di produrre e commercializzare i prodotti vivaistici, per questo motivo è importante, secondo quanto hanno riportano i ricercatori, documentare e tracciare l'efficienza dell'utilizzo di acqua nel settore industriale, insieme con altre questioni ambientali (green concerns).

Fonte/i: Società statunitense di Scienze Orticole, 17 febbraio 2009

Autore dell'articolo: Luca Federico Fianchini, 22 febbraio 2009


I commenti per questo articolo sono stati chiusi.